{"id":224988,"date":"2012-09-13T15:34:58","date_gmt":"2012-09-13T13:34:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=224988"},"modified":"2012-09-14T08:23:15","modified_gmt":"2012-09-14T06:23:15","slug":"coniugi-uccisi-da-calderina-killer-a-cengio-slitta-al-18-ottobre-la-discussione-del-processo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/09\/coniugi-uccisi-da-calderina-killer-a-cengio-slitta-al-18-ottobre-la-discussione-del-processo\/","title":{"rendered":"Coniugi uccisi da calderina killer a Cengio: slitta al 18 ottobre la discussione del processo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cengio<\/strong>. Era prevista per questa mattina, in udienza preliminare, la discussione del procedimento per la morte di due coniugi, Elio Ferrero e la moglie Irene Sattamino, uccisi a causa di una calderina killer, il 3 marzo del 2009, nella loro casa a Cengio. Il gup Donatella Aschero si \u00e8 vista per\u00f2 costretta a rinviare l\u2019udienza al prossimo 18 ottobre per l\u2019indisponibilit\u00e0 (giustificata da problemi di salute) di un perito. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_70\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_70\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per quell\u2019incidente sono indagate, tutte con l\u2019accusa di omicidio colposo, sette persone tra cui sei dirigenti dell\u2019Arte (ex Iacp), Cesare Re, Marcello Borghi, Pietro Bovero, Andrea Arena, Renato Pezzoli, Franco Bellenda, che si sono succeduti alla guida dell\u2019Ente nel periodo compreso tra il 1980 al 2009, ed il figlio delle vittime, Paolo Ferrero. Nel procedimento inoltre l\u2019Arte \u00e8 stata citata come responsabile civile dai legali della famiglia (gli avvocati Massimo Badella e Amedeo Caratti).<\/p>\n<p>La Procura contesta ai dirigenti di Arte, in quanto responsabili dell\u2019immobile, di non aver assicurato i requisiti minimi di sicurezza nell\u2019impianto scalda acqua dell\u2019alloggio dove vivevano le vittime, soprattutto in relazione all\u2019aerazione nell\u2019ambiente ed i sistemi di smaltimento dei prodotti di combustione. Secondo l\u2019accusa nell\u2019appartamento non ci sarebbero state aperture di ventilazione dirette con l\u2019esterno ed i canali di scarico dei prodotti della combustione avevano uno quota insufficiente tra la camera di combustione e la sommit\u00e0 del camino.<\/p>\n<p>Il figlio dei coniugi Ferrero \u00e8 invece finito tra gli indagati per un intervento di manutenzione che aveva eseguito nell\u2019impianto della casa dei genitori. Nell\u2019ottobre del 2008 infatti, aveva sostituito il terminale del camino con un tubo curvato a 90\u00b0 ed un camino a lamelle, introducendo un ulteriore cambio di direzione del canale del fumo. Un lavoro che, sempre per il pm, era stato eseguito sopra un impianto gi\u00e0 gravemente deficitario e privo dei requisiti minimi di sicurezza.<\/p>\n<p>Prima della conclusione delle indagini, davanti al gip Emilio Fois, era stato discusso l\u2019incidente probatorio. La perizia doveva accertare se la calderina che il 3 marzo 2009 caus\u00f2 la morte di Ferrero e della moglie era a norma. Da quanto accertato sembra che l\u2019impianto non lo fosse perch\u00e9 mancava appunto delle necessarie prese d\u2019aria. I periti inoltre hanno appurato che i coniugi di Cengio morirono a causa del monossido di carbonio che si era sprigionato dalla calderina del bagno nell\u2019alloggio al quarto piano della palazzina di edilizia popolare in via 2 Giugno. Elio Ferrero, 75 anni, pensionato dello stabilimento Acna, e la moglie Irene, 80 anni vennero ritrovati lui riverso sul pavimento, lei accasciata sulla sedia in cucina. Sul tavolo, un mazzo di carte da gioco. A fare la drammatica scoperta era stata una delle figlie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cengio. Era prevista per questa mattina, in udienza preliminare, la discussione del procedimento per la morte di due coniugi, Elio Ferrero e la moglie Irene Sattamino, uccisi a causa di una calderina killer, il 3 marzo del 2009, nella loro casa a Cengio. 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