{"id":225451,"date":"2012-09-19T11:50:45","date_gmt":"2012-09-19T09:50:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=225451"},"modified":"2012-09-20T10:05:07","modified_gmt":"2012-09-20T08:05:07","slug":"uranio-impoverito-continua-la-battaglia-del-brigadiere-di-savona-in-nome-dei-miei-colleghi-morti-nel-silenzio-dello-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/09\/uranio-impoverito-continua-la-battaglia-del-brigadiere-di-savona-in-nome-dei-miei-colleghi-morti-nel-silenzio-dello-stato\/","title":{"rendered":"Uranio impoverito, continua la battaglia del brigadiere di Savona: &#8220;In nome dei miei colleghi morti nel silenzio dello Stato&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Gaetano le definisce &#8220;morti di Stato&#8221;. O sarebbe meglio dire: avvolte nel silenzio dello Stato. L&#8217;ultima in ordine di tempo \u00e8 quella di Salvo Cannizzo, militare catanese malato di cancro dopo essere stato in Kosovo a contatto con l&#8217;uranio impoverito. Aveva 37 anni, una bella famiglia e tre bambine. Stesso destino per un collega di Livorno e per un altro, originario del Piemonte: e parliamo di decessi avvenuti nel solo ultimo mese e mezzo. A tutti \u00e8 stato respinto il riconoscimento della causa di servizio.<\/p>\n<p>Si tratta di militari di ritorno da missioni all&#8217;estero. Tutti hanno combattuto la stessa battaglia che sta portando avanti Gaetano &#8211; vice brigadiere dei carabinieri fino a tre anni fa in servizio a Savona e qui residente &#8211; che, nonostante una diagnosi impietosa di tumore alla pelle, tre interventi chirurgici, un anno di chemioterapia e cure continue presso l&#8217;Ist San Martino di Genova, non ha intenzione di retrocedere di un passo.<\/p>\n<p>La sua \u00e8 una storia simile a quella di tanti militari contaminati da uranio impoverito: una missione all\u2019estero, compiti rischiosi, il ritorno a casa, una diagnosi di cancro e una richiesta di risarcimento negata. &#8220;E&#8217; vergognoso che nessuno parli di questi uomini e padri di famiglia, che non trovano spazio nei tg nazionali, troppo impegnati a parlare del topless della Middleton. Siamo degli invisibili&#8221; tuona il militare savonese che si prepara all&#8217;udienza di ottobre davanti al tribunale del Lavoro di Savona.<\/p>\n<p>Gaetano, 43 anni, tra il settembre 2003 e l&#8217;aprile 2004 \u00e8 stato in missione in Bosnia e in Kosovo con la Msu, la Multinational Specialized Unit, la forza di polizia che aveva compiti di lotta al crimine organizzato e al terrorismo. Al ritorno, come previsto dal protocollo Mandelli, \u00e8 stato sottoposto a visite mediche regolari, fino a quando, nel dicembre 2008, gli \u00e8 stato diagnosticato un tumore alla pelle. Alla fine, gli \u00e8 stata riconosciuta un\u2019invalidit\u00e0 del 77%, non pu\u00f2 pi\u00f9 svolgere le mansioni come sovrintendente della radio mobile come ha sempre fatto, e conseguentemente gli \u00e8 stato decurtato lo stipendio.<\/p>\n<p>Oggi, il vice brigadiere lotta contro la decisione del Comitato di Verifica per le cause di servizio presso il Ministero Economia e Finanze che non vede un collegamento diretto tra i compiti svolti in missione e la diagnosi di tumore. Ad ottobre si discuter\u00e0 il ricorso presso il tribunale del Lavoro di Savona. &#8220;Sono ottimista &#8211; dice Gaetano &#8211; Gli esami provano che il mio non \u00e8 un tumore ereditario, bens\u00ec provocato dall&#8217;essere stato in contatto con l&#8217;uranio impoverito. Lo dimostrer\u00f2. Anche per quei militari che sono stati abbandonati da tutti, e, soprattutto, da &#8216;quello&#8217; Stato per il quale hanno dato la vita&#8221;.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;Associazione vittime Uranio, in Italia sono oltre 200 i morti per possibile contaminazione da uranio impoverito e almeno 2500 i militari o ex militari gravemente ammalati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Gaetano le definisce &#8220;morti di Stato&#8221;. O sarebbe meglio dire: avvolte nel silenzio dello Stato. L&#8217;ultima in ordine di tempo \u00e8 quella di Salvo Cannizzo, militare catanese malato di cancro dopo essere stato in Kosovo a contatto con l&#8217;uranio impoverito. Aveva 37 anni, una bella famiglia e tre bambine. 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