{"id":230562,"date":"2012-12-01T08:27:18","date_gmt":"2012-12-01T07:27:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=230562"},"modified":"2012-12-01T08:27:18","modified_gmt":"2012-12-01T07:27:18","slug":"ogni-anno-finiscono-in-discarica-28-miliardi-di-euro-di-potenziali-combustibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/12\/ogni-anno-finiscono-in-discarica-28-miliardi-di-euro-di-potenziali-combustibili\/","title":{"rendered":"Ogni anno finiscono in discarica 2,8 miliardi di euro di potenziali combustibili"},"content":{"rendered":"<p>Le discariche sono piene di potenziali combustibili ma l\u2019Italia non approfitta dell\u2019opportunit\u00e0, restando indietro rispetto altri paesi europei. E cos\u00ec, spiega all\u2019Adnkronos, Davide Tabarelli, presidente di Nomismaenergia, \u201cin Italia ogni anno si buttano in discarica 2,8 miliardi di euro di potenziali combustibili\u201d che invece potrebbero essere impiegati in produzioni industriali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_63\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_63\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_63').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_63\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In particolare Nomismaenergia, in collaborazione con Aitec-Confindustria (Associazione italiana tecnico economica cemento) ha elaborato una ricerca che evidenzia i benefici derivanti dall\u2019impiego dei Combustibili Solidi Secondari (Css), ottenuti dai rifiuti urbani (Ru), nel settore industriale, in particolare nei cementifici. La combustione di Css nei processi di produzione del cemento rappresenta la soluzione pi\u00f9 sostenibile sotto il profilo sociale, ambientale, energetico ed economico.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che finisce in discarica, spiega Tabarelli, \u201cha un contenuto energetico che se non viene recuperato si disperde con pesanti conseguenze per l\u2019ambiente, visto che rilasciano Co2, ma anche per l\u2019economia, visto che l\u2019Italia importa oltre l\u201980% del fabbisogno di energia\u201d. Le circa 17 milioni di tonnellate di rifiuti che ogni anno finiscono in discarica, dunque, sono \u201cun totale spreco\u201d. Secondo la ricerca, supponendo un contenuto medio dei Ru di 2.200 kcal\/kg, significa buttare 3,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio in discarica.<\/p>\n<p>Dallo studio emerge che in Italia nel 2010 solo l\u20198% dell\u2019energia termica necessaria per produrre il cemento \u00e8 stata ottenuta da combustibili alternativi (rifiuti), mentre il restante 92% \u00e8 stato ottenuto da combustibili fossili non rinnovabili, prevalentemente di importazione e soggetti all\u2019andamento dei prezzi del petrolio.<\/p>\n<p>Il fuel mix di combustibili alternativi utilizzati nelle cementerie italiane (312 mila tonnellate nel 2010) \u00e8 costituito per circa il 15% da combustibili liquidi e il restante 85% da Css (combustibili derivati da rifiuti urbani, plastiche e gomme, pneumatici fuori uso, fanghi da depurazione acque reflue).<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo di combustibili alternativi in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali in cementeria ha consentito nel 2010 il risparmio di circa 260 mila tonnellate di combustibili fossili e conseguenti 340 mila tonnellate di emissioni di Co2 evitate. In Germania, nello stesso anno, il tasso di sostituzione termica media dell\u2019industria cementiera tedesca e\u2019 risultato pari al 61%.<\/p>\n<p>Il tasso medio europeo di sostituzione termica in cementeria dagli ultimi dati disponibili \u00e8 pari al 19%: questo ha consentito alle cementerie europee di risparmiare 5 milioni di tonnellate di combustibili fossili e di evitare 8 milioni di tonnellate di emissioni di Co2. L\u2019Italia nel 2010 \u00e8 risultata essere il primo produttore di cemento in Europa, seguito dalla Germania che ne ha prodotto circa il 12% in meno.<\/p>\n<p>Sempre secondo lo studio, le cementerie italiane sono pertanto ad oggi gi\u00e0 in grado, con gli opportuni investimenti necessari, di raggiungere il 50% di sostituzione calorica media (valore pari all\u2019ordine di grandezza di quello raggiunto in Germania) ottenendo un risparmio di 1,3 milioni di tonnellate di combustibili fossili e una diminuzione di emissioni di Co2 di 3,6 milioni di tonnellate annue (pari a circa il 12% delle emissioni totali del settore nel 2010).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le discariche sono piene di potenziali combustibili ma l\u2019Italia non approfitta dell\u2019opportunit\u00e0, restando indietro rispetto altri paesi europei. 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