{"id":225247,"date":"2012-09-17T18:36:40","date_gmt":"2012-09-17T16:36:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=225247"},"modified":"2012-09-18T13:52:16","modified_gmt":"2012-09-18T11:52:16","slug":"robert-kubica-incidente-pronto-soccorso-santa-corona-walter-cataldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/09\/robert-kubica-incidente-pronto-soccorso-santa-corona-walter-cataldi\/","title":{"rendered":"Robert Kubica, il primario del Pronto Soccorso del Santa Corona: &#8220;L&#8217;organizzazione del Trauma Center ha fatto la differenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pietra Ligure<\/strong>. Quel 6 febbraio 2011 Robert Kubica era giunto in pronto soccorso in condizioni allarmanti, per il braccio e la gamba martoriati, per la tremenda emorragia che ne stava compromettendo le funzioni vitali. La tempestivit\u00e0 e l&#8217;azione del dipartimento di urgenza del Santa Corona di Pietra Ligure si sono rivelate determinanti per la sopravvivenza stessa del pilota polacco e per la sua ripresa. Dopo lo schianto al rally Le Ronde di Andora, al volante di una Skoda S2000 e contro il guard-rail che aveva trafitto l&#8217;auto come una lama, Kubica era finito anzitutto sotto le cure del team coordinato dal dottor Walter Cataldi.<\/p>\n<p>&#8220;Quando \u00e8 arrivato qui era in condizioni davvero critiche. Grazie per\u00f2 ad un fisico giovane e da campione ha reagito bene, il tutto combinato con l&#8217;azione pratica e organizzata dell&#8217;ospedale &#8211; sottolinea il direttore della Medicina d&#8217;Urgenza e del Pronto Soccorso di Pietra &#8211; Il nostro obiettivo \u00e8 semplice: vogliamo fornire la stessa assistenza a chi subisce un incidente alle tre di notte di ferragosto e a chi lo subisce un luned\u00ec mattina o un giorno feriale. Mettiamo insieme tutte le professionalit\u00e0. La differenza che sta nel nostro servizio organizzato come Trauma Center \u00e8 nella disponibilit\u00e0, 24 ore su 24, di queste competenze&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il pronto soccorso fa da punto di riferimento ad un tipo di lavoro che coinvolge tutto l&#8217;ospedale &#8211; prosegue il dottor Cataldi &#8211; Se un paziente riporta un trauma grave, e nel caso di Robert Kubica era gravissimo, i primissimi minuti sono d&#8217;oro: tutto si moltiplica e si amplifica rapidamente. Conta dunque l&#8217;organizzazione. Penso veramente che in quella situazione siamo riusciti a recuperare tempo preziosissimo; in una struttura non organizzata come centro traumi non sarebbe andata altrettanto bene. Un attrezzo, un farmaco, un professionista devono essere l\u00ec proprio dove servono e nel momento in cui sono necessari&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Un pronto soccorso come il nostro prevede fasi di accelerazione in cui tutte le competenze, in team, su avvertimento infiermieristico e input del 118, scattano in modo coordinato. Il pronto \u00e8 la direzione d&#8217;orchestra si pu\u00f2 dire per ogni strumentista che gi\u00e0 deve sapere il suo spartito&#8221; aggiunge il dottor Walter Cataldi.<\/p>\n<p>Ricoverato al Santa Corona, il driver polacco vi era rimasto oltre settanta giorni, sottoponendosi a delicati interventi all&#8217;arto superiore soprattutto, per la ricostruzione, sotto i ferri del professor Igor Rossello. Poi il lungo e sofferto periodo di riabilitazione, nel quale Kubica ha mostrato una reattivit\u00e0 e una forza d&#8217;animo non comuni. Tanto che il campione dopo 18 mesi di calvario, non ancora ventottenne, \u00e8 tornato a gareggiare nel rally; ha appena vinto la terza edizione della Ronde del Gomitolo di Lana a Biella e sabato scorso \u00e8 stato anche protagonista di un fuori pista (per fortuna senza conseguenze) a San Martino di Castrozza. L&#8217;obiettivo di ritornare alla guida di una monoposto sembra vicino.<\/p>\n<p>Fondamentale, all&#8217;epoca dell&#8217;incidente nelle curve andoresi, anche il sangue che ha scongiurato i pericoli dell&#8217;emorragia. Tanto che poi Kubica ha prestato il volta alla campagna per la donazione dell&#8217;Avis. &#8220;Senza quei litri di plasma e quei globuli rossi e senza i donatori e i trasfusionisti, le cose ora sarebbero diverse &#8211; commenta il dottor Cataldi &#8211; Quel giorno il sangue era disponibile, senza bisogno di scongelarlo: quando \u00e8 arrivato il pilota, tutto \u00e8 andato bene. Poi, dai chirurghi della mano agli ortopedici ai plastici, lo staff ospedaliero ha fatto il resto&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Per noi vedere Kubica tornare in Formula 1 sarebbe una vittoria. Gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 la soddisfazione di vederlo di nuovo impegnato a correre. All&#8217;inizio ci sono stati momenti flebili di speranza, sia di vederlo vivo sia di vederlo muoversi. Si \u00e8 ribaltata completamente la situazione&#8221; conclude il direttore del Pronto Soccorso del Santa Corona.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pietra Ligure. Quel 6 febbraio 2011 Robert Kubica era giunto in pronto soccorso in condizioni allarmanti, per il braccio e la gamba martoriati, per la tremenda emorragia che ne stava compromettendo le funzioni vitali. 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