{"id":227363,"date":"2012-10-11T13:08:52","date_gmt":"2012-10-11T11:08:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=227363"},"modified":"2012-10-12T10:41:52","modified_gmt":"2012-10-12T08:41:52","slug":"vita-da-nababbi-a-bordo-di-ferrari-aston-e-bentley-come-agivano-i-consulenti-contrabbandieri-tra-la-svizzera-e-la-riviera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/10\/vita-da-nababbi-a-bordo-di-ferrari-aston-e-bentley-come-agivano-i-consulenti-contrabbandieri-tra-la-svizzera-e-la-riviera\/","title":{"rendered":"Vita da nababbi a bordo di Ferrari, Aston e Bentley: come agivano i consulenti-contrabbandieri tra la Svizzera e la Riviera"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Procedeva contromano nel tratto a senso unico di Via Degli Orti, ad Albenga, a bordo della sua Ferrari rosso fiammante. Mica aveva da perder tempo, lui, con inutili regole da rispettare: doveva raggiungere l\u2019abitazione di un amico e, chiss\u00e0, magari proprio quella sera c\u2019era in programma un\u2019altra cena a tre zeri che lo aspettava in qualche lussuoso ristorante di Montecarlo, in compagnia di una bella ragazza.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_754\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_754\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_754').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_754\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Eppure \u00e8 stata proprio questa manovra azzardata a metterlo nei guai e a concentrare l\u2019attenzione dei finanzieri, che nel frattempo lo avevano fermato in flagranza, su di lui. Un cinquantenne di bell\u2019aspetto, con vestiti firmati, Rolex, auto di lusso, e doppia cittadinanza, italiana e svizzera (con dimora in provincia di Como ma residente oltreconfine), notato pi\u00f9 volte nell\u2019Albenganese, dove sembrava concentrare i propri interessi.<\/p>\n<p>Uno cos\u00ec non passa certo inosservato, soprattutto se, come riscontrato nei successivi accertamenti con tanto di consultazione di banche dati, anche internazionali, risulta nullatenente in Italia e benestante in Svizzera, e dirigente di alcune societ\u00e0 nel Principato di Monaco.<\/p>\n<p>Di qui, il via ai pedinamenti, per scoprire che l\u2019aitante 50enne possedeva un capannone nella piana albenganese e un appartamento a cinque stelle vista mare sulla costa. E\u2019 qui, in quella sorta di autorimessa \u201cingauna\u201d, che gli uomini della Guardia di Finanza di Albenga hanno trovato 10 auto e un\u2019Harley Davidson da strabuzzare gli occhi. Ferrari, Aston Martin, Maserati e auto storiche come diversi modelli di Fiat 500. Tutti mezzi con targa svizzera: ed \u00e8 questa la prima spada di Damocle sulla testa dell\u2019uomo, dal momento che, secondo la normativa vigente, uno straniero non pu\u00f2 tenere in Italia altre auto rispetto a quelle che conduce personalmente. Di qui il sequestro degli undici mezzi.<\/p>\n<p>Il resto lo fanno gli accertamenti nell\u2019abitazione, con il rinvenimento di chiavette, notebook, rubriche telefoniche, utili a ricostruire l\u2019attivit\u00e0 del cinquantenne e dei suoi quattro complici (tra cui la sua compagna 28enne, di origini piemontesi).<\/p>\n<p>Due anni di attivit\u00e0 che, oggi, hanno portato a cinque denunce per reati che vanno dall\u2019evasione fiscale al contrabbando, dall\u2019abusivo esercizio dell\u2019intermediazione finanziaria al riciclaggio. \u00c8 stato cos\u00ec appurato che questi soggetti avevano costituito tre societ\u00e0 fittiziamente residenti nel territorio del Principato di Monaco che si occupavano della gestione di numerosi immobili siti nella Riviera Ligure e nel milanese. Inoltre era stato creato un complesso meccanismo che permetteva ai soggetti denunciati di raccogliere i risparmi affidati loro da numerosi cittadini italiani, convogliandoli presso intermediari residenti in territorio elvetico, eludendo in questo modo la rigida disciplina valutaria vigente. I proventi dell\u2019attivit\u00e0 illecita erano poi reinvestiti sul territorio nazionale dal gruppo criminale attraverso l\u2019acquisto di attivit\u00e0 commerciali, immobili e auto storiche e di lusso.<\/p>\n<p>In pratica, il 50enne faceva da \u201cspallone\u201d, definizione che un tempo si utilizzava per definire chi trasportava in spalla generi di contrabbando: in questo caso, pi\u00f9 comodamente, sulle sue lussuose vetture, portava i risparmi dei \u201cclienti\u201d italiani all\u2019estero, cambiando spesso mezzo ad ogni passaggio, per non dare nell\u2019occhio alla frontiera. Altre volte, invece, utilizzava un metodo che, in realt\u00e0, permette la tracciabilit\u00e0: attraverso un istituto bancario svizzero che aveva un conto corrente aperto in Italia faceva in modo che i risparmiatori convogliassero l\u00ec i propri risparmi; risparmi che, dal conto corrente italiano, venivano tramutati in titoli dalla banca svizzera che, poi, li rivendeva, monetizzando. Con questo giochetto il 50enne ha contribuito a portare all\u2019estero 30 milioni di euro. <\/p>\n<p>I finanzieri hanno inoltre contestato circa 2 milioni di euro tra imponibile non dichiarato e violazioni in materia di Iva.<\/p>\n<p>Sono un centinaio i risparmiatori-clienti su cui si concentra ora l\u2019attenzione della Guardia di Finanza (su 10 sono gi\u00e0 stati svolti i controlli del caso): si tratta principalmente di liberi professionisti: da architetti a avvocati e farmacisti. I cinque denunciati, invece, sono tutti di origini lombarde e piemontesi, tutti residenti in Svizzera, tutti con doppia cittadinanza e con interessi in Liguria.<\/p>\n<p>E\u2019 infatti qui, in Riviera, che i 5 investivano grazie ai proventi illeciti maturati oltreconfine: qui compravano appartamenti (sette acquistati nella nostra regione dal 2005 al 2001 pi\u00f9 4 a Milano). Nel Torinese, invece, hanno aperto bar e ristoranti, grazie anche all\u2019aiuto dell\u2019unica donna della \u201cbanda\u201d che concludeva gli affari piemontesi. Spesso, si festeggiava il buon esito degli affari, e non solo, con cene a Montecarlo: \u00e8 di qualche tempo fa un pasto a ostriche e champagne per due, con un conto da mille euro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Procedeva contromano nel tratto a senso unico di Via Degli Orti, ad Albenga, a bordo della sua Ferrari rosso fiammante. 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