{"id":232799,"date":"2013-01-14T08:19:18","date_gmt":"2013-01-14T07:19:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=232799"},"modified":"2013-01-14T08:19:18","modified_gmt":"2013-01-14T07:19:18","slug":"toponimia-di-rocchetta-in-quaranta-termini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2013\/01\/toponimia-di-rocchetta-in-quaranta-termini\/","title":{"rendered":"Toponimia di Rocchetta in quaranta termini"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSi pu\u00f2 raccontare un paese partendo dai suoi toponimi antichi? \u00c8 una domanda che mi pongo con il desiderio di descrivere il paese di Rocchetta Cairo avendo scovato  quaranta toponimi locali. Alcuni li ho trovati in documenti comunali di met\u00e0 ottocento, altri sono riportati su cartine ancora pi\u00f9 antiche. Come quell\u2019arbu der mangu non molto distante dal cian der grop, dove il bisnonno aveva fatto erigere la cappella di San Bartolomeo ed ogni anno si svolgeva la festa campestre con merende e balli nei prati.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_989\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_989\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_989').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_989\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Poco distante vi \u00e8 la sua cascina (da Nicola) che \u00e8 detta ancora oggi der Muntnoec. Scendendo dalla strada dei boschi si arriva alla Pagnazza da cui scende rian della mura, (rio del Castello) che ora passa sotto la strada asfaltata della galleria e diventa rian della ciosa, dove un tempo si coltivavano gli orti e il posto era detto in tu cios. Poche centinaia di metri pi\u00f9 a valle, sull\u2019altra sponda della Burnia (il fiume Bormida) vi \u00e8 la localit\u00e0 Burc dove abitava Gallesio, il verduriere ambulante di Rocchetta.<\/p>\n<p>Proseguendo lungo il nostro fiume, seguita l\u2019ampia ansa che contorna la Ciana (la piana di Rocchetta) dove si troverebbe il pr\u00f2 der gure da un lato e dall\u2019altro lato le grigie rocche degli Aroi, oltre le quali vi \u00e8 la frazione dei Chinei; passato il ponte degli Alemanni, vi \u00e8 la cascina della Manza (forse un\u2019antica mansio romana), poco oltre troviamo il curt\u00e9n che ci ricorderebbe il posto di guardia in cui stazionavano i soldati preposti alla riscossione del pedaggio quando passavano le carovane di muli lungo quella via del sale. Da quel luogo la strada si divide in tre: una sale verso San Zuan di Vigneoi, l\u2019altra prosegue lungo la valle che discende dal Vadermo (forse val d\u2019elmo?), la terza costeggia il fiume e prosegue verso Carp\u00e9z e poi Dego.<\/p>\n<p>Se qualcuno volesse invece salire la strada campestre che si inerpica sul monte adiacente dovrebbe saper che quello \u00e8 il luogo pi\u00f9 assolato di Rocchetta dove ancora oggi matura bene l\u2019uva; il luogo \u00e8 attestato sulle carte topografiche e nella tradizione orale come Montebr\u00ec. Nella zona di Carpeggio, pi\u00f9 o meno da mez du Burnie, risalendo lungo la sponda destra della Bormida, ci imbattiamo nella chiesetta campestre di San Mart\u00e9n e la localit\u00e0 \u00e8 ben nota come Uriund. Pi\u00f9 avanti troviamo le due belle cascine del Cn\u00e9, dipinte in un quadro della Trezzi che ho appeso all\u2019ingresso di casa mia. Passata le strade asfaltate, quella provinciale per Piana e l\u2019altra comunale per Dego, sulla sinistra si allunga la famosa coshta der mund, la costiera che segna il confine con il territorio di Dego e arriva fino ai ciap\u00e9i der Moie e ai boschi di Rocchetta.<\/p>\n<p>Rimangono ancora altrettanti toponimi da collocare e per ora mi limito a proporli in cinque gruppi: Fornacia, Moia verda, Moia secca, Rusei, Cornar\u00e9, Tec, Villanova; la Crosa, Cianchetta, Mulino, Ladogna, Punzan; Cashtl\u00e9, Ciaperoli, Braia, Prumeshtr, Pruveg, Pruneiron,; Medirusci o Moglia dei Rossi, Peire, Ramere,   Mertiz; in seguito ne descriver\u00f2 la loro posizione topografica attorno al paese di Rocchetta\u201d. <\/p>\n<p>Bruno Chiarlone <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSi pu\u00f2 raccontare un paese partendo dai suoi toponimi antichi? \u00c8 una domanda che mi pongo con il desiderio di descrivere il paese di Rocchetta Cairo avendo scovato quaranta toponimi locali. 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