{"id":229125,"date":"2012-11-06T22:05:08","date_gmt":"2012-11-06T21:05:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=229125"},"modified":"2013-01-16T07:05:19","modified_gmt":"2013-01-16T06:05:19","slug":"inchiesta-dumper-drocchi-rompe-il-silenzio-e-si-sfoga-non-e-credibile-pensare-che-io-fossi-padrone-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/11\/inchiesta-dumper-drocchi-rompe-il-silenzio-e-si-sfoga-non-e-credibile-pensare-che-io-fossi-padrone-della-citta\/","title":{"rendered":"Inchiesta &#8220;Dumper&#8221;, Drocchi rompe il silenzio e si sfoga: &#8220;Non \u00e8 credibile pensare che io fossi &#8216;padrone&#8217; della citt\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. A poco pi\u00f9 di una settimana dalla sentenza di patteggiamento emessa a suo carico Roberto Drocchi ha deciso di rompere un silenzio durato pi\u00f9 di un anno e mezzo. L\u2019ex capo del settore lavori pubblici del comune vadese ed ex presidente della squadra Riviera Basket (che era stato accusato di corruzione, occultamento di documenti contabili e falso in atto pubblico) ha scelto di parlare affidando una dichiarazione ai suoi legali Fausto Mazzitelli ed Elio Paleologo. Parole con le quali, anche se non direttamente, replica alle dichiarazioni che l\u2019amministratore di Scavo-Ter Pietro Fotia avrebbe fatto due giorni fa davanti al pm Ubaldo Pelosi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_910\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_910\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cRitengo che la sentenza di patteggiamento abbia, gi\u00e0 di per s\u00e9, riportato alla giusta dimensione il mio ruolo in tutta questa vicenda. Ritengo sia emerso con chiarezza quanto non fosse verosimile e non credibile l\u2019idea che una persona, nella mia posizione, abbia potuto essere \u2018padrone\u2019 per ben sette anni, di un intero comune, se non di un\u2019intera citt\u00e0, come invece \u00e8 apparso a livello mediatico\u201d si legge nella nota di Drocchi.<\/p>\n<p>Fotia, arrestato insieme a Drocchi nell\u2019inchiesta sulle mazzette negli appalti al Comune vadese, avrebbe invece spiegato al magistrato che per lavorare con il Comune di Vado \u201coccorreva\u201d essere sponsor del Riviera Basket, la squadra di cui il capo dell\u2019ufficio tecnico, era presidente. Erano cinquantanove le assegnazioni \u201cillegittime\u201d o \u201cindebite\u201d secondo la Procura, che per\u00f2 ha ritenuto congrua una pena di un anno e quattro mesi per l\u2019ex capo dell\u2019ufficio tecnico che nella sua dichiarazione aggiunge: \u201cEsiste, a questo punto, il fondato rischio che l\u2019assenza di una replica faccia assumere per vero tutto quanto dichiarato, scritto, letto\u201d. Come dire che il patteggiamento ha chiuso le sue pendenze penali, ma non equivale in automatico ad un\u2019ammissione di responsabilit\u00e0 per tutte le accuse a lui rivolte.<\/p>\n<p>Drocchi sembra anche intenzionato a portare avanti la sua battaglia in sede civile: \u201cRiguardo alla posizione del Comune di Vado e ai contenziosi gi\u00e0 in essere o che verranno promossi in futuro auspico che possano essere al pi\u00f9 presto discussi nel merito, nella serena convenzione che potranno emergere, in sede di trattazione, tutte le responsabilit\u00e0 vere o presunte commesse ai fatti oggetto d\u2019indagine\u201d. \u201cAvendo definitivamente chiarito la mia posizione con gli inquirenti, non ritengo sia necessario n\u00e9 opportuno rispondere alle dichiarazioni di uno degli imprenditori coinvolti nell\u2019inchiesta. Dichiarazioni che non possono e non dovrebbero essere lette se non come frutto di una legittima, ma anche ovvia e scontata, strategia difensiva\u201d conclude Drocchi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. A poco pi\u00f9 di una settimana dalla sentenza di patteggiamento emessa a suo carico Roberto Drocchi ha deciso di rompere un silenzio durato pi\u00f9 di un anno e mezzo. 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