{"id":229034,"date":"2012-11-05T16:29:12","date_gmt":"2012-11-05T15:29:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=229034"},"modified":"2012-11-05T16:58:43","modified_gmt":"2012-11-05T15:58:43","slug":"dipendenti-pubblici-illegittima-la-trattenuta-sul-tfr-ecco-come-avere-il-rimborso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/11\/dipendenti-pubblici-illegittima-la-trattenuta-sul-tfr-ecco-come-avere-il-rimborso\/","title":{"rendered":"Dipendenti pubblici: illegittima la trattenuta sul TFR, ecco come avere il rimborso"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> \u201cI lavoratori pubblici hanno diritto alla restituzione del 2,5% dello stipendio trattenuto dagli enti di cui sono dipendenti\u201d. Lo dichiara Calogero Coniglio, delegato regionale della FSI Federazione Sindacati Indipendenti, organizzazione sindacale rappresentativa firmataria del CCNL, con \u201cil sindacato si far\u00e0 carico delle spese legali dei propri iscritti per ottenere giustizia\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_176\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_176\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La Corte Costituzionale ha, infatti, dichiarato \u2013 con la sentenza n 223\/2012 \u2013 illegittima la trattenuta a titolo di rivalsa del 2,50% del TFR operata nelle buste paga dei lavoratori del settore pubblico dall\u20191 gennaio 2011 a oggi.<\/p>\n<p>Il contenzioso risale al passaggio dal TFS al TFR per i trattamenti di fine servizio o rapporto dei dipendenti pubblici. Col passaggio al TFR (sistema di calcolo dei lavoratori del settore privato), i dipendenti pubblici avevano diritto a essere equiparati a quelli del settore privato, ossia non pagare alcuna quota a loro carico. E, invece gli enti hanno continuato ad addebitare in busta paga un 2,5%, che risale al vecchio sistema di calcolo del trattamento di fine servizio, il TFS.<\/p>\n<p>\u201cDa quasi due anni, a ogni singolo dipendente \u2013 Continua Coniglio \u2013 sono state trattenute mensilmente dai 30 agli 80 euro. Sar\u00e0 da vedere, quindi, come il Governo potr\u00e0 risolvere un contenzioso di cos\u00ec grossa portata. L\u2019unica possibilit\u00e0 che questi soldi tornino nelle mani dei dipendenti \u00e8 per vie legali, tramite ricorso in tribunale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer i dipendenti pubblici, procedere singolarmente per vie legali diventa una spesa insostenibile, poich\u00e9 oltre al compenso del proprio avvocato, bisogna tener conto dei costi relativi al contributo unificato, ai bolli e soprattutto ai tempi tecnici che occorrono alla magistratura per esprimere un giudizio. In questo caso, le segreterie territoriali del Sindacato F.S.I., vanno incontro alle esigenze dei propri iscritti, e si fanno carico delle spese legali per attivare il contenzioso, per il recupero delle somme versate\u201d. <\/p>\n<p>\u201cE\u2019 disponibile, presso le segreterie territoriali, la modulistica per il recupero delle somme trattenute \u201cingiustamente\u201d e la relativa delega che il lavoratore dovr\u00e0\u2019 consegnare, debitamente compilata e sottoscritta, per conferire il mandato ad essere assistiti e rappresentati dalla Segreteria Generale Nazionale FSI\/USAE ed inoltrare le diffide alle amministrazioni interessate ed all\u2019Inpdap. Ogni segreteria si impegna a raccogliere le pratiche dei lavoratori, a inviarle all\u2019Inpdap, alle aziende ospedaliere\/Asp e alla segreteria nazionale FSI\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cI lavoratori pubblici hanno diritto alla restituzione del 2,5% dello stipendio trattenuto dagli enti di cui sono dipendenti\u201d. Lo dichiara Calogero Coniglio, delegato regionale della FSI Federazione Sindacati Indipendenti, organizzazione sindacale rappresentativa firmataria del CCNL, con \u201cil sindacato si far\u00e0 carico delle spese legali dei propri iscritti per ottenere giustizia\u201d. 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