{"id":228120,"date":"2012-10-23T16:24:27","date_gmt":"2012-10-23T14:24:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=228120"},"modified":"2012-10-23T20:00:41","modified_gmt":"2012-10-23T18:00:41","slug":"sanita-al-via-la-discussione-in-consiglio-regionale-su-piano-di-riordino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/10\/sanita-al-via-la-discussione-in-consiglio-regionale-su-piano-di-riordino\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, al via la discussione in Consiglio regionale su piano di riordino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione.<\/strong> Dopo l\u2019annuncio della nomina di Nicol\u00f2 Scialfa (Idv) neo vicepresidente della Giunta regionale si \u00e8 aperta la discussione sulla sanit\u00e0 richiesta dalla minoranza. Al centro della discussione il documento della giunta \u201cPotenziamento dell\u2019offerta territoriale. Adeguamento dell\u2019offerta ospedaliera agli standard nazionali. Dimensionamento della rete e delle competenze del sistema di emergenza\u201d. Un documento che deve essere discusso dal Consiglio regionale entro il 31 dicembre ma che la minoranza ha chiesto venisse dibattuto al pi\u00f9 presto. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_783\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_783\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_783').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_783\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In mattinata il gruppo Di Pietro-Idv ha comunicato di aver nominato Marylin Fusco presidente del gruppo.<\/p>\n<p>Il primo ad intervenire \u00e8 stato Edoardo Rixi. Il capogruppo della Lega Nord ha definito \u201cparadossale il titolo del documento in quanto pi\u00f9 che di potenziamento si tratta di un piano di tagli e ridimensionamento dei servizi\u201d. Anzi secondo Rixi \u201cla gestione delle emergenze e della continuit\u00e0 territorio-ospedale-territorio  pare oggi pi\u00f9 mai essere a rischio. Nel piano di \u201cadeguamento dell\u2019offerta ospedaliera agli standard nazionali\u201d emerge una sostanziale riduzione dei posti letto per acuti nelle zone meno baricentriche a tutto discapito proprio di quella continuit\u00e0 che dovrebbe essere il punto cardine della nuova offerta sanitaria regionale. Le direzioni generali delle Asl, dopo l\u2019approvazione da parte della Giunta, hanno dato immediata attuazione alle linee contenute nel documento, che prevede entro il mese di ottobre la chiusura di reparti ospedalieri e il declassamento di quattro pronti soccorso. A questo punto, ogni giorno e settimana persa prima della valutazione di questo documento da parte del Consiglio regionale prevedrebbe possibili costi aggiuntivi per eventuali riaperture di reparti, chiusi in seguito al piano e, cosa di non minore importanza, disagi a tutti i liguri. Per questi motivi, abbiamo chiesto che fosse portato in discussione del Consiglio regionale, entro ottobre. Memori di quanto accaduto lo scorso dicembre quando, in fretta e furia, questo Consiglio regionale si \u00e8 trovato a discutere e poi ad approvare nei giorni immediatamente precedenti alla chiusura degli uffici per le festivit\u00e0 natalizie, il piano di cartolarizzazione proprio di immobili sanitari (vedi ex manicomio di Genova Quarto), abbiamo ritenuto fosse necessario affrontare il tema della salute dei liguri con pi\u00f9 calma e non quando oramai le decisioni sarebbero diventate pressoch\u00e9 irrevocabili, sotto l\u2019incalzare del clima emergenziale in cui questa Giunta ci ha abituato a operare\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Rixi siamo di fronte a un \u201cdissennato depotenziamento della rete ospedaliera, a \u201ctagli lineari\u201d che, mantenendo inalterato il costo per personale e strutture, non affrontano i veri nodi della sanit\u00e0 ligure: un disavanzo sanitario crescente e un costo sanitario per abitante (278 euro) superiore rispetto alla media nazionale (182 euro)\u201d. Secondo Rixi \u201ca incidere sul deficit della sanit\u00e0 ligure \u00e8 l\u2019elevato tasso di mobilit\u00e0 passiva che piazza la nostra regione al sesto posto in Italia per tasso di \u201cviaggi della speranza\u201d, con il 14,4% di pazienti che scelgono di farsi curare fuori confine. Inoltre nel 2009 la Liguria, con una degenza media \u00e8 di 7,1 giorni si colloca al nono posto nella classifica nazionale, valore nettamente superiore alla media Italia (6,7)\u201d. <\/p>\n<p>Rixi poi ha lanciato un allarme: \u201cCon l\u2019attuale declassamento dei Pronti soccorso a pronti di prima intervento aumenteranno gli accessi in ambulanza, diminuendo quelli con mezzi propri. Il rischio, oltre all\u2019aumento dei costi di trasporto, \u00e8 che il sistema delle emergenze vada in default\u201d. <\/p>\n<p>Matteo Rosso (Pdl) ha detto: \u201cLa sanit\u00e0 di una Regione credo si debba valutare sulla base delle prestazioni erogate e sul gradimento che riscuote. Spesso, invece, in Liguria il paziente si trova male e, quando deve rivolgersi ai servizi della sanit\u00e0 ligure, \u00e8 preoccupato. Purtroppo riscontro spesso strutture fatiscenti, indegne, macchinari obsoleti oramai superati, che obbligano il paziente a rivolgersi all\u2019esterno\u201d. A tal proposito Rosso ha mostrato alcune foto, scattate durante sopralluoghi effettuati con il collega, Roberto Bagnasco, all\u2019ospedale di Quarto, dove si vende un cumulo di detriti e un\u2019altra raffigurante un apparecchio per prove audiometriche, installato a Borgofornari: \u201cL\u2019apparecchio sembra uno strumento di tortura e le macerie l\u00ec proprio non dovevano starci\u201d ha ribattuto Rosso che ha puntato l\u2019indice verso le liste d\u2019attesa: \u201cPer molte specialit\u00e0 sono lunghissime. Per la colonscopia si aspetta sei mesi nella Asl 3, al San Martino si aspettano 360  giorni per un risonanza nucleare al cervello. E questi sono soltanto alcuni esempi\u201d. Il consigliere ha polemizzato: \u201cLa giunta, inoltre, sta chiudendo i piccoli ospedali, prima di costruire  quelli nuovi. Di recente abbiamo ascoltato i comitati contro la chiusura della cardiologia al Gallino. L\u2019assessore non ha detto una parola e due giorni dopo il direttore generale ha proceduto alla chiusura. Mi pare non si stia certo andando nella direzione di una sanit\u00e0 a misura di paziente\u201d.<\/p>\n<p>Marco Scajola (Pdl): \u201cLe scelte fatte in materia di sanit\u00e0 non hanno solo valore tecnico, ma anche politico. Si stanno utilizzando i tagli effettuati dal governo per giustificare comportamenti che hanno una chiara valenza politica nella sanit\u00e0 ligure. Nessun pu\u00f2 sostenere che la sanit\u00e0 ligure sia ben gestita. Il problema parte da lontano, si potevano fare interventi diversi. Io non voglio essere strumentale, ma voglio elencare quelli che sono i problemi veri. La provincia di Imperia, che ha cercato di organizzare al meglio le proprie risorse ha, in materia di sanit\u00e0, la quota capitaria pi\u00f9 bassa d\u2019Italia. Sulla questione spesso vengono bocciati ordini del giorno, altre volte vengono approvati, ma non viene data loro attuazione, ma cercheremo comunque di portarli avanti. Io credo che nella sanit\u00e0 ligure vengono fatte scelte non mirate ad un progetto lungimirante. La giunta, insomma, sta tirando a campare. E\u2019 stato, inoltre, assegnato ai direttori generali il potere di tagliare i posti letto, che in realt\u00e0 spetta alla giunta, ma questo \u00e8 un comportamento da Ponzio Pilato. Viene un sospetto: visto che \u00e8 la giunta a nominare i direttori generali, questi ultimi probabilmente operano in sintonia con la  maggioranza politica, ma le colpe ricadono sui direttori stessi. Sappiamo che molti liguri, in particolare dalla provincia di Imperia, ricorrono alle cure offerte dal servizio sanitario del Piemonte, dove i tempi di attesa sono molto pi\u00f9 brevi, rispetto a quelli della Liguria. In provincia di Imperia la giunta dice di volere un nuovo ospedale e lo vogliamo anche noi, ma vorremmo capire dove verr\u00e0 costruito, con che soldi e con quali tempi. Nel frattempo non dovrebbero essere danneggiati gli ospedali di Bordighera, San Remo e Imperia che offrono un servizio fondamentale. Noi ribadiamo, infine, con forza la necessit\u00e0 di una gestione programmata della sanit\u00e0\u201d. <\/p>\n<p>Alessio Cavarra (Pd) ha premesso: \u201cDobbiamo contestualizzare il programma di riorganizzazione del servizio sanitario ligure nel quadro attuale, con i continui tagli effettuati al Fondo Sanitario Nazionale, in un momento di grave crisi e cio\u00e8  con la consapevolezza delle grandi difficolt\u00e0 con cui dobbiamo misurarci, ma anche della ferma volont\u00e0 di farvi fronte con politiche serie, rigorose e attente alla grande rilevanza sociale che riveste la sanit\u00e0 pubblica, specie di fronte al prolungarsi della crisi economica che attraversa il paese\u201d. Ha continuato il consigliere: \u201cVorrei  focalizzare l\u2019attenzione sull\u2019ipotesi di riorganizzazione della rete ospedaliera dell\u2019Asl 5. Un\u2019ipotesi che credo rappresenti un buon compromesso, in grado di riequilibrare l\u2019offerta sanitaria provinciale, anche e soprattutto attraverso il nuovo ruolo disegnato per il \u201cSan Bartolomeo\u201d. Ritengo infatti che il passaggio del nosocomio sarzanese da polo riabilitativo a ospedale d\u2019elezione per acuti sia un fatto assolutamente positivo. Gli assegna un ruolo ben definito anche dal punto di vista amministrativo, visto che viene finalmente confermata la totale gestione pubblica dell\u2019ospedale, mettendo cos\u00ec fine ad ogni illazione sulla sua possibile privatizzazione. Credo che gli aspetti pi\u00f9 qualificanti di quello che si configura come il possibile rilancio del San Bartolomeo \u2013 e quindi della sanit\u00e0 spezzina \u2013 siano il potenziamento dell\u2019attivit\u00e0 di base di medicina e chirurgia; la conferma di un\u2019ortopedia d\u2019elezione e l\u2019importante novit\u00e0 di un centro per endometriosi, senologia e trattamento della fertilit\u00e0 di coppia. E\u2019 necessario, tuttavia, definire in modo chiaro su quali risorse finanziarie ed umane l\u2019ospedale potr\u00e0 contare. L\u2019altro aspetto riguarda la definizione di un planning che stabilisca in modo puntuale e circostanziato le diverse fasi di attuazione del piano di riordino. Da tenere in debito conto le richieste dei cittadini di Levanto relative al presidio ospedaliero, che chiedono in particolare il funzionamento di un primo intervento h24. In conclusione, quindi, le premesse per una efficace ed efficiente riorganizzazione dell\u2019Asl spezzina ci sono: occorre adesso scrivere tutti i capitoli successivi con grande  chiarezza\u201d.<\/p>\n<p>Alessandro Benzi (Federazione della sinistra), ha polemizzato con alcuni esponenti della minoranza, accusandoli di atteggiamento contradditorio. \u201cNon si possono fare due parti in commedia. \u2013 ha detto \u2013 l\u2019assessore alla sanit\u00e0 aveva fornito due date utili, il 30 ottobre ed il 6 novembre per esaminare il piano di riordino, che l\u2019opposizione ora sta criticando. Ma, anzich\u00e9 cogliere l\u2019occasione per incidere sul piano di riorganizzazione ospedaliera, magari presentando emendamenti, l\u2019opposizione ha preferito fare oggi un consiglio monotematico. Francamente non comprendo questo atteggiamento. In sostanza \u00e8 come sostenere che per la minoranza consigliare il piano \u00e8 blindato, non si pu\u00f2 toccare. Ha preferito presentare oggi un mare di ordini del giorno, con non so quali risultati\u201d. Benzi ha avanzato alcune precise proposte. \u201cSe si deve risparmiare, si potrebbe andare verso una unica centrale del 118. Al momento, di fatto, rischia invece di chiudere soltanto il 118 del Tigullio\u201d. E ha concluso con un suggerimento: \u201cTra i miglioramenti da apportare c\u2019\u00e8 senz\u2019altro il riequilibrio dell\u2019assistenza ospedaliera all\u2019interno del territorio metropolitano, tra centro Levante e Ponente\u201d.<\/p>\n<p>Giancarlo Manti (Pd) ha detto: \u201cNoi ci troviamo in una situazione nazionale molto particolare: con le ultime finanziarie ci \u00e8 cambiato il mondo intorno. La politica complessiva dell\u2019amministrazione regionale \u00e8 stata quella di fare una riorganizzazione migliorativa, evitando, per il bene dei cittadini di arrivare allo sforamento dei bilanci e al commissariamento e alzare le tasse al massimo per Irpef e Irap\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Manti \u201crecuperare questi fondi \u00e8 un compito arduo ma lo \u00e8 soprattutto farlo con criteri di equit\u00e0 e giustizia ottimizzando il servizio sanitario dove ci sono stati doppioni o triploni, sia per la parte medica che per quella burocratica. Noi abbiamo osservato le linee guide nazionali e sono stati portati avanti interventi nel campo delle emergenze delle strutture complesse e della guardia medica. In Liguria la Asl 1 imperiese \u00e8 quella che ha avuto un comportamento virtuoso anche in passato cosa che le ha permesso di far quadrare i conti. Per questo motivo oggi le viene chiesto molto meno perch\u00e9 gli interventi necessari sono gi\u00e0 stati fatti negli anni precedenti. In provincia di Imperia sono gi\u00e0 stati appaltati i lavori per la casa della salute a Imperia, Sanremo e Bordighera dove la casa della salute dovrebbe realizzarsi nella struttura dello stesso ospedale. A questo deve seguire la realizzazione di un nuovo ospedale del Ponente ligure. Ritento positivo l\u2019impegno preso oggi da Burlando sulla stampa dove parla di nuovi ospedali in Liguria ma ribadisco che uno di questi deve sorgere nell\u2019imperiese\u201d.<\/p>\n<p>Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente): \u201cFra le tante criticit\u00e0 che noto \u00e8 che ancora una volta non si \u00e8 riusciti a dare una risposta ai problemi della zona di Urbe che \u00e8 in emergenza soprattutto nel periodo estivo. La responsabilit\u00e0 della situazione della sanit\u00e0 \u00e8 del \u201cgoverno dei professori\u201d che nel finanziare la spesa non hanno voluto tenere conto della maggiore presenza di anziani nella nostra regione. Per quanto riguarda Quarto, chiedo all\u2019assessore di valutare un percorso di compromesso e mantenere in loco il centro per gli studi alimentari. In quanto ai punti di natalit\u00e0, non dovrebbero essere pi\u00f9 di 4 valutando per\u00f2 la completa copertura territoriale. Non c\u2019\u00e8, infine, contrapposizione fra l\u2019ospedale del Ponente genovese e il Galliera, e dobbiamo ricordare che se il Galliera non venisse rimodernato secondo i parametri oggi obbligatori non potrebbe avere alcun futuro\u201d.<\/p>\n<p>Stefano Quaini (Di Pietro- Idv): \u201cIo osteggio il governo Monti soprattutto in materia sanitaria perch\u00e9 il sistema sanitario delle regioni sta subendo un attacco senza precedenti se non quello avvenuto nella Gran Bretagna di Margaret Thatcher. La Liguria \u00e8 considerata una regione virtuosa ma con questo trend di tagli c\u2019\u00e8 poco da stare allegri. Altre regioni hanno messo in campo revisioni della rete ospedaliera ma nonostante queste operazioni si trovano in condizioni di deficit pesantissimo. In questo contesto generale la linea della Regione Liguria \u00e8 meritoria: noi dell\u2019Idv abbiamo le nostre posizioni ma nell\u2019insieme diamo un giudizio positivo sul lavoro dell\u2019assessorato. Nello specifico, le Asl 2 savonese e 3 genovese sono quelle che evidenziano le criticit\u00e0 maggiori. Per arginare il fenomeno attuale delle fughe bisogner\u00e0 mettere in atto, oltre alle proposte dell\u2019assessore che reputo positive, anche iniziative sui tempi di attesa. E questo \u00e8 inconciliabile con l\u2019idea di incidere ancora sulle piante organiche: occorre invece utilizzare tutte le nostre apparecchiature nell\u2019arco di 18 \u2013 20 ore al giorno. Sono macchinari che costano milioni e vanno utilizzati appieno. E\u2019 l\u00ec che si riesce a ridurre la mobilit\u00e0 dei pazienti verso le altre regioni. Si sta andando nella direzione giusta che porter\u00e0 risultati importanti nello sviluppo della territorialit\u00e0 e delle cure palliative e i distretti vanno potenziati e devono avere la loro gestione autonoma del personale\u00bb. Quaini ha sottolineato l\u2019importanza dei medici di medicina generale: \u201cDevono diventare un filtro fondamentale e ci batteremo per un sistema di sanit\u00e0 pubblica che si basi sui medici di medicina generale. Nella Asl 2 savonese, infine, la criticit\u00e0 \u00e8 dovuta al fatto che i calcoli di fabbisogno vengono sempre fatti sulla base dei residenti mentre occorre valutare l\u2019impatto dei turisti\u201d.<\/p>\n<p>Valter Ferrando (Pd): \u201cPur essendo un tecnico \u2013 ha detto il professor Ferrando \u2013 vorrei fare un discorso politico ed esprimere tutto il mio disappunto nel vedere una materia cos\u00ec delicata come la sanit\u00e0 trattata in modo generico e superficiale in una seduta monotematica dove si raccolgono a casaccio tutte le lamentele e le contumelie su tutte le strutture da quelle del maggior nosocomio, il San Martino, a quelle, non me ne vogliano i loro abitanti, di Urbe. Da qui non uscir\u00e0 nessuna proposta concreta, nessuna soluzione. Se si vuol andare nel concreto, come \u00e8 necessario vista la seriet\u00e0 del problema, la sede giusta \u00e8 la commissione, dove si possono ascoltare i tecnici e i responsabili delle varie strutture ed apportare tutti gli arricchimenti necessari ai provvedimenti. Affrontare i problemi in modo generico e dispersivo come ha proposto la minoranza in questa specie di caravanserraglio \u00e8 emblematico di quali sono le cause di fondo dello scatafascio economico della sanit\u00e0. Certo a nessuno piace tagliare i servizi, ma dobbiamo riconoscere che la spending review \u00e8 stata necessaria: per la prima volta dopo 32 anni di lavoro in ospedale vedo che si incominciano ad eliminare primariati e reparti che non servivano e che andavano e tagliati 20 o 30 anni fa e il cui mantenimento ha contribuito a ridurre la sanit\u00e0 come la conosciamo oggi\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. 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