{"id":225877,"date":"2012-09-24T11:22:14","date_gmt":"2012-09-24T09:22:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=225877"},"modified":"2012-09-24T11:22:14","modified_gmt":"2012-09-24T09:22:14","slug":"loano-allhotel-garden-lido-una-mostra-di-bottiglie-darte-in-ceramica-e-la-presentazione-di-un-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/09\/loano-allhotel-garden-lido-una-mostra-di-bottiglie-darte-in-ceramica-e-la-presentazione-di-un-libro\/","title":{"rendered":"Loano, all&#8217;Hotel Garden Lido una mostra di &#8220;bottiglie d&#8217;arte&#8221; in ceramica e la presentazione di un libro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano<\/strong>. Verr\u00e0 presentato a Loano, il 29 Settembre, presso l\u2019Hotel Garden Lido di Loano, insieme alla mostra della collezione di dodici bottiglie d\u2019arte in ceramica che rappresentano le protagoniste dei racconti, il volume \u201cLa donna che diventer\u00f2\u201d. La mostra rimarr\u00e0 aperta al pubblico fino all\u20198 ottobre.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_1000\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_1000\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Edito dalla casa editrice Hever, con le immagini di Enrico Formica, il volume \u00e8 stato presentato in anteprima nel corso dell\u2019edizione 2012 del Salone Internazionale del Libro di Torino. Una rilevante ragione storico-artistica lega Loano e l\u2019Hotel Garden Lido a Castellamonte e alla storia della sua ceramica. Progettato e costruito nella prima met\u00e0 degli anni Sessanta dall\u2019architetto castellamontese Cesare Acrome, l\u2019edificio ha pareti, interne, ma, soprattutto, esterne, realizzate dal ceramista Renzo Igne.<\/p>\n<p>La famiglia Magnetto, proprietaria dell\u2019Hotel, per mezzo della propria Fondazione, ha sempre dimostrato grande sensibilit\u00e0, attenzione e considerazione per il valore artistico del lavoro di Renzo Igne. Tale interesse \u00e8 dimostrato anche dalle due mostre organizzate nel 2010 e 2011 in occasione del decennale della scomparsa dell\u2019artista. Curate da Silvia Coppo, una delle autrici dei racconti di \u201cLa donna che diventer\u00f2\u201d, e patrocinate dal Comune di Loano, le mostre presentavano, negli eleganti e luminosi locali dell\u2019Hotel, la prima, una selezione inedita di sedici Nativit\u00e0 e la seconda \u201cL\u2019inno alla natura dei frutti della terra\u201d.<\/p>\n<p>Anche questa volta, in occasione della presentazione del volume e delle opere di Maria Teresa Rosa, la disponibilit\u00e0 della famiglia Magnetto e della direzione dell\u2019Hotel ad ospitare un evento culturale che rimarca il legame tra Castellamonte e Loano, non \u00e8 venuto meno, cos\u00ec come l\u2019interesse culturale riservato all\u2019evento da parte del Comune di Loano che ha nuovamente concesso il patrocinio. Il libro nasce nel 2010 da una intuizione della ceramista castellamontese. Nell\u2019arco di poco tempo, l\u2019artista riunisce un gruppo di donne, scrittrici per caso o per professione, molto diverse per carattere o scelte di vita, che spesso non si sono mai incontrate prima, e sottopone loro un elenco di personaggi femminili tra cui scegliere una protagonista, uno stereotipo da ricreare, a cui dare una nuova personalit\u00e0 o una nuova storia. Parte cos\u00ec un\u2019avventura creativa al femminile tra arte, letteratura, psicologia e introspezione che, in poco pi\u00f9 di un anno, ha portato alla stesura di dodici racconti ispirati a personaggi femminili noti, reinventati, a cui la ceramista ha dedicato altrettante opere ceramiche.<\/p>\n<p>A dar vita al volume \u201cLa Donna che Diventer\u00f2\u201d, a questo punto, non poteva che essere un editore donna e cos\u00ec, nel 2012, in una assolata mattinata di gennaio, Maria Teresa Rosa ha incontrato Helena Verlucca che, affiancata dal padre Cesare ha, da subito, deciso di curare la stampa del libro editandolo con la Hever. Spiega la ceramista: \u201cDodici donne, hanno contribuito alla realizzazione di questo volume sposandone la filosofia. L\u2019idea che si possa reinventare una vita gi\u00e0 scritta e consumata, con la sola forza dell\u2019intenzione, \u00e8 un atto liberatorio di grande significato simbolico. Per derivazione, da questo atto, prendono origine altre trasformazioni esistenziali che danno vita ad una infinita reazione a catena di possibili cambiamenti. La segnata differenza della personalit\u00e0 delle autrici dei racconti, \u00e8 un aspetto fondamentale di questo progetto che \u00e8 forte di un ventaglio di punti di vista originali e mai scontati. I racconti sono opera di Alessandra Ariagno, Debora Bocchiardo, Gabriella Bona, Silvia Coppo, Daria Dadam, Piera Giordano, Sandrine Jouvenon, Gabriella Mannelli, Liliana Omegna, Gianna Pascarelli, Elisabetta Porta e Adriana Ricca\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCome \u00e8 nata questa idea? Per capire le origini di questo progetto bisogna partire dalla famosa scena di Nora in Casa di Bambola, di Ibsen, in cui la protagonista \u00e8 sulla porta di casa. Il marito, Torvald, tenta con ogni ragionevole argomento di convincerla a restare, ma Nora \u00e8 irremovibile e inesorabile. Lei \u00e8 lucida e implacabile e dice: \u2018Come posso risponderti? Non so quello che accadr\u00e0 di me, non conosco la donna che diventer\u00f2\u2019. Nora sta lasciando casa, marito e figli o piuttosto se stessa per andare a cercarsi? Non \u00e8 pi\u00f9 la bambola, la lodoletta, e nemmeno lo stereotipo di donna, moglie e madre che tutti ritengono che sia. Ma quanto pesa un nome? Molto, se quel nome \u00e8 Nora, Rossella, Emma o Cassandra. Pesa quanto lo stereotipo che si porta addosso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMaria Teresa Rosa non \u00e8 nuova alla creazione di \u2018Bottiglie Indossatrici\u2019 che diventano oggetto di contenuto per significati simbolici e si fanno interpreti, di volta in volta, dei pi\u00f9 disparati argomenti. Famose ormai a livello nazionale sono le collezioni dedicate ai vini d\u2019Italia, quella dei cibi o quelle dedicate alle opere di Giuseppe Giacosa. Dice l\u2019artista: \u201cOgni volta che creo una collezione di bottiglie in ceramica, sebbene nessuno me lo imponga, attribuisco un nome a ciascuna bottiglia e mi misuro con il significato altro di quel nome. La prima collezione nacque nel 2005, quando Enzo Biffi Gentili cur\u00f2 la 45a Mostra della Ceramica di Castellamonte e ide\u00f2 la sezione The Crazy Bar \u2013 Alta gradazione. Il Crazy Bar era abitato da bottiglie in ceramica di storica provenienza e mi piacque l\u2019idea di creare una collezione di bottiglie dandole una mia personale e attuale interpretazione. Le bottiglie sono diventate per me una fonte di ispirazione creativa continua e appagante. Ho l\u2019impressione che possano indossare e contenere qualunque cosa: una storia, un argomento, un sentimento, un significato, un dubbio. E mentre peso un nome per una delle mie bottiglie, mi appare evidente che se, nell\u2019immaginario collettivo spesso gli corrisponde uno stereotipo, quello stesso stereotipo tiene prigioniero il personaggio che porta quel nome. Mi pare di ricordare che sia stato a questo punto del ragionamento che ha avuto origine l\u2019idea. Quella di liberarle. Liberare le donne che prestano il nome alle mie bottiglie, cambiandone la vita per affrancarle dal loro stereotipo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loano. Verr\u00e0 presentato a Loano, il 29 Settembre, presso l\u2019Hotel Garden Lido di Loano, insieme alla mostra della collezione di dodici bottiglie d\u2019arte in ceramica che rappresentano le protagoniste dei racconti, il volume \u201cLa donna che diventer\u00f2\u201d. La mostra rimarr\u00e0 aperta al pubblico fino all\u20198 ottobre. 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