{"id":224619,"date":"2012-09-08T15:43:58","date_gmt":"2012-09-08T13:43:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=224619"},"modified":"2012-09-09T17:32:42","modified_gmt":"2012-09-09T15:32:42","slug":"tuffi-fatali-in-italia-175-morti-per-annegamento-nei-primi-otto-mesi-dellanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/09\/tuffi-fatali-in-italia-175-morti-per-annegamento-nei-primi-otto-mesi-dellanno\/","title":{"rendered":"Tuffi fatali: in Italia 175 morti per annegamento nei primi otto mesi dell&#8217;anno"},"content":{"rendered":"<p>Un bagno nel lago fatale, una prova di immersione da cui non si torna pi\u00f9, un tuffo di troppo con gli amici subito dopo mangiato, magari in una spiaggia libera. &#8220;Finora le cronache ci parlano di 175 incidenti mortali nelle acque italiane nel 2012, settembre escluso. Nell&#8217;80% dei casi le vittime sono giovani maschi tra i 14 e i 29 anni. Numeri parziali, certo, ma la cui analisi ci pu\u00f2 dire molto sulle cause dell&#8217;annegamento, che colpisce in Italia in tutto circa 400 persone l&#8217;anno&#8221;.<\/p>\n<p>A monitorare la cronaca delle morti in acqua in Italia \u00e8 Enzo Funari, direttore del Reparto Qualit\u00e0 degli ambienti acquatici e delle acque di balneazione dell&#8217;Istituto superiore di sanit\u00e0 e curatore del Rapporto sugli annegamenti, che disegna insieme all&#8217;Adnkronos Salute una prima stima dell&#8217;andamento della stagione estiva, ancora in corso.<\/p>\n<p>&#8220;Per i dati ufficiali le nostre fonti sono due: il ministero della Salute e l&#8217;Istat, ma l&#8217;analisi dettagliata richiede sempre del tempo. Da due anni, invece &#8211; racconta l&#8217;esperto &#8211; raccogliamo e analizziamo anche tutti gli articoli di stampa relativi agli annegamenti: i numeri che emergono non sono esaurienti, ma i dettagli ci permettono di comprendere le cause di questi incidenti, e di capire come potremmo contribuire a prevenirli. Ebbene &#8211; prosegue Funari &#8211; nel 2010 sulle pagine dei giornali sono stati riportati in tutto 148 annegamenti, contro i 240 del 2011 e i 175 da gennaio ad agosto di quest&#8217;anno. L&#8217;analisi mostra che la gran parte degli incidenti si verifica tra luglio e agosto, sulle spiagge libere e nelle giornate di sabato e domenica&#8221;.<\/p>\n<p>Il fatto che le acque si rivelino dei killer soprattutto per i giovani maschi italiani &#8220;indica una pericolosa tendenza ad assumersi dei rischi, a sottovalutare i pericoli e a non tenere conto della propria imperizia. Un&#8217;altra categoria a rischio \u00e8 quella degli &#8216;over 70&#8217;, che esagerano magari in giornate di mare mosso, e sono vittime di malori in acqua&#8221;. Non mancano gli incidenti fra i sub &#8211; &#8220;in questo caso per\u00f2 i dati sembrano stabili nel tempo: bisogna essere pi\u00f9 incisivi sulla diffusione delle norme per immersioni in sicurezza&#8221; &#8211; e le morti nelle acque di laghi e fiumi.<\/p>\n<p>La buona notizia \u00e8 che i dati dell&#8217;Iss evidenziano una forte diminuzione della mortalit\u00e0 a partire dagli anni &#8217;70, &#8220;che per\u00f2 sembra aver raggiunto una soglia negli ultimi 10 anni. Di sicuro un ruolo fondamentale nella prevenzione degli annegamenti &#8211; dice Funari &#8211; \u00e8 svolto dai servizi di sorveglianza. In tre tratti del litorale italiano, relativi a Toscana, Emilia Romagna e Puglia, alcune cooperative di bagnini hanno garantito un efficacissimo servizio di sorveglianza nelle spiagge a rischio. Ebbene in questi tratti nell&#8217;estate del 2011 sono state salvate 180 persone, molte delle quali senza il soccorso sarebbero andate incontro a una morte certa&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Immergersi quando il mare \u00e8 mosso, fare il bagno dopo aver mangiato e sopravvalutare le proprie abilit\u00e0 natatorie \u00e8 pericoloso. Ma esistono anche fattori oggettivi di rischio: alcune spiagge presentano pericolose correnti di ritorno, e il modo giusto per affrontarle \u00e8 nuotare lateralmente, arrivando in spiaggia &#8216;aggirando&#8217; la corrente. Se invece si cerca di vincere a tutti i costi la corrente, anche un nuotatore esperto pu\u00f2 arrivare a riva stremato. Inoltre in alcuni tratti, dopo una mareggiata, possono crearsi buche anche molto profonde: una trappola per i bambini e per chi non \u00e8 un abile nuotatore&#8221;. Il ruolo dei bagnini \u00e8 fondamentale, ribadisce l&#8217;esperto. Dove sono presenti \u00e8 difficile che si verifichino incidenti tali da comportare annegamenti.<\/p>\n<p>&#8220;Sono una sorta di deterrente: segnalano i pericoli, indicano quando il mare \u00e8 troppo mosso e richiamano chi esagera: la presenza di un bagnino induce ad un comportamento pi\u00f9 corretto e prudente&#8221;. Ma cosa fare allora nelle spiagge libere? &#8220;I bagnanti dovrebbero essere informati dei pericoli presenti. Ad esempio &#8211; dice Funari &#8211; dovrebbero essere messi a conoscenza&#8221;, magari con dei cartelli, &#8220;della presenza delle buche pericolose anche quando il mare \u00e8 calmo, e delle correnti che possono trasportare al largo quando il mare \u00e8 mosso&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bagno nel lago fatale, una prova di immersione da cui non si torna pi\u00f9, un tuffo di troppo con gli amici subito dopo mangiato, magari in una spiaggia libera. &#8220;Finora le cronache ci parlano di 175 incidenti mortali nelle acque italiane nel 2012, settembre escluso. Nell&#8217;80% dei casi le vittime sono giovani maschi tra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[9812,265,1921],"class_list":["post-224619","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca","tag-annegamento","tag-istat","tag-italia","post_cat_citta-andora"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/224619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=224619"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/224619\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=224619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=224619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=224619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}