{"id":228132,"date":"2012-10-23T18:08:29","date_gmt":"2012-10-23T16:08:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=228132"},"modified":"2020-01-24T14:30:44","modified_gmt":"2020-01-24T13:30:44","slug":"processo-per-diete-pericolose-quattro-condanne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/10\/processo-per-diete-pericolose-quattro-condanne\/","title":{"rendered":"Processo per diete pericolose, quattro condanne"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Si \u00e8 concluso con la condanna di quattro medici a due anni di reclusione ciascuno con la condizionale e la non menzione e con l\u2019assoluzione di tutti i farmacisti il processo a carico di 21 persone coinvolte nell\u2019inchiesta su una serie di cure dimagranti a base di stupefacenti anoressizzanti. I medici condannati anche a una multa di 6.000 euro ciascuno sono Francesco Tata e le sue tre collaboratrici, Maria Rita Caminiti, E. B. e Sandra Valenti. Il giudice monocratico Giuseppe Dagnino ha ritenuto per tutti e quattro l\u2019ipotesi minore rispetto a quella contestata che \u00e8 prevista per la somministrazione di farmaci che hanno il principio attivo a base di anfetamine.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_861\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_861\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il pm Giovanni Arena aveva chiesto, fra gli altri, 8 anni per Tata, 5 anni per la Caminiti e 4 per la B.. Sono stati assolti perch\u00e9 il fatto non costituisce reato tutti i farmacisti mentre un infermiere \u00e8 stato assolto per non aver commesso il fatto. Per loro il pm aveva chiesto pene variabili dai 4 ai 2 anni e tre assoluzioni. L\u2019accusa era quella, a vario titolo, riguardante la prescrizione di farmaci a base di stupefacenti al di fuori de casi prescritti dalla legge e di averli commercializzati.<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta prese l\u2019avvio da un esposto presentato il 26 agosto del 2006 ai carabinieri del Nas da parte di una paziente di Tata che lamentava di essere finita nel pronto soccorso dell\u2019ospedale di Savona dopo alcuni giorni di cura dimagrante prescrittale dal sanitario. Durante le indagini dei carabinieri del Nas furono eseguite 370 perquisizioni domiciliari e oltre duemila intercettazioni telefoniche e furono ascoltati oltre 400 pazienti. Nel 2007 furono anche chiuse per un mese sette farmacie, cinque a Genova e due nell\u2019entroterra. L\u2019udienza preliminare davanti al gup inizi\u00f2 il 24 settembre 2009 e si concluse il 17 dicembre dello stesso anno.<\/p>\n<p>Il processo inizi\u00f2 il primo marzo 2010 e si protrasse fino a oggi con 21 udienze. Dopo la lettura della sentenza l\u2019avvocato Alessandro Vaccaro che, insieme a Nicola Scodnik, difende sei farmacisti ha commentato: \u201cI farmacisti erano obbligati a \u2018spedire\u2019 le ricette ordinate dai medici. Il limite che hanno \u00e8 quella che, se la ricetta appare illogica o \u2018imperfetta\u2019, devono porsi in contatto col medico che l\u2019ha prescritta per farsi spiegare il motivo delle eventuali anomalie e il perch\u00e9. Nel caso di specie le ricette erano perfette e avevano l\u2019obbligo di \u2018spedirle'\u201d. L\u2019avvocato Antonio Rubino, difensore del dottor Tata, della Valenti e di un farmacista ha detto: \u201cSono soddisfatto perch\u00e9 secondo me la sentenza ha ricondotto i fatti alla loro giusta dimensione accogliendo, nella sostanza, l\u2019impostazione della difesa sia in relazione all\u2019oggettiva entit\u00e0 dei fatti sia a quella della posizione dei farmacisti\u201d. Soddisfatti anche i difensori dei farmacisti e dell\u2019infermiere tra i quali gli avvocati Paolo Costa, Elio Di Rella, Riccardo La Monaca, Monica Tranfo, Luca Di Simone e Paola Dameri. Soddisfazione \u00e8 stata espressa da Federfarma: \u201cI colleghi fecero solo il loro dovere e oggi lo ha ribadito anche il giudice\u201d ha detto il presidente di Federfarma Genova, Giuseppe Castello<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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