{"id":229677,"date":"2012-11-15T17:43:30","date_gmt":"2012-11-15T16:43:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=229677"},"modified":"2012-11-16T12:13:44","modified_gmt":"2012-11-16T11:13:44","slug":"centri-massaggi-cinesi-a-luci-rosse-a-savona-e-alassio-patteggiano-in","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/11\/centri-massaggi-cinesi-a-luci-rosse-a-savona-e-alassio-patteggiano-in\/","title":{"rendered":"Centri massaggi cinesi a luci rosse a Savona e Alassio, patteggiano in quattro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Prime condanne per la vicenda dei centri benessere cinesi \u201cOnda\u201d di Savona e Alassio che erano finiti nel mirino degli investigatori per un presunto giro di massaggi a luci rosse. Il caso era scoppiato all\u2019inizio dell\u2019aprile scorso quando cinque persone erano finite nei guai con l\u2019accusa di concorso in favoreggiamento della prostituzione e i due locali, uno in via Torino a Savona, l\u2019altro in viale Hanbury ad Alassio, erano stati sequestrati. Quattro di loro, Chen Changqian, 39 anni, Liu Xialoling, di 32, Ye Min, di 36, tutti di nazionalit\u00e0 cinese, e Silvana Bisio, estetista di 53, stamattina, davanti al giudice Donatella Aschero hanno scelto di patteggiare. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_286\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_286\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Changquian, considerato uno dei \u201cdominus\u201d dell\u2019organizzazione, ha patteggiato due anni e 800 euro di multa; Ye Min e Xialoling hanno patteggiato entrambe diciotto mesi di reclusione e, solo per la seconda, 2200 euro di multa; infine Silvana Bisio, che di fatto svolgeva un ruolo di prestanome (per aprire quel genere di centri serviva infatti la presenza di un estetista) ha patteggiato un anno. A tutti \u00e8 stata concessa la sospensione condizionale della pena.<\/p>\n<p>Insieme a loro nell\u2019operazione ribattezzata \u201cOnda Anomala\u201d era finita nei guai anche un\u2019altra estetista italiana Valentina Marchisio, di 30, che come la collega avrebbe svolto il ruolo di \u201cgarante\u201d per il funzionamento dei centri benessere. Nei confronti di Marchisio, che non ha scelto di essere giudicata con un rito alternativo, il tribunale ha gi\u00e0 fissato la data per l\u2019inizio del giudizio immediato che prender\u00e0 il via il 19 dicembre davanti al Collegio dei giudici.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019accusa dietro all\u2019attivit\u00e0 di \u201cmassaggio orientale\u201d si nascondeva un vero e proprio giro di prostituzione dove una decina di ragazze, tutte orientali, fornivano prestazioni sessuali (mai per\u00f2 rapporti completi) ai clienti che ne facevano richiesta. L\u2019incasso dei \u201cmassaggi\u201d sarebbe finito tutto nelle mani di Chen Changqian che, con l\u2019aiuto della compagna Ye Min e della connazionale Liu Xiaoling, gestiva i due centri benessere. Per la Procura era Liu Xiaoling a gestire le dipendenti del centro di Alassio e, in certe occasioni, a raccogliere gli incassi. A Ye Min sarebbe invece toccato il ruolo di gestione degli appartamenti di Savona e Alassio dove le giovani massaggiatrici vivevano.<\/p>\n<p>Le due italiane erano invece state assunte da Chen per poter ottenere tutti i permessi necessari all\u2019apertura dei centri Onda e, di fatto, erano prestanome: la loro presenza, essendo estetiste, infatti era necessaria per consentire ai due centri di svolgere l\u2019attivit\u00e0, ma come ha spiegato bene Silvana Bisio, si limitavano a rispondere al telefono \u201cvisto che l\u00ec non c\u2019era nessun\u2019altro che parlasse italiano\u201d e non avevano alcun contatto con i frequentatori dei locali.<\/p>\n<p>Dei massaggi e delle prestazioni extra si occupavano le ragazze cinesi, le sole che entravano nelle cabine e incontravano i clienti. Nei due centri sarebbero state impiegate una decina di giovani, tutte sui vent\u2019anni, che lavoravano dal mattino alla sera. Come sul modello dei centri massaggi delle metropoli, il \u201cpunto di forza\u201d dei centri \u201cOnda\u201d era nell\u2019orario continuato, dalle 10 alle 23, e nei prezzi contenuti.<\/p>\n<p>Massaggio rilassante corpo a 30 euro per 40 minuti, 40 euro per un\u2019ora; massaggio rilassante a quattro mani a 60 euro per 45 minuti e 80 euro per un\u2019ora. Questo il listino che prevedeva inoltre massaggio thailandese con olio, massaggio giapponese, massaggio rilassante in vasca da bagno, massaggio piedi. Applicazioni che, secondo gli inquirenti, nascondevano dietro l\u2019ambiguit\u00e0 appunto anche prestazioni sessuali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Prime condanne per la vicenda dei centri benessere cinesi \u201cOnda\u201d di Savona e Alassio che erano finiti nel mirino degli investigatori per un presunto giro di massaggi a luci rosse. 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