{"id":222012,"date":"2012-07-27T14:01:22","date_gmt":"2012-07-27T12:01:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=222012"},"modified":"2012-07-27T14:01:22","modified_gmt":"2012-07-27T12:01:22","slug":"arpal-segnali-di-sofferenza-nei-torrenti-liguri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/arpal-segnali-di-sofferenza-nei-torrenti-liguri\/","title":{"rendered":"Arpal: segnali di sofferenza nei torrenti liguri"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. I temporali che in questi giorni potranno interessare la Liguria contribuiranno solo in parte ad alleviare la situazione di sofferenza idrica nei nostri torrenti. Negli ultimi tempi, infatti, i tecnici dell\u2019Agenzia per l\u2019Ambiente, impegnati anche nel monitoraggio dei corsi d\u2019acqua, hanno riscontrato una situazione diffusa di calo del livello dell\u2019acqua, e devono programmare opportunamente le uscite sul territorio per non imbattersi in stazioni \u201casciutte\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_578\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_578\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cAlcuni affluenti dello Scrivia, cos\u00ec come quelli dell\u2019Entella, sono stati assorbiti dal materasso alluvionale, e in superficie possono presentare vere e proprie secche\u201d spiega Silvio Gaiter, responsabile del ciclo delle acque di Genova. \u201cCi siamo imbattuti in scenari insoliti, ad esempio sul Vobbia o sul Lavagna, che non avevamo riscontrato negli ultimi anni. In alcuni punti del torrente l\u2019acqua sparisce letteralmente nel nulla, per poi ripresentarsi pi\u00f9 a valle. E, di conseguenza, ne risente tutto l\u2019ambiente circostante\u201d. Come nel caso della crescita eccessiva di alghe e vegetazione, con la formazione di necromasse marcescenti favorite dalla concentrazione anomala di nutrienti, non diluiti dal normale scorrimento delle acque.<\/p>\n<p>Due le spiegazioni per questo tipo di fenomeno: un fattore antropico, con i prelievi di quantit\u00e0 d\u2019acqua che variano sensibilmente in relazione ai rii monitorati, e un fattore meteorologico, che sta facendo registrare una variazione di precipitazione, rispetto alla media climatologica trentennale del periodo maggio-giugno-luglio, di -70 mm. E le previsioni non inducono all\u2019ottimismo, visto che dopo la parentesi del fine settimana dovrebbe tornare l\u2019alta pressione.<\/p>\n<p>\u201cIl monitoraggio delle risorse idriche \u2013 precisa Tiziana Pollero, riferimento dell\u2019attivit\u00e0 ispettiva e istruttoria di Arpal \u2013 non si effettua soltanto con strumenti di misura quali pH-metri o rilevatori di portata, o in laboratorio con l\u2019analisi chimico-fisica dei campioni d\u2019acqua prelevati. La normativa europea ha giustamente valorizzato i bioindicatori, e il monitoraggio sulle 96 stazioni della Liguria deve essere portato a compimento entro il 2014\u201d.<\/p>\n<p>Ecco che libellule, larve di insetti e un\u2019altra infinit\u00e0 di organismi pi\u00f9 o meno visibili, solitamente sconosciuti ai pi\u00f9, diventano preziosi alleati nella conoscenza dello stato di salute dei corsi d\u2019acqua liguri: risentono delle condizioni dell\u2019acqua e in caso di inquinamento spariscono o si riducono a qualche specie dominante.<\/p>\n<p>\u201cCome bioindicatore prendiamo in considerazione anche la flora \u2013 prosegue Tiziana Pollero \u2013 partendo dalle diatomee, alghe unicellulari alla base della catena alimentare, per arrivare fino a muschi, felci o altre piante superiori. Una variegata biodiversit\u00e0 \u00e8 sintomo di un ambiente naturale in buone condizioni\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo prioritario \u00e8 quello di valutare la qualit\u00e0 dell\u2019ambiente e fornire al livello decisionale gli elementi per definire gli interventi per mantenere il buono stato delle acque superficiali, prevenire il loro deterioramento, proteggere e migliorare le condizioni degli ecosistemi acquatici, delle zone umide ad essi collegati e degli ecosistemi terrestri, in considerazione della loro necessit\u00e0 di acqua.<\/p>\n<p>Il suo nome scientifico \u00e8 Daphnia magna, ma \u00e8 conosciuta dai pi\u00f9 come pulce d\u2019acqua. Si tratta di un minuscolo crostaceo che filtra parte del materiale organico presente nelle acque dolci. Il suo ciclo di vita piuttosto breve e le modalit\u00e0 di riproduzione per partenogesi \u2013 cio\u00e8 senza fecondazione dell\u2019uovo \u2013 rendono questo piccolissimo organismo un bioindicatore ideale, utilizzato nei laboratori di tutto il mondo per determinare la presenza di inquinamento nei campioni di acqua.<\/p>\n<p>Anche Arpal usa per le sue analisi diverse colonie di questo crostaceo, formate esclusivamente da esemplari femminili. \u201cLe nostre pulci prediligono vivere in un\u2019acqua minerale di una specifica marca \u2013 raccontano i biologi del laboratorio di Genova \u2013 che deve essere ad una temperatura di circa 20 gradi; le nutriamo tre volte alla settimana con alghe unicellulari e lievito di birra\u201d.<\/p>\n<p>Le daphnie vengono suddivise in tre gruppi a seconda dell\u2019et\u00e0, e nelle analisi vengono utilizzati solo gli esemplari pi\u00f9 giovani: dopo averli lasciati un certo numero di ore nel campione, si valuta la motilit\u00e0 di zampe e antenne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. 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