{"id":231253,"date":"2012-12-13T14:02:19","date_gmt":"2012-12-13T13:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=231253"},"modified":"2012-12-13T19:37:14","modified_gmt":"2012-12-13T18:37:14","slug":"a-natale-basta-agli-auguri-di-rito-ecco-un-galateo-dei-messaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/12\/a-natale-basta-agli-auguri-di-rito-ecco-un-galateo-dei-messaggi\/","title":{"rendered":"A Natale basta agli auguri di rito: ecco un Galateo dei messaggi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Basta con gli &#8216;auguri seriali&#8217;. Linguisti e psicoterapeuti dicono no all&#8217;invasione di biglietti, sms o post confezionati con parole scaricate in fretta dal web. E se non \u00e8 pi\u00f9 il tempo di messaggi in bottiglia, non si pu\u00f2 neanche sparare nel mucchio con messaggi &#8216;precotti&#8217;, magari attingendo da qualche comoda citazione di personaggi storici o letterati. <\/p>\n<p>Come avverte Valeria Della Valle, docente di Linguistica italiana presso l&#8217;Universit\u00e0 &#8216;la Sapienza&#8217; di Roma, &#8221;chi riceve un augurio &#8211; spiega &#8211; gradirebbe un messaggio inviato solo per s\u00e9. Il messaggio non deve essere predigerito, va bene la spending review ma serve un po&#8217; di verit\u00e0&#8221;. Per la studiosa, &#8221;la citazione scaricata dal web fa perdere di originalit\u00e0 il messaggio augurale. Possiamo immaginare che chi usa quella citazione non faccia fatto altro che compiere un salto su internet per trovare comodamente a disposizione centinaia di parole. Il criterio \u00e8 quello del &#8216;take away&#8217;, come andare in un supermercato per prendere la migliore offerta e uscire subito. Un augurio, invece, dovrebbe essere formulato con le proprie espressioni, facendo parlare un mondo di riferimento&#8221;. <\/p>\n<p>La linguista traccia anche un &#8216;Galateo del messaggio&#8217;. Anzitutto, mette in guardia, &#8221;non bisogna pretendere di dedicare pochi secondi agli auguri: ogni volta che si scrive occorre tempo e cura per l&#8217;altro, rileggendo ci\u00f2 che si mette su carta. In secondo luogo, non mandare lo stesso messaggio a tutti. Cos\u00ec fa solo il commercialista per l&#8217;Imu&#8221;. &#8221;Mai mettere in visione gli indirizzi di tutti&#8221;, aggiunge, e ancora: &#8221;Non servirsi di questi mezzi preziosi come i social newtork per infastidire gli altri ricoprendoli di messaggi e messaggini&#8221;. Senza dimenticare un&#8217;altra &#8216;dritta&#8217;: &#8221;In prossimit\u00e0 delle feste, evitare accuratamente le battute di spirito. Meglio parole semplici e affettuose, senza essere barzellettieri a tutti i costi&#8221;. Quando si vanno a pescare frasi a caso, che non hanno un fondamento nel vissuto della persona che invia il messaggio o del destinatario dello stesso, &#8221;il rischio \u00e8 quello di perdere il contorno affettivo che una comunicazione deve avere, e conservare anche su un biglietto&#8221;, avverte Della Valle, che tra i suoi libri conta anche il volume &#8216;Le parole giuste&#8217;. Diverso, invece, \u00e8 il caso della citazione letta in un libro, &#8221;che pu\u00f2 essere messa da parte e usata per un messaggio a patto che sia sempre rivolta alla persona adatta&#8221;. Da evitare, quindi, &#8221;la &#8216;riproduzione seriale&#8217; che fa inviare in contemporanea a tutti lo stesso messaggio, peggio se decorato con una citazione pescata in rete e propinata a tutti&#8221;. E&#8217; vero che facebook, twitter o altri social network &#8221;aiutano a scrivere, ma non va incoraggiata la passivit\u00e0 di scaricare e inviare contenuti gi\u00e0 visti. A volte le &#8216;newsletter&#8217; di auguri, con centinaia di persone come destinatari, sembrano una forma di cattiva educazione telematica&#8221;. Dal biglietto vergato a mano all&#8217;sms, il consiglio della linguista \u00e8 quello di &#8221;compilare&#8217; gli auguri di persona. Dei messaggi augurali si pu\u00f2 fare un uso pi\u00f9 parco ma ben meditato e pensato, pi\u00f9 vero insomma. Occorre perdere un po&#8217; di tempo, ma ogni persona deve avere il messaggio giusto. Non si possono copiare le emozioni, altrimenti diventiamo tutti Avatar&#8221;. Per l&#8217;esperta &#8221;un buon segno c&#8217;\u00e8: aumentano i corsi di calligrafia. <\/p>\n<p>E quello che sembrava perduto torna a essere un valore, perch\u00e9 certe cose vanno ancora scritte a mano. La scrittura su carta, infatti, cattura le emozioni e permette di rileggere ci\u00f2 che si scrive. E questo \u00e8 sempre consigliato&#8221;. &#8221;Un messaggio \u00e8 un dono&#8221;, ricorda la psicoterapeuta Maria Rita Parsi. &#8221;E invece spesso non ci diamo nemmeno il tempo di pensare un testo che non pu\u00f2 essere di tutti ma \u00e8 rivolto a una sola persona. Prendersi cura dell&#8217;altro significa anche fermarsi, magari caricare una stilografica e mettere su carta ci\u00f2 che si prova per la persona. La bellezza di un racconto che resta&#8221;. &#8221;Non servono regali &#8211; conclude Maria Rita Parsi, che ha appena pubblicato &#8216;Doni. Miracoli quotidiani di gente comune&#8217; &#8211; gi\u00e0 una frase riesce a toccare l&#8217;anima. Usiamo la mente del cuore per mandare a ciascuno un messaggio personalizzato. E&#8217; questo &#8211; conclude &#8211; il dono vero&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Basta con gli &#8216;auguri seriali&#8217;. 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