{"id":231844,"date":"2012-12-24T10:20:16","date_gmt":"2012-12-24T09:20:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=231844"},"modified":"2012-12-24T15:17:47","modified_gmt":"2012-12-24T14:17:47","slug":"baracca-del-presepe-vivente-di-segno-a-fuoco-un-deja-vu-che-riporta-al-terribile-rogo-di-un-anno-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/12\/baracca-del-presepe-vivente-di-segno-a-fuoco-un-deja-vu-che-riporta-al-terribile-rogo-di-un-anno-fa\/","title":{"rendered":"Baracca del presepe vivente di Segno a fuoco: un d\u00e9j\u00e0 vu che riporta al terribile rogo di un anno fa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado L.<\/strong> L\u2019episodio di ieri mattina, quando una delle baracche del presepe vivente \u00e8 stata interessata da un incendio, deve aver avuto il sapore del \u201cd\u00e9j\u00e0 vu\u201d per tutti i cittadini di Segno che, probabilmente, hanno rivissuto l\u2019incubo di un anno fa. Era infatti il pomeriggio della vigilia di Natale dell\u2019anno scorso quando sulle colline di Segno e della Valle di Vado divamp\u00f2 un devastante rogo che per giorni ha minacciato anche le abitazioni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_332\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_332\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il bilancio del rogo di un anno fa fu devastante: oltre 400 ettari di macchia carbonizzati e trecento persone costrette a lasciare le loro abitazioni circondate dal fuoco. Le lingue di fuoco avevano cominciato a divorare la vegetazione intorno a Cunio e la Costrada Bassi, via Bixio, via Peluffo e l\u2019ex via Batteria, quindi via Tedeschi. Il fronte, nella notte del 24 dicembre, aveva poi tracciato un circuito intorno a Campo Ferrato e Cima delle Rocche in alto, a ponente sino alle propaggini di Bric del Forno, a Piano e Ritano intorno all\u2019abitato di Segno, con il nucleo a San Bernardo. Proprio di qui il primo fal\u00f2 ravvivato dal vento e incontrollato si era esteso, scavalcando il rio verso monte, dilagando senza sosta. Gli eventi erano precipitati quando avevano superato la sponda sinistra del torrente Segno e si erano inoltrato verso mare. Dal Campo dei Francesi, l\u2019altopiano sullo spartiacque con Quiliano, sino a Ponte dell\u2019Isola e poi sino a Sant\u2019Ermete, dopo le 20 della vigilia il paese era gi\u00e0 stretto nella morsa. La notte di passione era proseguita nel giorno di Natale, con i lanci d\u2019acqua dall\u2019alto di canadair ed elicotteri, il black out della corrente e delle linee telefoniche.<\/p>\n<p>Il giorno di Santo Stefano non era stato da meno. Il circuito ardente aveva incluso, con innumerevoli fronti sparsi, la frazione di San Genesio estendendosi sino a Bossarino, con minaccia per la discarica del Boscaccio; aveva cinto l\u2019area intorno a Bric Forni e al rio Calcinara; poi aveva contagiato anche la Valle di Vado e la zona industriale. Il fuoco, intanto, aveva gi\u00e0 circondato Pian delle Strie. Poi finalmente, non senza difficolt\u00e0, l\u2019incendio era stato domato. Erano quindi iniziate le operazioni di bonifica dell\u2019area che erano durate per settimane.<\/p>\n<p>Un vero e proprio Natale da incubo che gli abitanti di Segno volevano dimenticare. Ieri invece, con quello che probabilmente \u00e8 un gesto doloso, lo spauracchio del fuoco si \u00e8 riaffacciato prepotentemente tra le case della frazione vadese. Fortunatamente l\u2019intervento dei vigili del fuoco ha evitato che le fiamme si propagassero e i danni del rogo sono stati limitati: \u00e8 bruciata \u201csolo\u201d una baracca in legno e lamiera, che ospitava il forno e un grosso maglio, insieme a numerose statuine del presepe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vado L. L\u2019episodio di ieri mattina, quando una delle baracche del presepe vivente \u00e8 stata interessata da un incendio, deve aver avuto il sapore del \u201cd\u00e9j\u00e0 vu\u201d per tutti i cittadini di Segno che, probabilmente, hanno rivissuto l\u2019incubo di un anno fa. 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