{"id":221500,"date":"2012-07-20T09:40:42","date_gmt":"2012-07-20T07:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=221500"},"modified":"2012-07-20T12:06:19","modified_gmt":"2012-07-20T10:06:19","slug":"morti-per-annegamento-sono-circa-400-allanno-la-costa-tra-savona-e-sanremo-fra-le-piu-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/morti-per-annegamento-sono-circa-400-allanno-la-costa-tra-savona-e-sanremo-fra-le-piu-a-rischio\/","title":{"rendered":"Morti per annegamento, sono circa 400 all&#8217;anno: la costa tra Savona e Sanremo fra le pi\u00f9 a rischio"},"content":{"rendered":"<p>Sono circa 400 all\u2019anno gli incidenti in mare che coinvolgono i bagnanti. Questo il dato fornito dall\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 che registra comunque una forte diminuzione di annegamenti dagli anni \u201970 e che sembra essersi stabilizzata negli ultimi 10 anni. Gli incidenti si concentrano soprattutto nel periodo estivo e, un ruolo fondamentale, \u00e8 svolto dai bagnini che solo nel 2011 hanno salvato 180 persone.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_69\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_69\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nell\u2019estate del 2011 su tre tratti del litorale italiano sono state soccorse da bagnini, e quindi salvate, 180 persone, molte delle quali sarebbero andate incontro ad una morte certa. Questi tratti hanno un\u2019estensione di alcune decine di km, mentre soltanto il litorale marino nazionale ha una lunghezza di oltre 7.000 km.<br>\nPoich\u00e9 questi eventi si concentrano principalmente nei tre mesi estivi, l\u2019effettivo impatto del fenomeno rapportato al periodo \u201cefficace\u201d \u00e8 molto pi\u00f9 alto di quanto non ne riveli il numero complessivo degli annegati.<\/p>\n<p>Lo stesso ISS specifica, inoltre, che i 3\/4 degli eventi segnalati \u00e8 accaduto solo negli ultimi 3 mesi e quindi riguarda pi\u00f9 che altro turisti. Tuttavia, ha precisato che tali cifre non costituiscono una sorpresa, tenuto conto della grande estensione delle coste italiane, ma semmai stupisce l\u2019aumento di annegamenti nei fiumi, laghi e canali che costituisce un vero e proprio boom negativo anche in considerazione del minor numero di frequentatori delle acque cosiddette interne.<\/p>\n<p>Che invece sia possibile prevenire questi incidenti \u00e8 dimostrato dai dati resi disponibili dall\u2019Istituto. Il ruolo dei bagnini \u00e8 indubbiamente enorme. Dove sono presenti i bagnini, come emerge dal rapporto, \u00e8 difficile che si verifichino incidenti tali da comportare annegamenti. Per lo pi\u00f9 le persone vengono soccorse e salvate. Ancora di pi\u00f9 la presenza di un bagnino induce ad un comportamento corretto e rappresenta un ulteriore valore aggiunto per i fruitori della spiaggia.<\/p>\n<p>Nelle spiagge dove non \u00e8 garantita la presenza dei bagnini e soprattutto nelle spiagge libere, sprovviste in generale di qualsiasi forma di sorveglianza e assistenza, i bagnanti dovrebbero essere informati dei pericoli presenti. I tratti italiani con i pi\u00f9 alti numeri di decessi per annegamento riguardano la costa adriatica centro settentrionale da San Benedetto del Tronto a Trieste alcune aree della costa sud della Puglia, la Liguria soprattutto tra San Remo e Savona, la Toscana tra Carrara e Piombino, il Lazio tra Fiumicino e Terracina, la Campania tra Castel Volturno e Acropoli, la Sicilia nella costa sud-orientale e a Palermo, e la Sardegna lungo la costa meridionale\u201d.<\/p>\n<p>Giovanni D\u2019Agata, fondatore dello \u201cSportello dei Diritti\u201d, ritiene utile ribadire queste tragiche cifre per riportare l\u2019attenzione su un fenomeno che secondo i dati disponibili, causa circa 380-390 decessi e 440-450 ricoveri l\u2019anno in Italia, costituendo, peraltro, la terza causa di morte accidentale dopo i sinistri stradali e le cadute e per sensibilizzare i cittadini e gli enti deputati ai controlli di diritto privato o pubblico che siano, al fine di poter porvi un argine anche perch\u00e9 nella fattispecie le cause principali di annegamento sono da rinvenirsi nell\u2019imperizia e nella sottovalutazione dei pericoli, spesso associate a malori improvvisi.<\/p>\n<p>In primo luogo, al di l\u00e0 del richiamo a tutti i cittadini ad osservare alcune regole fondamentali che riguardano la tutela della propria persona, tipo di non sfidare il mare grosso o non nuotare in mare aperto se non si \u00e8 esperti nuotatori, non farsi il bagno dopo mangiato o se non ci si sente bene, non affrontare la corrente di torrenti e fiumi, un particolare riferimento ed un appello all\u2019attenzione dev\u2019essere rivolto nei confronti dei genitori o tutori di figli minori, poich\u00e9 troppo spesso la mancata sorveglianza dei bambini \u00e8 causa di conseguenze tragiche in mare o nelle acque interne.<\/p>\n<p>In secondo luogo, si pone l\u2019ulteriore problema della scarsa sorveglianza in determinate parti del territorio nazionale da parte di personale appositamente addestrato. La probabilit\u00e0 che tali tipi d\u2019incidenti accadano, infatti, si riduce progressivamente nelle zone vigilate da bagnini.<\/p>\n<p>L\u2019auspicio \u00e8 che venga adottata una normativa nazionale che estenda l\u2019obbligo di vigilanza attraverso l\u2019utilizzo di bagnini su tutta la costa dei comuni rivieraschi e non solo nelle spiagge attrezzate. In un Paese a vocazione turistica qualche piccola torretta alla \u201cBaywatch\u201d sulle nostre spiagge che vigili sui cittadini e per la tutela dell\u2019ambiente costiero, non guasterebbe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono circa 400 all\u2019anno gli incidenti in mare che coinvolgono i bagnanti. Questo il dato fornito dall\u2019Istituto superiore di sanit\u00e0 che registra comunque una forte diminuzione di annegamenti dagli anni \u201970 e che sembra essersi stabilizzata negli ultimi 10 anni. 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