{"id":226830,"date":"2012-10-04T15:01:19","date_gmt":"2012-10-04T13:01:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=226830"},"modified":"2012-10-05T10:37:09","modified_gmt":"2012-10-05T08:37:09","slug":"tomaso-bruno-sentenza-appello-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/10\/tomaso-bruno-sentenza-appello-india\/","title":{"rendered":"India, altra sentenza choc per il caso Bruno: i giudici respingono il ricorso in appello. Tom e Eli pronti allo sciopero della fame"},"content":{"rendered":"<p><strong>India<\/strong>. Una condanna all\u2019ergastolo in primo grado, due richieste di libert\u00e0 su cauzione respinte, e, infine, un processo d\u2019appello con una pronuncia che getta nello sconforto totale chi segue instancabilmente Tomaso ed Elisabetta. Oggi alle 16 ora indiana i giudici hanno rigettato il ricorso in appello.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_819\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_819\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cNon faremo commenti n\u00e9 rilasceremo dichiarazioni o interviste prima di aver incontrato l\u2019ambasciatore Giacomo San Felice e gli avvocati dello Studio Titus a Delhi\u201d affermano i genitori di Tomaso, Luigi Bruno e Marina Maurizio.<\/p>\n<p>\u201cDomani andr\u00f2 in carcere con l\u2019avvocato Vibhu Shankar a dare la notizia ai ragazzi e domenica raggiunger\u00f2 New Delhi, dove arriver\u00e0 anche mio marito, allo scopo di fissare una serie di incontri per concordare la strategia da seguire\u201d riferisce Marina Maurizio.<\/p>\n<p>\u201cTomaso ed Elisabetta \u2013 aggiunge \u2013 sono innocenti ed \u00e8 loro intenzione iniziare uno sciopero della fame e della sete per protestare contro le nostre istituzioni per la mancata tutela di due cittadini italiani ingiustamente condannati senza prove e senza movente e da oltre due anni e mezzo detenuti nel District Jail di Varanasi\u201d.<\/p>\n<p>I due giovani italiani, albenganese lui e torinese lei, sono stati proiettati nella voragine giudiziaria per la morte dell\u2019amico e compagno di viaggio Francesco Montis in una camera d\u2019albergo della citt\u00e0 indiana di Varanasi.<\/p>\n<p>Secondo i giudici indiani sono loro ad essere responsabili per il decesso del ragazzo sardo morto in una disperata corsa all\u2019ospedale dopo aver smesso di respirare. Il processo d\u2019appello, che aveva fatto ben sperare vista la velocit\u00e0 con la quale si erano susseguite le udienze, e vista la determinazione con la quale gli avvocati della difesa avevano contestato prove e teorie che erano valse un ergastolo in primo grado, si \u00e8 risolto in un nuovo incubo per i due giovani.<\/p>\n<p>I legali hanno cercato in tutti i modi di sottolineare le anomalie di un procedimento singhiozzante e contradditorio: dall\u2019autopsia svolta non da un medico ad hoc bens\u00ec da un oculista (non solo: sul corpo di Francesco sarebbero stati trovati anche morsi di animali, probabilmente topi, segno che le condizioni igieniche dell\u2019obitorio di Varanasi erano pessime) ad un movente che, secondo la difesa, non reggerebbe (la tesi del triangolo amoroso che avrebbe portato i due ipotetici amanti a sbarazzarsi del \u2018terzo incomomo\u2019 sarebbe supportata solo dal fatto che i tre condividevano la stessa camera d\u2019albergo, cosa che in un Paese come l\u2019India non \u00e8 vista di buon occhio) fino a una sentenza di condanna in primo grado che, a pagina 73 del documento, dice che \u201cil movente che ha spinto i due accusati ad uccidere Montis non si pu\u00f2 dimostrare per insufficienza di prove\u201d per poi continuare, in modo contraddittorio, con \u201ctuttavia si pu\u00f2 comunque ipotizzare che Tomaso ed Elisabetta avessero una relazione intima illecita\u201d.<\/p>\n<p>Niente. Il pronunciamento in appello \u00e8 arrivato come una mannaia capace di tagliare le gambe alle speranze di amici e familiari che, in questi anni, tramite il movimento \u201cAlziamo la voce\u201d avevano tentato di sensibilizzare governo e istituzioni affinch\u00e9 prendessero a cuore la vicenda e la sorte dei due ragazzi. Ma invano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>India. Una condanna all\u2019ergastolo in primo grado, due richieste di libert\u00e0 su cauzione respinte, e, infine, un processo d\u2019appello con una pronuncia che getta nello sconforto totale chi segue instancabilmente Tomaso ed Elisabetta. 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