{"id":230904,"date":"2012-12-06T18:05:22","date_gmt":"2012-12-06T17:05:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=230904"},"modified":"2012-12-07T10:47:45","modified_gmt":"2012-12-07T09:47:45","slug":"decreto-mini-proroga-balneari-screditate-30-mila-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/12\/decreto-mini-proroga-balneari-screditate-30-mila-imprese\/","title":{"rendered":"Decreto mini proroga, Balneari: &#8220;Screditate 30 mila imprese&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. \u201cLa vicenda della mini proroga di cinque anni delle concessioni balneari approvata oggi al Senato nell\u2019ambito del dl decreto sviluppo bis \u00e8 stata oggetto, tranne poche e lodevoli eccezioni, di un vero e proprio festival di dichiarazioni allarmistiche che ha comportato la criminalizzazione di un intero comparto economico cruciale per l\u2019intero Paese\u201d. E\u2019 quanto affermano in una nota le Associazioni di categoria degli imprenditori balneari: S.I.B. Sindacato Italiano Balneari \u2013 Confcommercio, FIBA \u2013 Confesercenti, CNA \u2013 Balneatori e Assobalneari Italia \u2013 Confindustria. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_484\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_484\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSi \u00e8 gridato da pi\u00f9 parti alla lesione dell\u2019ambiente, mentre la disciplina di questo settore dei litorali \u00e8 minuziosamente disciplinata da leggi, regolamenti e innumerevoli strumenti di pianificazione demaniale, ambientale e urbanistico dalle Regioni e dagli Enti Locali alla quale tutti i titolari \u2013 attuali o eventualmente futuri \u2013 si attengono o dovranno attenersi. Pertanto \u00e8 del tutto irrilevante per l\u2019ambiente se il titolare di una concessione demaniale sia l\u2019attuale o un altro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSi \u00e8 urlato al danno nei confronti dei consumatori i cui interessi sono del tutto indifferenti alle modifiche soggettive dei titolari delle stesse e legate, semmai, ad un aumento del numero delle concessioni, quindi dell\u2019offerta dei servizi, e certamente non alla sostituzione degli attuali titolari con altri\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSi \u00e8 paventato, da ultimo, incalcolabili danni erariali per multe che la Commissione europea potrebbe infliggerci, con questa mini proroga, enfatizzando una osservazione infondata della Ragioneria generale dello Stato, (forse dovuta alla concitazione dei tempi di approvazione del provvedimento), la quale non ha considerato che: a) nelle 99 procedure di infrazione pendenti (alcune risalenti ad oltre 10 anni fa), neanche una riguarda le concessioni balneari; b) che quella riguardante le concessioni demaniali \u2013 la n. 4908\\2008 del 25 febbraio 2009 \u2013 \u00e8 stata archiviata dalla CE lo scorso 27 febbraio 2012; c) che la stessa non riguardava la proroga ma il cos\u00ec detto diritto di insistenza che il nostro Legislatore ha eliminato; d) che una analoga proroga di cinque anni varata con la legge 25\\2010 non \u00e8 stata oggetto di procedura di infrazione da parte della CE; e) che il Commissario europeo Michel Barnier ha dichiarato formalmente al vice Presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella il favore delle Istituzioni europee per \u201cun congruo periodo transitorio\u201d; f) che la proroga delle concessioni balneari iberiche che sta discutendo il Parlamento spagnolo \u2013 non di cinque ma di 45 anni \u2013 non solo non \u00e8 stata contestata dalle Istituzioni europee ma ha trovato il favore delle stesse nelle dichiarazioni del Commissario alla Giustizia Viviane Reding; g) che comunque l\u2019avvio di una nuova procedura d\u2019infrazione causata dal provvedimento di mini proroga, prima di giungere all\u2019ammenda, dovrebbe seguire un iter procedurale all\u2019interno del quale ci sono tutte le possibilit\u00e0 di trovare soluzioni condivise\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTutto ci\u00f2 ha creato sconcerto, umiliazione e rabbia nelle decine di migliaia di famiglie di balneari che si sentono ingiustamente e immotivatamente messi su un banco mediatico di imputazioni per le quali non sussiste alcuna responsabilit\u00e0\u201d aggiungono le organizzazioni sindacali di categoria.<\/p>\n<p>\u201cStigmatizziamo le dichiarazioni di chi si oppone a qualsiasi proroga con argomentazioni fragili e inconsistenti, in alcuni casi palesemente strumentali, arrivando persino a infangare e demonizzare 30.000 famiglie e aziende a conduzione familiare, disonorandole quale potente \u201clobby\u201d, quando invece stanno difendendo il loro elementare diritto a continuare a esistere e lavorare salvaguardando, nel contempo, una peculiarit\u00e0 italiana che \u00e8 un fattore di successo e di competitivit\u00e0 del turismo nazionale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEvidenziamo, inoltre, che le imprese italiane, nel caso in cui non venisse approvata una adeguata e ragionevole disciplina transitoria, sono gi\u00e0 pronte ad adire la giustizia italiana ed eventualmente europea per la tutela dei loro diritti, (dalla propriet\u00e0 aziendale illegittimamente confiscata al legittimo affidamento nella disciplina previgente recentemente abrogata), con gravi conseguenze economiche, queste s\u00ec, a danno dello Stato italiano\u201d. <\/p>\n<p>\u201cVa, infine, dato merito al Senato e alle forze politiche \u2013 tutte \u2013 di non aver ceduto a questa falsa rappresentazione della realt\u00e0 per cui questa mini proroga sarebbe un \u201cpericoloso regalo a una lobby\u201d quando \u00e8 solo un doveroso intervento per evitare un colossale contenzioso giudiziario in danno dello Stato e per avere il tempo di trovare la giusta soluzione ad un cos\u00ec grave e complesso problema, in modo da poter assicurare una prospettiva di investimento e di lavoro a centinaia di migliaia di nostri imprenditori e lavoratori\u201d concludono i balneari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cLa vicenda della mini proroga di cinque anni delle concessioni balneari approvata oggi al Senato nell\u2019ambito del dl decreto sviluppo bis \u00e8 stata oggetto, tranne poche e lodevoli eccezioni, di un vero e proprio festival di dichiarazioni allarmistiche che ha comportato la criminalizzazione di un intero comparto economico cruciale per l\u2019intero Paese\u201d. 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