{"id":230159,"date":"2012-11-23T18:06:25","date_gmt":"2012-11-23T17:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=230159"},"modified":"2012-11-23T19:08:15","modified_gmt":"2012-11-23T18:08:15","slug":"dal-sito-giovanisavona-it-ecco-lintervista-a-giovanni-impastato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/11\/dal-sito-giovanisavona-it-ecco-lintervista-a-giovanni-impastato\/","title":{"rendered":"Dal sito giovanisavona.it: ecco l&#8217;intervista a Giovanni Impastato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Ecco l\u2019intervista realizzata da Federica Favano, studentessa savonese del Liceo Giuliano della Rovere a, a Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato. L\u2019intervista \u00e8 pubblicata nella voce \u201cIl punto su\u201d del sito internet www.giovanisavona.it, spazio riservato ad approfondimenti su tematiche care ai giovani, con contributi, come in questo caso, elaborate da giovani stessi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_482\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_482\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Giovanni Impastato ha partecipato a Savona il 16 e 17 novembre scorso a diversi incontri, anche con gli studenti di alcuni istituti superiori di Savona, tra i quali il Liceo Giuliano della Rovere, al fine di sensibilizzare i ragazzi alla lotta antimafia e renderli partecipi riguardo la storia del fratello Peppino. Numerose sono state le domande che i ragazzi, con interesse, hanno posto a Giovanni, il quale, con l\u2019aiuto della moglie Felicia, ha risposto in maniera esaustiva e disponibile.<\/p>\n<p>Le cose possono cambiare?<br>\nLe cose possono cambiare, anzi, sono cambiate. Partendo, per esempio, da casa Impastato: dapprima teatro di discussioni, problemi e due lutti gravissimi, oggigiorno resa accessibile a tutti coloro che desiderino visitarla. Ugualmente accade per casa Badalamenti, inizialmente luogo in cui venivano prese decisioni drammatiche, tra cui quella dell\u2019 uccisione di Peppino, adesso \u00e8 un bene confiscato alla mafia. Nel paese di Cinisi le cose sono cambiate, cos\u00ec come in tutta la Sicilia: i siciliani, infatti, hanno eletto come presidente della regione un sindaco capace di praticare antimafia attiva; esempio lampante del fatto che si vuole lasciare la mafia fuori dalla propria vita.<\/p>\n<p>Il pensiero di Peppino pu\u00f2 definirsi attuale rispetto alla societ\u00e0 odierna?<br>\nIl percorso di vita ed il pensiero di Peppino si legano molto alla realt\u00e0 attuale, in quanto lottava contro le ingiustizie, si batteva per una societ\u00e0 ed un mondo migliore. Il pensiero di Peppino \u00e8 facilmente riconducibile ai giorni nostri poich\u00e9 le azioni da lui compiute possono essere, allo stesso modo, replicate da noi: anzi, ripeterle \u00e8 un obbligo morale nei confronti di coloro che hanno perso la vita combattendo queste battaglie, nonch\u00e9 una lotta per della democrazia. Peppino oggi sarebbe qui di fianco a noi per portare avanti queste grandi battaglie di civilt\u00e0 e di democrazia che ognuno dovrebbe condividere.<\/p>\n<p>Peppino Impastato pu\u00f2 essere considerato un eroe?<br>\nPeppino era uno di noi, era un ragazzo come tutti gli altri. Non era un eroe, nonostante molti lo definiscano tale per come \u00e8 morto. Pi\u00f9 che un eroe andrebbe definito come un punto di riferimento importante per tutti noi, per via della sua storia, delle lotte che ha combattuto, per ci\u00f2 che lui diceva e per il suo impegno; tutti elementi attualissimi e riconducibili alla societ\u00e0 odierna.<\/p>\n<p>Oggigiorno quanto \u00e8 importante sensibilizzare i giovani al concetto di legalit\u00e0?<br>\nMolte persone tutt\u2019oggi discutono a proposito di legalit\u00e0. E\u2019 importante, infatti, avere ben presente il concetto di legalit\u00e0, fatto su cui Peppino dimostrava essere intransigente, poich\u00e9 diversamente non sarebbe possibile ristabilirla in questo Paese. Legalit\u00e0, pi\u00f9 che rispetto per le leggi, \u00e8 rispetto per la dignit\u00e0 umana: se in una legge vi \u00e8 la mancanza del rispetto per l\u2019uomo, noi dobbiamo lottare fino in fondo per cercare di cambiarla, in funzione della dignit\u00e0 umana. Come affermato da Don Lorenzo Milani, \u201cl\u2019obbedienza non sempre \u00e8 una virt\u00f9\u201d: a parer mio, infatti, la disobbedienza civile, n\u00e9 violenta, n\u00e9 strumentalizzata, \u00e8 il giusto metodo per ristabilire la moralit\u00e0 in questo paese. Esempio di disobbedienza civile \u00e8 quella compiuta da Martin Luther King, volta al fine di ribellarsi nei confronti delle leggi razziali, le quali inibivano totalmente la dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Quando ed in seguito a quale episodio \u00e8 scaturita la voglia di Peppino di opporsi alla mafia?<br>\nA met\u00e0 degli anni sessanta, in seguito all\u2019omicidio dello zio Cesare Manzella, capo cupola, attraverso un\u2019autobomba, Peppino riesce a prendere coscienza del fatto che la mafia non fosse una cosa positiva, bens\u00ec negativa ed atroce.<br>\nFu nel 1963, con la pubblicazione del giornale \u201cL\u2019Idea\u201d, che Peppino port\u00f2 avanti questa  battaglia, rompendo con la famiglia e con il contesto sociale dominato dalla cultura mafiosa. Tale rottura pu\u00f2 considerarsi storica e culturale, poich\u00e9 non avvenne solamente all\u2019interno della societ\u00e0, nell\u2019ambiente in cui viveva, bens\u00ec anche nella propria famiglia, anch\u2019essa di stampo mafioso. <\/p>\n<p>Sono passati trentacinque anni dall\u2019omicidio di Peppino, come ci si sente a guardare in dietro?<br>\nA distanza di 35 anni dall\u2019uccisione di Peppino ci ritroviamo a parlare di lui non perch\u00e9 fosse un eroe, ma perch\u00e9 il suo pensiero, il suo impegno, la sua attivit\u00e0, il suo messaggio dovrebbe essere condiviso da persone che fanno parte di culture diverse per un semplice motivo: perch\u00e9 Peppino lottava per la libert\u00e0, per l\u2019emancipazione della sua terra, per un mondo migliore. <\/p>\n<p>Attraverso quali mezzi di comunicazione, nel corso del tempo, Peppino diffonde la sua idea?<br>\nA met\u00e0 degli anni sessanta, in seguito all\u2019omicidio dello zio Cesare Manzella, Peppino fu l\u2019ideatore del giornale \u201cL\u2019Idea\u201d. Fonda il giornale proprio in quel periodo difficile, in cui per la maggioranza parlare di mafia era considerata un\u2019utopia, o peggio, un pretesto per screditare la Sicilia. Ma non era cos\u00ec: la realt\u00e0 di quel periodo, in particolare nel contesto in cui si muoveva Peppino, mafia e politica erano colluse, di conseguenza potevano permettersi di fare ci\u00f2 che volevano. Il giornale infatti chiude, poich\u00e9 considerato scomodo da molti. Peppino per\u00f2 non si arrende e si improvvisa fotoreporter, al fine di documentare fotograficamente lo scempio del territorio compiuto dalla mafia. Tra le varie costruzioni abusive adiacenti alle coste, troviamo quella dell\u2019autostrada, le cui curve vengono descritte ironicamente da Peppino come \u201cuna provvidenza divina per gli automobilisti che cos\u00ec non vanno a sbattere, si mantengono svegli\u201d. Le curve, infatti, erano utili agli interessi mafiosi. In seguito al giornale, le battaglie pacifiste, la militanza politica, Peppino organizza il \u201cCircolo musica e cultura\u201d, volto all\u2019utilizzo dell\u2019arte come veicolo di comunicazione. All\u2019interno di questo circolo Peppino organizzava cineforum o laboratori teatrali: da questo emerge l\u2019attualit\u00e0 del suo pensiero. Peppino Fond\u00f2 infine \u201cradio AUT\u201d, mezzo di comunicazione molto incisivo poich\u00e9, attraverso quei microfoni, riusc\u00ec a mettere in seria difficolt\u00e0 i mafiosi, uomini potenti, intoccabili, omertosi, che facevano leva sulla paura della gente, attraverso l\u2019ironia, lo sbeffeggiamento e la presa in giro. Per tale ragione Peppino non poteva pi\u00f9 vivere, poich\u00e9 i mafiosi non accettarono il fatto che egli non era pi\u00f9 il ragazzino che, preso dalla voglia di cambiamento, giocava a fare la rivoluzione, bens\u00ec un vero e proprio militante antimafia e li avrebbe sconfitti. <\/p>\n<p>Eravate intimoriti da ci\u00f2 che stava facendo tuo fratello? Avevate paura?<br>\nMolti ci definiscono coraggiosi in quanto abbiamo portato avanti il nostro impegno, ma in realt\u00e0 avevamo una grande paura. Colui che ne aveva meno di tutti, per\u00f2, era Peppino. Nonostante tutto, come diceva Borsellino \u201cdentro ogni persona c\u2019\u00e8 quel minimo di coraggio\u201d, che noi in quel momento abbiamo avuto la prontezza di tirare fuori. La mia vera e grande paura nacque in seguito all\u2019omicidio di mio padre, difatti chiesi a Peppino di smettere, poich\u00e9 ormai non avevamo pi\u00f9 nessuno a proteggerci. Lui ovviamente non acconsent\u00ec, port\u00f2 avanti ugualmente i suoi  ideali e fu ucciso, proprio in mancanza della protezione di mio padre, a sua volta ucciso perch\u00e9 in pi\u00f9 circostanze tent\u00f2 di salvare il figlio.<\/p>\n<p><strong>Federica Favano, 3\u00b0B Liceo Della Rovere<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Ecco l\u2019intervista realizzata da Federica Favano, studentessa savonese del Liceo Giuliano della Rovere a, a Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato. L\u2019intervista \u00e8 pubblicata nella voce \u201cIl punto su\u201d del sito internet www.giovanisavona.it, spazio riservato ad approfondimenti su tematiche care ai giovani, con contributi, come in questo caso, elaborate da giovani stessi. 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