{"id":221262,"date":"2012-07-17T09:10:26","date_gmt":"2012-07-17T07:10:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=221262"},"modified":"2012-07-17T09:10:26","modified_gmt":"2012-07-17T07:10:26","slug":"sassello-tra-prodotti-tipici-e-antichi-mestieri-tre-giorni-dedicati-a-golosita-e-tradizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/sassello-tra-prodotti-tipici-e-antichi-mestieri-tre-giorni-dedicati-a-golosita-e-tradizioni\/","title":{"rendered":"Sassello tra prodotti tipici e antichi mestieri: tre giorni dedicati a golosit\u00e0 e tradizioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Sassello<\/strong>. Prodotti e tradizioni protagonisti a Sassello. Dal 20 al 22 luglio, tutto il paese sar\u00e0 coinvolto dalla grande festa all\u2019aperto denominata \u201cSassello in piazza \u2013 Amaretto amore mio\u201d, per celebrare le eccellenze locali che hanno fatto conoscere il paese ligure situato al confine con il Piemonte in tutto il panorama nazionale ed internazionale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_967\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_967\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Tra i prodotti pi\u00f9 rinomati spicca certamente il prelibato dolce di pasta alle mandorle la cui ricetta risale al XIX secolo, da cui il nome l\u2019evento prende ispirazione, ma non mancheranno le altre prelibatezze che sin da tempi antichi hanno contraddistinguono l\u2019economia del paese montano. Obiettivo della manifestazione, che per tre giorni dalle 16 fino a tarda serata animer\u00e0 tutto il comune montano, \u00e8 quello di valorizzare l\u2019unico prodotto tipico di Sassello, ovvero la carne della bovina piemontese e di promuovere gli altri prodotti del comprensorio. <\/p>\n<p>Venerd\u00ec 20 luglio, alle 16, nell\u2019area Parco Giochi ad aprire ed accompagnare la manifestazione sar\u00e0 la mostra del bestiame. La notevole presenza di boschi e pascoli sull\u2019intero territorio, infatti, ha favorito lo sviluppo dell\u2019allevamento di mucche e buoi, che oggi assieme ai settori dolciario ed agricolo, rappresenza una delle principali risorse economiche sassellese. <\/p>\n<p>\u201cLa carne prodotta a Sassello \u00e8 senz\u2019altro di alto livello di qualit\u00e0 e gusto, ma dobbiamo fare qualcosa per non perdere questo prodotto \u2013 dichiara l\u2019allevatore Francesco Romano \u2013 Se le nostre aziende vogliono sopravvivere devono farsi conoscere e portare gente a Sassello. Questo si pu\u00f2 ottenere solo con l\u2019impegno da parte di tutti. Al cliente e al turista bisogna offrire quello che abbiamo e fino ad adesso abbiamo offerto niente o ben poco. Con l\u2019organizzazione di questa importante manifestazione abbiamo deciso di unire le nostre forze per dimostrare che anche un territorio come il nostro \u00e8 dotato di mille risorse che nulla hanno da invidiare ai comuni turistici della costa ma che certamente hanno bisogno di essere maggiormente valorizzati\u201d. <\/p>\n<p>La festa sar\u00e0 caratterizzata da una dimostrazione della trebbiatura del grano per far riscoprire ai visitatori gli antichi mestieri, quando la meccanizzazione era praticamente assente e le operazioni di semina, raccolta e trasformazione del grano venivano effettuate esclusivamente dall\u2019uomo con il solo aiuto di buoi, mucche, cavalli o muli. Per l\u2019occasione verr\u00e0 presentata la trebbiatura effettuata con macchine usate fino a trent\u2019anni fa, in modo da valorizzare la carne e tutti gli altri prodotti del comprensorio che rappresentano l\u2019eccellenza gastronomica locale. <\/p>\n<p>\u201cNel primo dopoguerra la popolazione sassellese viveva di castagne, legname e cereali coltivati nei nostri campi, ogni parte del territorio veniva coltivata a grano, granturco e orzo. Nonostante dalla semina al raccolto, il lavoro fosse effettuato manualmente, allora si producevano circa 2 mila quintali di grano, mentre oggi se ne produce 3-4 cento in meno, perch\u00e8 alcune parti dei campi sono diventate spinai e boschi \u2013 dichiara l\u2019allevatore Romano Francesco \u2013 Non esistevano trattori, trebbie o mietitrebbie. I campi venivano arati con le bestie, il grano veniva seminato a mano e coperto con zappe, rastrelli ed erpici trainati da buoi. A maturazione avvenuta veniva tagliato con falcetti a mano, poi veniva legato con aste di legno, per essere caricato sui carri e trasferito nel cortile della fattoria, dove veniva fatto l\u2019accumulo. Nella grossa torre, le spighe venivano rivolte verso il centro mentre lo stelo della paglia doveva pendere verso l\u2019esterno, per consentire all\u2019acqua, in caso di pioggia, di scivolare via senza bagnare i semi. Quando il grano era ben secco e asciutto, avveniva la battitura e la divisione del grano dallo stelo. Un procedimento che i contadini effettuavano in un terreno pianeggiante di 15 metri per 15 con il solo aiuto delle bestie. A questo punto venivano presi gli escrementi dei bovini che venivano impastati con l\u2019acqua per creare un composto che veniva sparso sul terreno, e che una volta asciutto formava una crosta dura come il cemento dove veniva allargato il grano ancora nella spiga\u201d. <\/p>\n<p>\u201cIl grano veniva battuto da un rullo con listelli inchiodati tirato da bestie, che oltre a schiacciare, batteva sullo stelo del grano, per farlo uscire dalla spiga. Ad ogni giro di rullo la paglia veniva rigirata con un forcone di legno per non rischiare di bucare il fondo. Quando la battitura era finita si toglieva la paglia grossa, che serviva poi per il letto delle bestie nella stalla e si proseguiva la pulitura del grano dall\u2019involucro e da tutte le impurit\u00e0 con un ventilatore che veniva girato a mano dall\u2019uomo. Dopo tutte queste operazioni il grano veniva messo in sacchi di iuta e in cassettoni dove veniva scrupolosamente custodito fino alla macina e al consumo per le bestie\u201d. <\/p>\n<p>Dopo questa modalit\u00e0 di trebbiatura del grano, per\u00f2, sono arrivate le prime trebbie azionate da trattori e la battitura viene effettuata direttamente in campo dalle macchine che tagliano e dividono il grano dalla paglia. Oggi quindi le macchine hanno sostituito gli animali ed hanno facilitato il lavoro dell\u2019uomo, ma a Sassello dei 2-3 mila quintali di grano che si producevano un tempo, oggi se ne produce 3-4 cento in meno, perch\u00e8 alcune parti dei campi sono state abbandonate. Sul territorio, infatti, le aziende che si occupano di questa produzione si sono ridotte notevolmente anche perch\u00e9  grano e granturco rappresentano il cibo ideale per i cinghiali. A Sassello cos\u00ec come in altri paesi montani della provincia savonese, le imprese agricole devono fare i conti con i danneggiamenti provocati da questi animali selvatici che per cibarsi rendono i terreni coltivati impraticabili, costringendo molti agricoltori ad abbandonare le coltivazioni. <\/p>\n<p>\u201cNell\u2019entroterra gli ungulati hanno letteralmente messo in ginocchio l\u2019agricoltura \u2013 dichiara Aldo Alberto, presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori \u2013 Pi\u00f9 volte la nostra organizzazione ha sostenuto come le aree montane liguri stessero radicalmente cambiando: molte coltivazioni non vengono pi\u00f9 praticate, i prati non si riescono pi\u00f9 a sfalciare tanto sono degradati e scavati. \u00c8 evidente che il numero dei cinghiali \u00e8 troppo alto per il nostro territorio. La Confederazione Italiana Agricoltori di Savona ritiene che per rispondere alle giuste proteste degli addetti del settore sia indispensabile un nuovo sistema di controllo che contempli l\u2019individuazione di aree non vocate al cinghiale, consentire pi\u00f9 liberamente la caccia al singolo in difesa dei fondi agricoli, confermare battute straordinarie purch\u00e9 efficaci, metodi alternativi come gabbie e recinti di cattura, utilizzo anche della polizia provinciale. Bisogna avere la capacit\u00e0 di rompere gli schemi con proposte innovative per dare quelle risposte che tutti i cittadini ed il nostro entroterra attendono\u201d. <\/p>\n<p>Durante la tre giorni, le dimostrazioni di trebbiatura verranno effettuate per far riscoprire il giusto valore che una volta veniva dato al lavoro nei campi e di come i cambiamenti apportati nel mondo del lavoro agricolo possano rappresentare nuove risorse economiche. Se da una parte il bestiame veniva utilizzato prevalentemente per il lavoro nei campi, oggi, gli stessi animali possono essere allevati ad uso alimentare o per il tempo libero. Alcune aziende del sassellese che si occupano di allevamento per la produzione di carne, infatti, svolgono anche attivit\u00e0 didattiche e di intrattenimento, come ad esempio per le escursioni a cavallo.<\/p>\n<p>Durante \u201cSassello in piazza\u201d, quindi, non mancheranno le opportunit\u00e0 di conoscere e assaporare gustose grigliate di carne allevate dai produttori locali accostate alla birra brassata con grano di Sassello, cos\u00ec come gli altri prodotti locali che hanno contraddistinto il nome di Sassello. All\u2019evento saranno coinvolte tutte le aziende locali per far conoscere ai cittadini dei comuni vicini e ai turisti quanto di buono la terra di Sassello possa offrire e ad allietare la permanenza dei visitatori saranno le numerose iniziative correlate: giochi e animazione per i pi\u00f9 piccini, battesimo della sella, mostra-mercato dei prodotti locali e mostre fotografiche allestite nel centro storico. A fare da cornice alla manifestazione saranno concerti e le serate danzanti curate da rinomate orchestre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sassello. Prodotti e tradizioni protagonisti a Sassello. Dal 20 al 22 luglio, tutto il paese sar\u00e0 coinvolto dalla grande festa all\u2019aperto denominata \u201cSassello in piazza \u2013 Amaretto amore mio\u201d, per celebrare le eccellenze locali che hanno fatto conoscere il paese ligure situato al confine con il Piemonte in tutto il panorama nazionale ed internazionale. 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