{"id":228192,"date":"2012-10-24T17:21:56","date_gmt":"2012-10-24T15:21:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=228192"},"modified":"2012-10-24T17:21:56","modified_gmt":"2012-10-24T15:21:56","slug":"furto-di-carbone-allitaliana-coke-chieste-due-condanne-ed-unassoluzione-il-22-novembre-la-sentenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/10\/furto-di-carbone-allitaliana-coke-chieste-due-condanne-ed-unassoluzione-il-22-novembre-la-sentenza\/","title":{"rendered":"Furto di carbone all&#8217;Italiana Coke, chieste due condanne ed un&#8217;assoluzione: il 22 novembre la sentenza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cairo M.<\/strong> Due condanne ed una assoluzione. Sono queste le richieste avanzate stamattina dal pubblico ministero nel processo per i furti di carbone all&#8217;Italiana Coke di Cairo. A giudizio per furto aggravato ci sono due soci di una ditta di autotrasporti, Marco e Zaverio Ghisalberti, rispettivamente di 37 e di 60 anni, e di Francesco Gresti, 61 anni, un dipendente della Italiana Coke, ora in pensione, ma che all&#8217;epoca dei fatti lavorava come addetto alla pesatura dei camion e al rilascio dei bindelli nella cokeria valbormidese.<\/p>\n<p>Il pm ha chiesto la condanna (ad un anno e sei mesi di reclusione) per Gresti e per Marco Ghisalberti, mentre per il terzo imputato l&#8217;assoluzione. Al termine della discussione (dopo l&#8217;accusa hanno preso la parola il legale di parte civile Mariangela Piccone e quelli della difesa Maurizio Dogliotti e Giorgio Zanelli) il giudice ha rinviato il processo per repliche e sentenza al 22 novembre.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa i tre si erano accordati per alterare la pesatura dei carichi in uscita dall&#8217;Italiana Coke e poter cos\u00ec sottrarre diversi quantitativi di carbone dall&#8217;azienda. Il sistema sarebbe stato semplice: l&#8217;autista del tir andava a ritirare il carico per conto di una ditta (la &#8220;Antonio Ghisalberti Trasporti e Spedizioni snc&#8221; che aveva un regolare contratto con la cokeria cairese), il carbone veniva consegnato, pesato e l&#8217;addetto emetteva la relativa documentazione, ma poi, prima che il camion partisse per la consegna, un ulteriore quantitativo di merce veniva caricato senza per\u00f2 essere regolarmente registrato. Il carbone sottratto illecitamente sarebbe poi stato venduto irregolarmente ad altre aziende.<\/p>\n<p>Nella scorsa udienza il dipendente dell&#8217;Italiana Coke aveva respinto le accuse. &#8220;Ho la coscienza a posto. Conosco i Ghisalberti, li vedevo molto spesso perch\u00e9 lavoravano quasi quotidianamente all&#8217;Italiana Coke, ma non c&#8217;\u00e8 mai stato nulla aldil\u00e0 di un normale rapporto di lavoro&#8221;. Sulla possibilit\u00e0 di riuscire in qualche modo a raggirare il sistema di pesatura dell&#8217;azienda l&#8217;ex dipendente ha spiegato: &#8220;Certamente non era una cosa impossibile: gli autisti si muovono liberamente all&#8217;interno dell&#8217;azienda e, una volta pesato il camion ed emessa la regolare bolla, nessuno gli impedisce di poter tornare nella zona di carico e prelevare altro carbone per poi uscire. Il mio ruolo per\u00f2 prevedeva che io mi occupassi solo della fase di pesatura dei camion&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cairo M. Due condanne ed una assoluzione. Sono queste le richieste avanzate stamattina dal pubblico ministero nel processo per i furti di carbone all&#8217;Italiana Coke di Cairo. 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