{"id":230682,"date":"2012-12-03T16:33:50","date_gmt":"2012-12-03T15:33:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=230682"},"modified":"2012-12-04T10:52:39","modified_gmt":"2012-12-04T09:52:39","slug":"rialto-case-sul-baratro-sensori-e-interventi-urgenti-sul-luogo-della-frana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/12\/rialto-case-sul-baratro-sensori-e-interventi-urgenti-sul-luogo-della-frana\/","title":{"rendered":"Rialto, case affacciate sul baratro: sensori e interventi urgenti sul luogo della frana"},"content":{"rendered":"<p><strong>Rialto<\/strong>. E\u2019 l\u2019immagine di un salto nel vuoto la frana che a Rialto nei pressi di piazza Calvi, uno scivolone di terra vertiginoso visto dalle case che ora circondano il luogo dello smottamento. Non ci sarebbe pericolo per le sette famiglie che abitano i tre caseggiati e, difatti, non \u00e8 stata emanata alcuna ordinanza di sgombero. Ma l\u2019effetto, ad occhio, \u00e8 inquietante.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_728\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_728\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Spiega il sindaco Silvio Casanova: \u201cE\u2019 stata un\u2019esperienza tragica per le persone che lo scorso 28 novembre, nel pomeriggio e di notte, con due boati hanno visto aprirsi questa grossa frana. La problematica parte dal 16 marzo 2011, da lontano, quando abbiamo registrato il primo cedimento verso il fiume. Purtroppo, pur avendo mandato progetti e schede della Protezione Civile, non ci sono stati riconosciuti i danni alluvionali. L\u2019assessore regionale Briano ha comunque prestato interesse e il nostro caso \u00e8 finito nel bilancio triennale della Regione, con un iter che va lentamente\u201d.<\/p>\n<p>Per ora l\u2019amministrazione procede con provvedimenti urgenti, per evitare che la frana peggiori, anche in considerazione di possibili precipitazioni. \u201cIl Comune ha fatto determine per interventi d\u2019urgenza: ripristino della fognatura, spie per misurare l\u2019allargamento delle lesioni, copertura con i teli per riparare dall\u2019acqua piovana. Scatter\u00e0 un\u2019altra determina per effettuare carotaggi ed analisi geologiche\u201d osserva il primo cittadino.<\/p>\n<p>Servono le risorse economiche per partire con un primissimo intervento, almeno, ma i danni in realt\u00e0 richiederebbero una cifra elevata, forse un milione di euro. \u201cTra ripristino della frana esistente e rifacimento dei muri laterali \u2013 conclude Casanova \u2013 occorrono subito almeno 118 mila euro e per questo gi\u00e0 a maggio avevamo presentato un progetto. Sono pochi denari, ma necessari per partire ed arrivare a mettere in sicurezza almeno all\u2019altezza della fogna esistente e della strada vicinale\u201d.<\/p>\n<p>Il geologo Giampiero Alberelli sottolinea: \u201cHo rilevato una situazione particolarmente pericolosa perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 una borgata. E\u2019 l\u2019effetto di un territorio fragile, fatto di montagne scistose con frande pedemontane e paleocumuli come questo che ha forti erosioni. Il rio Canterana ha eroso il terreno nel tempo, creando versanti molto ripidi. Ci sono una serie di sedimenti di materiale fini. Un\u2019analisi pi\u00f9 dettagliata ha fatto ritrovare materiale roccioso a dieci metri dal piazzale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019origine del movimento franoso \u2013 prosegue \u2013 \u00e8 probabilmente da imputare ad un flusso di acqua ipogea. Non ci sono elementi che possano far pensare ad una sollecitazione agli edifici, che non presentano particolari lesioni. La frana \u00e8 ora coperta con teli e sono state riattivate le fognature che, nel giorno 29, ancora bagnavano la frana\u201d.<\/p>\n<p>Un pericolo diretto per le case della zona, ora, sarebbe remoto, ma tra gli abitanti il livello di attenzione e apprensione \u00e8 alle stelle. Appositi sensori installati in prossimit\u00e0 dei muri rilevano in tempo reale ogni minimo movimento del terreno: un sollievo, almento, in questa situazione precaria che attende un intervento strutturale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rialto. E\u2019 l\u2019immagine di un salto nel vuoto la frana che a Rialto nei pressi di piazza Calvi, uno scivolone di terra vertiginoso visto dalle case che ora circondano il luogo dello smottamento. 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