{"id":222754,"date":"2012-08-07T15:27:55","date_gmt":"2012-08-07T13:27:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=222754"},"modified":"2012-08-08T10:35:42","modified_gmt":"2012-08-08T08:35:42","slug":"nave-romana-nel-mare-di-varazze-il-robot-pluto-recuperera-le-anfore-in-profondita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/08\/nave-romana-nel-mare-di-varazze-il-robot-pluto-recuperera-le-anfore-in-profondita\/","title":{"rendered":"Nave romana nel mare di Varazze: il robot Pluto recuperer\u00e0 le anfore in profondit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><strong>Varazze<\/strong>. Le immagini subacquee del rinvenimento della nave romana nel mare varazzino sottolineano il valore della scoperta, una delle pi\u00f9 importanti dell\u2019archeologia recente. L\u2019occhio elettronico di \u201cPluto\u201d, il robottino subacqueo, ha svelato un vero e proprio giacimento di bellezza: moltissime anfore, alcune ancora intere e con il loro tappo fatto di pigne e pece, stanno sul fondo del mar di Liguria da oltre 2 mila anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_663\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_663\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I cocci nelle reti dei pescatori hanno fatto intuire la presenza della nave romana del I secolo d.C. sui fondali del mare davanti a Varazze, a circa 100 metri di profondit\u00e0. La scoperta conferma come l\u2019Alto Tirreno sia stata la \u201cvia imperiale\u201d verso la Gallia per l\u2019esportazione di cibo, miele, spezie e vino tra la fine dell\u2019epoca Repubblicana e l\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 Augustea.<\/p>\n<p>Le anfore appaiono in perfetto stato di conservazione. Alcune, come quella recuperata a -30 metri di profondit\u00e0 dai carabinieri, conservano all\u2019interno una pasta scura. Solo le anfore che si trovavano sulla tolda della nave sono state spezzate dalle reti a strascico dei pescatori.<\/p>\n<p>Il sonar montato sulle pilotine dei sommozzatori dell\u2019Arma ha mostrato un\u2019area di circa 10 metri sotto la sabbia formata da pi\u00f9 piani. La Soprintendenza ai beni archeologici della Liguria prender\u00e0 in custodia l\u2019anfora, classificata per la sua forma come \u201cDressel 1b\u201d, e tutti i reperti che sar\u00e0 possibile recuperare dal fondo del mare.<\/p>\n<p>Per raccogliere quanto pi\u00f9 possibile dal relitto sar\u00e0 necessario impiegare nuovamente \u201cPluto\u201d perch\u00e9 gli uomini non possono scendere a quella profondit\u00e0 con le bombole sostando a lungo e operando in condizioni delicate.<\/p>\n<p>Al robot subacqueo, che \u00e8 dotato di due \u201cmani\u201d d\u2019acciaio, il compito di prendere le anfore e a trasportarle in superficie, guidato dal sonar e dal remote control di un sommozzatore dell\u2019Arma. Il robottino torner\u00e0 quindi ad essere un prezioso supporto per gli specialisti dell\u2019Arma. I tempi saranno dettati dalla Soprintendenza.<\/p>\n<p>Nello specchio d\u2019acqua interessato dal ritrovamento, con sorveglianza della Capitaneria di porto, le reti non potranno pi\u00f9 essere gettate n\u00e9 si potranno fare immersioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Varazze. Le immagini subacquee del rinvenimento della nave romana nel mare varazzino sottolineano il valore della scoperta, una delle pi\u00f9 importanti dell\u2019archeologia recente. 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