{"id":222639,"date":"2012-08-06T11:14:20","date_gmt":"2012-08-06T09:14:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=222639"},"modified":"2012-08-06T16:09:16","modified_gmt":"2012-08-06T14:09:16","slug":"nave-romana-ritrovata-nel-mare-di-varazze-trasportava-alimenti-ed-e-praticamente-intatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/08\/nave-romana-ritrovata-nel-mare-di-varazze-trasportava-alimenti-ed-e-praticamente-intatta\/","title":{"rendered":"Nave romana ritrovata nel mare di Varazze: &#8220;Trasportava alimenti ed \u00e8 praticamente intatta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Varazze<\/strong>. Dopo il Transylvania, relitto individuato a 630 metri di profondit\u00e0 al largo dell&#8217;isola di Bergeggi, i militari del Centro Carabinieri Subacquei ligurisono riusciti a mettere a segno un&#8217;altra scoperta di grande valore: il ritrovamento di una nave romana risalente al I secolo d.C. nel mare davanti a Varazze.<\/p>\n<p>A raccontare i dettagli dell&#8217;operazione \u00e8 il Tenente colonello Francesco Schilardi, comandante centro carabinieri subacquei: &#8220;Sono due ritrovamenti storici di grande importanza. Il primo ci riportava all&#8217;epoca del grande conflitto mondiale e questo invece ci porta molto pi\u00f9 indietro, ai traffici romani dell&#8217;et\u00e0 imperiale, quando Roma commerciava con tutti i paesi del Mediterraneo e il Mar Ligure era il crocevia di questi traffici. Il relitto che \u00e8 stato trovato \u00e8 di una nave romana oneraria contenente generi alimentari&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il cibo era contenuto all&#8217;interno di anfore di tipo &#8216;dressel&#8217;, ovvero quelle allungate che abbiamo gi\u00e0 trovato nei fondali del nostro territorio. Contenevano pesce in salamoia, vino, olio ed altri alimenti che venivano scambiati con altri dalla Spagna&#8221; precisa Schilardi. Sulle modalit\u00e0 con cui \u00e8 avvenuto il ritrovamento il comandante racconta: &#8220;Come spesso accade \u00e8 successo grazie a preziose indicazioni dei pescatori. Gi\u00e0 dagli anni &#8217;30 alcuni di loro avevano incocciato con le loro reti dei resti di anfore che noi abbiamo analizzato e studiato, ritendendo che provenissero da un relitto di epoca romana. Successivi studi di fondali e l&#8217;utilizzo del nostro sistema filoguidato, &#8216;Pluto&#8217;, ci ha portato all&#8217;individuazione dell&#8217;esatta posizione della nave, nonostante fosse quasi interamente ricoperto dal fango&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Abbiamo chiesto all&#8217;autorit\u00e0 marittima l&#8217;interdizione dell&#8217;area per tutelare il relitto ed evitare che sub non autorizzati possano andarci. A quella profondit\u00e0 comunque i subacquei non dovrebbero immergersi senza l&#8217;aiuto di strumenti tecnici&#8221; aggiunge il comandante Schilardi che sulla possibilit\u00e0 di recuperarlo conclude: &#8220;Dipender\u00e0 dall&#8217;interesse dell&#8217;autorit\u00e0 competenti. Noi riteniamo che sia conservato quasi interamente e quindi sia praticamente intatto con il suo carico. Ora bisogner\u00e0 vedere se ci sar\u00e0 la volont\u00e0 di investire in un progetto di recupero&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Varazze. 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