{"id":221967,"date":"2012-07-26T18:45:37","date_gmt":"2012-07-26T16:45:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=221967"},"modified":"2012-07-27T13:31:58","modified_gmt":"2012-07-27T11:31:58","slug":"paziente-mori-dopo-un-intervento-eseguito-in-laparoscopia-nuova-inchiesta-coinvolge-il-dottor-piccardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/paziente-mori-dopo-un-intervento-eseguito-in-laparoscopia-nuova-inchiesta-coinvolge-il-dottor-piccardo\/","title":{"rendered":"Paziente mor\u00ec dopo un intervento eseguito in laparoscopia: nuova inchiesta coinvolge il dottor Piccardo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un intervento per l\u2019asportazione di un\u2019ernia ietale in laparoscopia che non avrebbe dovuto presentare particolari complicazioni. In seguito all\u2019operazione eseguita nell\u2019ospedale di Savona dall\u2019equipe del dottor Andrea Piccardo invece una paziente di 69 anni, Anna Maria Franzone, genovese, dopo due mesi di agonia, \u00e8 deceduta a causa di un\u2019infezione. Sulla vicenda \u00e8 stata aperta un\u2019indagine che all\u2019inizio \u00e8 stata seguita dalla Procura di Genova, ma ora, per competenza, \u00e8 arrivata in quella savonese. Nel mirino dei magistrati \u00e8 cos\u00ec finito l\u2019operato del dottor Piccardo (nei confronti del quale in passato sono gi\u00e0 stati aperti procedimenti per casi simili) che ha eseguito l\u2019intervento sulla signora Franzone.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_844\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_844\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La paziente era stata operata, con tecnica laparoscopica, il 21 settembre del 2010 a Savona. Nonostante l\u2019intervento fosse stato giudicato riuscito, la signora \u2013 come raccontano i famigliari \u2013 aveva iniziato ad accusare una serie di disturbi tanto che faticava a nutrirsi ed era rimasta ricoverata in terapia intensiva per molti giorni. Il 10 ottobre anche se le sue condizioni non erano ancora migliorate Anna Maria Franzone era stata trasferita dal nosocomio savonese a quello cairese dove avrebbe dovuto affrontare un percorso riabilitativo. Qui la signora era rimasta ricoverata per sette giorni per poi essere dimessa e rimandata a casa. <\/p>\n<p>Vedendo che le condizioni della madre continuavano a peggiorare i figli avevano deciso di accompagnarla, il 4 novembre del 2010, all\u2019ospedale di Villa Scassi a Sampierdarena dove la signora purtroppo era deceduta il giorno dopo. I medici del nosocomio genovese, volendo vedere chiaro sulla morte della donna, avevano cos\u00ec disposto l\u2019autopsia. Dall\u2019esame autoptico era emerso che la signora Franzone era stata stroncata da una terribile infezione mediastinica insorta \u2013 questa l\u2019ipotesi accusatoria \u2013 proprio in seguito all\u2019intervento eseguito dal dottor Piccardo. Di l\u00ec l\u2019apertura dell\u2019inchiesta ed una prima perizia medica che sembra aver confermato questa tesi, poi il trasferimento del fascicolo a Savona.<\/p>\n<p>Adesso nell\u2019ambito del procedimento, che vede indagati Piccardo ed altri medici della sua equipe, \u00e8 stato richiesto un incidente probatorio che sar\u00e0 discusso davanti al giudice per le indagini preliminari Emilio Fois. Le nomine dei periti che studieranno il caso della signora Franzone dovrebbero essere fatte a settembre. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Un intervento per l\u2019asportazione di un\u2019ernia ietale in laparoscopia che non avrebbe dovuto presentare particolari complicazioni. 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