{"id":220990,"date":"2012-07-12T18:28:12","date_gmt":"2012-07-12T16:28:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=220990"},"modified":"2012-07-13T09:56:46","modified_gmt":"2012-07-13T07:56:46","slug":"omicidio-rosa-vivalda-scarcerati-i-due-albanesi-non-sono-loro-gli-assassini-dellanziana-di-albisola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/omicidio-rosa-vivalda-scarcerati-i-due-albanesi-non-sono-loro-gli-assassini-dellanziana-di-albisola\/","title":{"rendered":"Omicidio Rosa Vivalda, scarcerati i due albanesi: non sono loro gli assassini dell&#8217;anziana di Albisola"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albisola S.<\/strong> I risultati del Ris di Parma lo avevano gi\u00e0 chiaramente detto: non vi sono tracce di Viktor Markja n\u00e9 di Eugen Dervishi all\u2019interno dell\u2019appartamento di via De Rege, ad Albisola Superiore, dove, il 14 dicembre scorso, \u00e8 stata uccisa l\u201988enne Rosa Vivalda Bellino. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_55\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_55\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019analisi dei tabulati telefonici e delle celle impegnate dai loro telefonini li avrebbe potuti incastrare, s\u00ec, avendoli localizzati nelle vicinanze della casa del delitto proprio nell\u2019orario del furto degenerato in assassinio, ma questo non \u00e8 stato sufficiente a provare che siano stati i due albanesi ad entrare in quella casa e ad uccidere la vecchina. Anzi: sembra proprio che i due fossero in zona, ma impegnati in un altro furto ai danni di un\u2019altra abitazione. <\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 questo: indizi che via via si fanno sempre meno convincenti, una presenza dei ladri nei dintorni della casa di Rosa che appare sempre pi\u00f9 come una semplice coincidenza, e una mancanza di riscontri che ha portato il gip a decidere per la scarcerazione di coloro che, per tutti questi mesi, sono stati considerati gli assassini dell\u201988enne albisolese.<\/p>\n<p>Libert\u00e0, dunque, per Markja e Dervishi, 21 anni il primo e 25 il secondo, ritenuti da mesi gli unici responsabili della morte dell\u2019anziana. Il rapporto del Ris, arrivato a fine aprile, parlava per\u00f2 gi\u00e0 chiaro: non c\u2019\u00e8 alcun riscontro obiettivo che colleghi i due albanesi all\u2019appartamento dell\u2019omicidio. Infatti, sul piede di porco e sugli abiti sequestrati ai due albanesi non sono state trovate tracce biologiche relative alla vittima. Stesso copione per gli oggetti analizzati in casa della donna, sui quali non vi sono tracce del passaggio dei due stranieri. Al contrario, restano cinque impronte digitali non identificate, e non presenti nella banca dati delle forze dell\u2019ordine. E che, a questo punto, potrebbero essere quelle dei veri assassini.<\/p>\n<p>Una telefonata concitata, e che risaliva ad una ventina di minuti dopo il delitto, la loro presenza vicino alla casa della pensionata, il ritrovamento di arnesi da scasso nelle loro abitazioni, avevano da subito concentrato l\u2019attenzione degli inquirenti sui due albanesi, peraltro non nuovi ad imprese simili, anche se mai sfociate in delitti (Markja e Dervishi, avrebbero anche fatto parte di una banda specializzata in reati contro il patrimonio sgominata recentemente dalla Squadra Mobile di Alessandria). A quanto pare, per\u00f2, i malviventi erano impegnati in un colpo in una casa vicina mentre Rosa Vivalda Bellino veniva aggredita e ammazzata senza piet\u00e0. Di qui la richiesta di scarcerazione inviata dal pm al gip e la tanto sospirata libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albisola S. I risultati del Ris di Parma lo avevano gi\u00e0 chiaramente detto: non vi sono tracce di Viktor Markja n\u00e9 di Eugen Dervishi all\u2019interno dell\u2019appartamento di via De Rege, ad Albisola Superiore, dove, il 14 dicembre scorso, \u00e8 stata uccisa l\u201988enne Rosa Vivalda Bellino. 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