{"id":231789,"date":"2012-12-22T13:20:02","date_gmt":"2012-12-22T12:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=231789"},"modified":"2012-12-23T18:24:30","modified_gmt":"2012-12-23T17:24:30","slug":"tangenti-agli-erzelli-estorti-1-milione-e-300-mila-euro-soldi-nel-frigo-e-cene-salate-pagate-dagli-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/12\/tangenti-agli-erzelli-estorti-1-milione-e-300-mila-euro-soldi-nel-frigo-e-cene-salate-pagate-dagli-imprenditori\/","title":{"rendered":"Tangenti agli Erzelli, estorti 1 milione e 300 mila euro: soldi nel frigo e cene &#8220;salate&#8221; pagate dagli imprenditori"},"content":{"rendered":"<p><strong>Genova.<\/strong> Venticinque indagati di cui quattro raggiunti questa mattina da misura cautelare. Tre di questi (Enrico Casaretti, Giuseppe Luperto e Carlo Azzariti Fumaroli) sono dirigenti e tecnici della societ\u00e0 Aurora costruzioni, il quarto, Roberto Accinelli, genovese ma residente a Varazze aveva il ruolo di prestanome per una societ\u00e0 riconducibile ai primi tre, favorita nei lavori all\u2019interno del polo e usata come \u201clavatrice\u201d per le mazzette.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_813\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_813\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_813').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_813\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cLe indagini nascono a seguito della denuncia di un responsabile della societ\u00e0 Ght, committente dei lavori \u2013 spiega il procuratore capo Di Lecce \u2013 che riferiva quanto detto da un imprenditore impegnato nei lavori per il polo degli Erzelli il quale sosteneva di essere stato oggetto di estorsione o, comunque, di richieste pressanti di denaro da parte di dirigenti della societ\u00e0 che, per conto della Ght, avevano la gestione dei cantieri. Si parla di pagamenti che non erano dovuti e che queste imprese erano costrette a fare per poter avere la liquidazione di quanto spettava loro per l\u2019avanzamento dei lavori che veniva certificata da tre dei quattro arrestati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl giro di tangenti per ora accertato \u00e8 di circa 1 milione e trecento mila euro pagati e non dovuti. Gli indagati si servivano anche di societ\u00e0 di comodo, come quella di Varazze, societ\u00e0 attraverso le quali o prestavano consulenze fittizie o utilizzavano solo per ricevere pagamenti con fatture non corrette. Inoltre avevano creato un\u2019altra societ\u00e0 a Varazze che lavorava nel cantiere e che per l\u2019effettuazione dei lavori aveva qualche agevolazione. Gli indagati sono 25: gli altri sono in qualche misura anche titolari delle imprese che operavano. Comunque le indagini proseguono\u201d.<\/p>\n<p>A casa degli indagati, oggetto nei mesi scorsi di perquisizione domiliciare, il denaro \u00e8 stato ritrovato in luoghi per cos\u00ec dire particolari: \u201cmaggiore Oreste Gargano, Nucleo Investigativo cc Genova: \u201cNel corso delle perquisizioni dei mesi scorsi \u2013 spiega il maggiore Oreste Gargano, del nucleo investigativo dei carabinieri di Genova \u2013 erano risultati anomali il nascondiglio e le modalit\u00e0 utilizzati per i soldi che noi riteniamo siano la minima parte del provento del denaro estorto. In un caso, abbiamo trovato circa 130 mila euro compressi e messi sottovuoto all\u2019interno del frigorifero di casa, altre volte erano nascosti all\u2019interno della colonnina che sostiene il lavandino del bagno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI tre avevano creato un\u2019associazione ben strutturata, volta a massimizzare i profitti. Il comportamento nei confronti degli imprenditori era arrogante o compiacente, a seconda dei casi e delle necessit\u00e0, perch\u00e9 lo scopo era sempre ottenere il massimo profitto possibile. In un caso, gli indagati erano andati a pranzo in un ristorante piemontese e avevano fatturato circa mille euro, intestandolo a una ditta senza nemmeno avvisare l\u2019imprenditore del conto salatissimo che gli sarebbe arrivato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI tre avevano anche creato anche altre societ\u00e0 ad hoc, in un caso una di consulenza. Quindi alcuni imprenditori, per giustificare l\u2019esborso di denaro, erano costretti a richiedere consulenze non necessarie per lavori che avevano da altre parti. Il varazzino era un prestanome, e la sua societ\u00e0 riconducibile ai tre ingegneri. La ditta in questione era favorita nei lavori all\u2019interno del polo, nel pagamento degli stati avanzamento dei lavori e serviva come \u2018lavatrice\u2019 mediante emissione di fatture per giustificare l\u2019introito di denaro\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Genova. Venticinque indagati di cui quattro raggiunti questa mattina da misura cautelare. 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