{"id":220881,"date":"2012-07-11T10:32:20","date_gmt":"2012-07-11T08:32:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=220881"},"modified":"2012-07-11T17:27:14","modified_gmt":"2012-07-11T15:27:14","slug":"calcio-amarcord-trentanni-fa-litalia-campione-del-mondo-a-madrid-indimenticabili-lesultanza-di-tardelli-in-campo-e-pertini-in-tribuna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/calcio-amarcord-trentanni-fa-litalia-campione-del-mondo-a-madrid-indimenticabili-lesultanza-di-tardelli-in-campo-e-pertini-in-tribuna\/","title":{"rendered":"Trent&#8217;anni fa l&#8217;Italia campione del mondo a Madrid: indimenticabili l&#8217;esultanza di Tardelli e Pertini in tribuna"},"content":{"rendered":"<p>\u201cCampioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo\u201d. Tante possono essere le emozioni legate ad una vittoria, ma senza dubbio, quel triplice urlo, pronunciato dal compianto Nando Martellini al termine della telecronaca della finale del \u201cmundial\u201d del 1982, legato alle relative immagini di esultanza scatenatesi al Santiago Bernabeu, ma anche nelle piazze di tutte le citt\u00e0 della nostra penisola, \u00e8 entrato a far parte della nostra storia sportiva, grazie a Paolo Rossi e compagni, che \u2013 allenati dal mitico Enzo Bearzot \u2013 proprio l\u201911 luglio di trent\u2019anni fa si sono aggiudicati per la terza volta la Coppa del mondo, superando per 3-1 (more solito per i tedeschi) la Germania.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_147\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_147\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per molti di noi che ora cavalchiamo gli anni \u201canta\u201d quella di Madrid rappresenta la partita della vita. I ricordi dei festeggiamenti \u2013 durati una notte intera \u2013 saranno forse falsati dalla nostalgia della giovent\u00f9, ma il rivedere foto ed immagini dell\u2019incontenibile e sfrenata gioia di Marco Tardelli, dopo la seconda rete messa a segno, riporta in superficie gli stessi brividi e le identiche emozioni di allora.<\/p>\n<p>\u201cCari italiani, pensavamo foste romantici, ma siete spietati!\u201d Cos\u00ec, la Bild, celebre testata giornalistica teutonica, scriveva all\u2019indomani dell\u2019ennesima sconfitta loro inflitta dagli azzurri.<\/p>\n<p>Celeberrima resta l\u2019immagine della partita a scopa fra il Presidente della Repubblica, l\u2019amatissimo Sandro Pertini, in coppia con Franco Causio, contro il duo formato dal mister Enzo Bearzot ed dal capitano Dino Zoff, durante il viaggio di ritorno, a bordo dell\u2019aereo che riportava in patria i neo campioni del mondo. Italia che rientrava, pronta a ricevere l\u2019abbraccio di milioni di sportivi, dopo che era partita per la penisola iberica tra scetticismo, feroci critiche e sberleffi della stampa italiana, il tutto ampliato dallo scandalo del calcio scommesse (gi\u00e0 allora si era all\u2019avanguardia\u2026).<\/p>\n<p>L\u2019inizio del torneo non fu molto incoraggiante, tanto che si riusc\u00ec a passare il turno eliminatorio con tre miseri pareggi ottenuti contro Polonia, Per\u00f9 e Camerun, che ci consentirono a fatica di far parte del successivo girone denominato \u201cdella morte\u201d per via dei partecipanti: l\u2019Argentina (campione del mondo uscente) ed il Brasile di Cerezo, Zico, Socrates e Falcao.<\/p>\n<p>Ma a tal punto, l\u2019Italia si trasform\u00f2 di colpo, \u201cmatando\u201d dapprima i gaucho di Maradona per 2-1 (Tardelli e Cabrini i marcatori), con una vittoria esaltante, che diede il la alla vera finale di quel mondiale e cio\u00e8 alla disputa del 5 luglio allo stadio \u201cSarri\u00e0\u201d di Barcellona contro i favoritissimi brasiliani, che mai in un mondiale avevano schierato una formazione cos\u00ec forte e ricca di individualit\u00e0. Fu una partita straordinaria e ricca di colpi di scena, sicuramente fu il Paolo Rossi day, che con una tripletta memorabile diede il successo agli azzurri, insieme alla consapevolezza di essere pronti a vincere le ultime due partite che li separavano dal trionfo.<\/p>\n<p>La semifinale contro la Polonia fu poco pi\u00f9 che una formalit\u00e0. Ancora Pablito Rossi con una doppietta stese la formazione tra le cui fila brillava Zib\u00ec Boniek.<\/p>\n<p>Arriva domenica 11 luglio 1982 e tutta l\u2019Italia \u00e8 davanti al televisore. Zoff, Gentile, Cabrini, Bergomi, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali (al posto dello squalificato Antognoni), Graziani (sostituito da Altobelli dopo pochi minuti) sono pronti alla battaglia decisiva contro la Germania Ovest (all\u2019epoca c\u2019era ancora il muro di Berlino\u2026).\u00a0 Sugli spalti un tifoso d\u2019eccezione, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.<\/p>\n<p>Fu una finale dominata in lungo ed in largo dagli azzurri, che si permisero il lusso di fallire un calcio di rigore con Cabrini, prima di segnare le reti del successo con Pablito Rossi, Tardelli ed Altobelli (inutile fu la segnatura del tedesco Breitner). Le immagini di Sandro Pertini, con la sua pipa ed il suo fare sanguigno da ligure doc, festante in tribuna come un tifoso qualunque nonostante gli allora 86 anni, con vicino il Re di Spagna, Juan Carlos, fecero il giro del mondo. E poi la coppa alzata al cielo dal capitano Dino Zoff fu l\u2019apoteosi di un successo festeggiato nelle strade di un\u2019Italia letteralmente impazzita di gioia.<\/p>\n<p>Rispetto ai giorni d\u2019oggi, probabilmente emozioni e coinvolgimento del pubblico furono maggiori, magari perch\u00e9 i calciatori non erano ancora i divi inavvicinabili di oggi\u2026 Ecco perch\u00e9 forse dei quattro titoli mondiali vinti, quello di Espana \u201982 resta il pi\u00f9 bello di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Claudio Nucci<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCampioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo\u201d. 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