{"id":223371,"date":"2012-08-20T10:17:13","date_gmt":"2012-08-20T08:17:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=223371"},"modified":"2012-08-20T14:24:15","modified_gmt":"2012-08-20T12:24:15","slug":"la-guardia-costiera-lavora-per-unestate-sicura-con-laiuto-della-croce-rossa-la-baia-dei-saraceni-ritrovo-dei-piu-indisciplinati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/08\/la-guardia-costiera-lavora-per-unestate-sicura-con-laiuto-della-croce-rossa-la-baia-dei-saraceni-ritrovo-dei-piu-indisciplinati\/","title":{"rendered":"La Guardia Costiera lavora per un'&#8221;Estate Sicura&#8221; con l&#8217;aiuto della Croce Rossa: la Baia dei Saraceni ritrovo dei pi\u00f9 indisciplinati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. E\u2019 la Baia dei Saraceni la zona pi\u00f9 \u201ccalda\u201d per gli uomini della Guardia Costiera di Savona. E\u2019 proprio nel tratto di mare antistante Varigotti infatti che, quest\u2019anno, la Capitaneria ha pizzicato il maggior numero di imbarcazioni che non rispettavano le normative per la navigazione e la sicurezza. A confermarlo \u00e8 il capitano di fregata Giulio Giraud della Guardia Costiera savonese: \u201cLa Baia dei Saraceni \u00e8 quella che quest\u2019anno ha fatto registrare il maggior numero di situazioni di indisciplina. Anche poco fa due unit\u00e0 avevano gettato l\u2019ancora all\u2019altezza dei 100 metri non rendendosi conto che poi la barca si sarebbe avvicinata troppo alla scogliera\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_590\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_590\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cQuesti comportamenti, nella maggior parte dei casi, sono figli anche di un problema di cultura del mare. Questo \u00e8 un punto sul quale lavoriamo molto: cercare di avere delle persone che siano pi\u00f9 consapevoli di quello che fanno in mare per noi \u00e8 importante. Spostarsi in acqua non \u00e8 come farlo in auto: non ci si pu\u00f2 accostare un attimo e prendere informazioni, ma bisogna partire gi\u00e0 con la consapevolezza di quello che si deve fare\u201d precisa Giraud.<\/p>\n<p>Il capitano della Guardia Costiera di Savona sottolinea come, per garantire elevati standard di sicurezza nel soccorso marino, sia fondamentale la collaborazione con la Croce Rossa Italiana: \u201cDa parecchi anni abbiamo una forte collaborazione da parte della Croce Rossa Italiana dei comitati di Savona, Vado e Cuneo, che ogni sabato e domenica di luglio e agosto fa imbarcare sulle nostre motovedette costiere due operatori polivalenti subacquei, gli Opsa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCon loro si \u00e8 instaurato un ottimo rapporto anche perch\u00e9 la loro preparazione in campo sanitario permette, in caso di necessit\u00e0, di garantire maggiore assistenza in mare\u201d conclude Giraud. \u201cSicuramente \u00e8 un servizio utile \u2013 aggiunge uno degli Opsa in servizio sulle motovedette savonesi \u2013 perch\u00e9 molte volte pochi minuti possono fare la differenza quindi avere un operatore che pu\u00f2 intervenire direttamente nel luogo del malore \u00e8 importanteper salvare delle vite umane\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNoi garantiamo la sicurezza e diamo le prime cure in caso di malori che potrebbero colpire i bagnanti e gli occupanti dei natanti. Facciamo interventi di soccorso, siamo un gruppo della croce rossa che si occupa solo di questo genere di interventi in acqua con varie specalizzazioni: in mare, in acque chiuse e fluviali\u201d conclude il tecnico della Cri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. E\u2019 la Baia dei Saraceni la zona pi\u00f9 \u201ccalda\u201d per gli uomini della Guardia Costiera di Savona. E\u2019 proprio nel tratto di mare antistante Varigotti infatti che, quest\u2019anno, la Capitaneria ha pizzicato il maggior numero di imbarcazioni che non rispettavano le normative per la navigazione e la sicurezza. 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