{"id":228921,"date":"2012-11-03T16:20:13","date_gmt":"2012-11-03T15:20:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=228921"},"modified":"2012-11-03T16:20:13","modified_gmt":"2012-11-03T15:20:13","slug":"equitalia-i-comuni-devono-incassare-11-miliardi-dai-contribuenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/11\/equitalia-i-comuni-devono-incassare-11-miliardi-dai-contribuenti\/","title":{"rendered":"Equitalia: i Comuni devono incassare 11 miliardi dai contribuenti"},"content":{"rendered":"<p>I Comuni devono ancora incassare dai contribuenti circa 11 miliardi, cifra che Equitalia \u00e8 chiamata a riscuotere per conto degli enti stessi. Sono i dati in possesso di Anci-Riscossioni, una societ\u00e0 dell\u2019Associazione nazionale dei Comuni costituita da poco, secondo la quale i Comuni interessati dovrebbero essere circa seimila su ottomila e per lo pi\u00f9 piccoli. Si tratta di una cifra consistente che alla luce dell\u2019emendamento alle norme sui costi della politica approvato ieri dalla Commissione Affari costituzionali e bilancio della Camera \u2013 che libera i Comuni dall\u2019obbligo di farsi riscuotere le tasse da Equitalia \u2013 potrebbe mandare in tilt gli enti locali facendo loro rischiare, se non recuperate tali somme, la detonazione dei bilanci.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_473\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_473\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dal 2003 non esiste un rendiconto analitico delle riscossioni. \u201cIn assenza di un quadro normativo certo \u2013 afferma Alessandro Gargani, amministratore delegato di Anci-Riscossioni \u2013 il rischio per i Comuni \u00e8 molto forte. E\u2019 una situazione che va svecchiata anche perch\u00e9 non si deve dimenticare che una efficace lotta all\u2019evasione fiscale si fa anche attraverso un buon sistema di riscossione\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Anci che nei prossimi giorni dovr\u00e0 prendere una posizione rispetto al provvedimento che \u00e8 comunque solo all\u2019inizio, chiede una disciplina organica e trasparente con nuove norme. Basti pensare che la regola che d\u00e0 ai sindaci solo la possibilit\u00e0 di ingiunzioni fiscali risale ad un regio decreto del 1910. Tra le questioni che dovranno essere chiarite vi \u00e8, per esempio, quale dovrebbe essere la formula di affidamento; i comuni chiedono poi che la riscossione coattiva avvenga con procedure uguali per tutti. Un problema che va risolto, inoltre, \u00e8 costituito dall\u2019impossibilit\u00e0 per i Comuni di accertare se chi \u00e8 insolvente lo \u00e8 per motivi reali (perch\u00e9 non ha soldi) o perch\u00e9 conta sull\u2019inefficienza del sistema.<\/p>\n<p>\u201cQuesta organizzazione \u2013 aggiunge Gargani \u2013 \u00e8 un incentivo a non pagare\u201d. La via maestra per l\u2019Anci \u00e8 dunque la riforma ma i Comuni che si erano visti congelare i bandi dal decreto enti locali potrebbero ora riaprire le gare per la gestione diretta. A fronte del problema di ricollocare mille dipendenti e perdere circa 90 milioni di euro (la societ\u00e0 incassa l\u20198-9% delle riscossioni) resta il fatto che \u2013 affermano i Comuni \u2013 con una riscossione attenta e diretta gli incassi sarebbero pi\u00f9 consistenti. Attualmente la riscossione cosiddetta coattiva arriva al 15-30% e il non incassato al 70-80%. Con un sistema nuovo quella coattiva potrebbe arrivare all\u201980-90% e il \u201cperso\u201d solo al 2-3%. Il presidente dell\u2019Anci, Graziano Delrio, cita sempre l\u2019esempio della sua citt\u00e0 dove con un sistema diretto si \u00e8 passati dal 15-20% al 95% sui contributi per gli asili nido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Comuni devono ancora incassare dai contribuenti circa 11 miliardi, cifra che Equitalia \u00e8 chiamata a riscuotere per conto degli enti stessi. Sono i dati in possesso di Anci-Riscossioni, una societ\u00e0 dell\u2019Associazione nazionale dei Comuni costituita da poco, secondo la quale i Comuni interessati dovrebbero essere circa seimila su ottomila e per lo pi\u00f9 piccoli. 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