{"id":227350,"date":"2012-10-11T10:53:22","date_gmt":"2012-10-11T08:53:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=227350"},"modified":"2012-10-11T15:10:07","modified_gmt":"2012-10-11T13:10:07","slug":"tesori-di-corallo-nellarea-marina-di-bergeggi-il-robot-subacqueo-pluto-svela-i-segreti-dei-maledetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/10\/tesori-di-corallo-nellarea-marina-di-bergeggi-il-robot-subacqueo-pluto-svela-i-segreti-dei-maledetti\/","title":{"rendered":"Tesori di corallo nell&#8217;Area Marina di Bergeggi: il robot subacqueo Pluto svela i segreti dei &#8220;Maledetti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bergeggi<\/strong>. L\u2019Area marina Protetta Isola di Bergeggi, nata nel 2007, ha una superficie di soli 2 kmq, ma conserva e tutela una grande ricchezza di habitat marini, tra cui alcune importanti grotte sommerse. Immediatamente al di fuori dei confini meridionali dell\u2019AMP, inoltre, su un fondale tra i 60 ed i 90 m di profondit\u00e0, \u00e8 presente una secca di notevoli dimensioni, conosciuta dai pescatori della zona come \u201cI Maledetti\u201d, che ospita una ricca comunit\u00e0 coralligena, un ambiente di grande importanza considerato d\u2019interesse prioritario dalla Comunit\u00e0 Europea.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_950\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_950\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel 2010, l\u2019AMP ne ha realizzato una mappatura molto accurata in collaborazione con la Golder Associates ed insieme all\u2019Universit\u00e0 di Genova ha iniziato a studiarne la struttura della comunit\u00e0. A parte qualche informazione fornita da raccoglitori di corallo degli anni \u201970 che vantavano di aver operato su \u201cI Maledetti\u201d e qualche sporadica informazione orale fornita da una rosa di subacquei ricreativi tecnici, non c\u2019era infatti nulla di certo.<\/p>\n<p>Il Centro Carabinieri Subacquei di Genova, che da anni frequentava la zona durante le sue attivit\u00e0 di addestramento e che aveva preso parte con l\u2019ing. Guido Gay (ottobre 2011) al ritrovamento del transatlantico Transylvania ha iniziato nel 2012 a effettuare immersioni ed indagini con il robot filo guidato \u201cPluto\u201d; le indagini hanno permesso di svelare parte dei misteri dei \u201cMaledetti\u201d. Dimensione e densit\u00e0 notevoli delle colonie di corallo rosso (Corallium rubrum), anche se non di taglia commerciale, rappresentano un\u2019incredibile valore per gli scienziati e per i subacquei tecnici che si immergono a queste profondit\u00e0 per finalit\u00e0 ricreative (a scanso di equivoci, si ricorda che il corallo \u00e8 protetto, e che durante le immersioni ricreative non \u00e8 consentito raccogliere nulla). Il corallo rosso \u00e8 veramente un tesoro: basta pensare che l\u2019indotto generato da 15.000 turisti subacquei che operano ogni anno nella zona pu\u00f2 essere stimato in quasi 2 milioni di euro.<\/p>\n<p>A giugno 2012, la nave oceanografica \u201cAstrea\u201d nell\u2019ambito di un Progetto di ricerca scientifica ISPRA \u2013 CoNiSMa denominato \u201cUso del ROV nella definizione applicativa di piani di gestione per il corallo rosso\u201d e finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, ha esplorato la zona di Bergeggi ed in particolare la parete de \u201cI Maledetti\u201d, individuando numerosi punti di interesse faunistico. Gran parte degli organismi rinvenuti a queste profondit\u00e0, vista la rarit\u00e0 a livello mediterraneo, sono ovviamente protette a livello europeo. Questi studi risultano essere di straordinaria importanza per l\u2019AMP, che cos\u00ec colma alcune carenze di conoscenza in zone profonde e limitrofe al parco marino stesso.<\/p>\n<p>Le indagini hanno permesso anche di documentare la presenza di molti altri organismi \u201cdel buio\u201d, come il corallo giallo (Dendrophillia cornigera), il falso corallo nero (Savalia savaglia) ed il corallo nero (Anthipatella subpinnata). A titolo di esempio il corallo nero era stato rinvenuto fino ad oggi in solo altre 2 localit\u00e0 della Liguria, Punta di Portofino (Ge) e Capo Mortola (Im).<\/p>\n<p>Sfortunatamente mettere la \u201ctesta\u201d sott\u2019acqua a queste profondit\u00e0 \u201cdimenticate\u201d ha permesso di evidenziare anche un imponente danno ambientale dovuto a reti e lenze da pesca perse, che in presenza di organismi strutturanti come i gorgonacei (gorgonie rosse e corallo) o come gli zoantidei (falso corallo) ed i coralli neri, provocano un effetto deleterio, abbattendo organismi anche secolari. Il nylon sott\u2019acqua persiste per quasi 1.000 anni e la bonifica \u00e8 praticamente impossibile a queste profondit\u00e0. Come sanno molto bene i pescatori, inoltre, i grandi riproduttori (dentici, pagari, cernie, ecc.) cercano rifugio in questo habitat profondo, ed il fatto di non assicurare la sopravvivenza degli organismi strutturanti potrebbe causare gravissime e sconosciute ripercussioni anche sulla comunit\u00e0 ittica.<\/p>\n<p>A settembre 2012, gli operatori del Centro Carabinieri Subacquei hanno realizzato una prima bonifica da reti da pesca e lenze perse sulla \u201cSecca del Banano\u201d in modo da predisporre dei Protocolli di bonifica di attrezzi da pesca persi sul coralligeno da presentare in Regione Liguria. Il Settore Ecosistema Costiero della Regione Liguria, vanta anch\u2019esso esperienze di bonifica reti dal coralligeno effettuate nell\u2019ambito del Progetto \u201cMare Pulito\u201d svolto in collaborazione con l\u2019Osservatorio Ligure Pesca e Ambiente (OLPA) ed \u00e8 in fase di pianificazione un tavolo tecnico ad hoc con la presenza dei maggiori interlocutori privilegiati (Universit\u00e0 di Genova, ISPRA, Carabinieri Subacquei, Regione Liguria, enti gestori dei SIC marini e Rete dei Parchi Marini Liguri, OLPA, Associazioni di categoria del settore pesca professionale, FIPSAS, Alleanza Pescatori Ricreativi, Associazioni di subacquei, ecc.).<\/p>\n<p>L\u2019insieme delle conoscenze oggi acquisite ha permesso di formulare una proposta d\u2019ampliamento del Sito di interesse comunitario (S.I.C.) marino denominato fondali Noli-Bergeggi, in modo da inserire negli strumenti di tutela previsti dalla Rete Natura 2000 anche questi ambienti di straordinaria importanza. Questa richiesta nasce con una espressione politica formalizzata con una delibera di giunta comunale (il Comune di Bergeggi \u00e8 l\u2019ente gestore del S.I.C. per conto di Regione Liguria) ed ora \u00e8 in fase di esame presso Bruxelles (dopo essere stata sposata dalla Regione e dal Ministero dell\u2019Ambiente) in modo da poter prevedere regimi di tutela ad hoc.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bergeggi. L\u2019Area marina Protetta Isola di Bergeggi, nata nel 2007, ha una superficie di soli 2 kmq, ma conserva e tutela una grande ricchezza di habitat marini, tra cui alcune importanti grotte sommerse. 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