{"id":220432,"date":"2012-07-04T16:02:50","date_gmt":"2012-07-04T14:02:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=220432"},"modified":"2012-07-05T09:03:07","modified_gmt":"2012-07-05T07:03:07","slug":"falsi-permessi-soggiorno-con-contratti-daffitto-e-documenti-taroccati-condannato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/07\/falsi-permessi-soggiorno-con-contratti-daffitto-e-documenti-taroccati-condannato\/","title":{"rendered":"Falsi permessi di soggiorno con contratti d&#8217;affitto e documenti taroccati: condannato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Permessi di soggiorno falsi destinati ad immigrati albanesi con relative pratiche, altrettanto fasulle, di ricongiungimenti familiari e contratti d\u2019affitto taroccati. Un giro imponente che risale ormai a tredici anni fa e che oggi vede la condanna di Artur Lika, 37 anni. L\u2019uomo ha patteggiato stamani in tribunale un anno e dieci mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. Per Maksuma Advicevic, invece, 58enne di nazionalit\u00e0 bosniaca, il processo \u00e8 stato rimandato a febbraio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_770\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_770\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Secondo l\u2019accusa Artur Lika e Advicevic avrebbero collaborato con Can Lika (il fratello del primo), ritenuto il dominus del giro di falsi permessi (era il titolare dell\u2019ominima agenzia di affari con sedi a Savona, Calizzano e Albenga) e che in sede di udienza preliminare aveva chiuso la sua vicenda giudiziaria patteggiando una pena di due anni e sei mesi di reclusione insieme a un connazionale, Artur Domi.<\/p>\n<p>All\u2019inizio le persone indagate erano 81 e le accuse variavano dall\u2019associazione per delinquere (a carico dei cinque componenti dell\u2019organizzazione che aveva ordito il piano dei permessi facili) alla truffa aggravata, al falso ed alle violazioni specifiche della legge sull\u2019immigrazione. Secordo quanto ricostruito dagli investigatori nel corso delle indagini, la mente dell\u2019associazione sarebbe stata appunto Can Lika, titolare dell\u2019omonima agenzia d\u2019affari con sedi a Savona, Calizzano e Albenga che fino al 2004 avrebbe continuato a fornire permessi facili ai connazionali.<\/p>\n<p>Per la Procura tutto sarebbe ruotato attraverso il rilascio di contratti di affitto falsi, condizione necessaria per dare avvio alle pratiche presso l\u2019Ufficio stranieri della Questura. L\u2019organizzazione si sarebbe quindi procurata i dati di alcuni immobili del Savonese, compresi quelli dei proprietari. Documenti che sarebbero stati poi inseriti nei falsi contratti di locazione.<\/p>\n<p>Contratti \u201cfirmati\u201d (ma in realt\u00e0 la firma in calce era falsa) dai proprietari, i quali ignoravano quanto stava accadendo. In cambio, gli stranieri riconoscevano a Lika e \u201csoci\u201d un corrispettivo, solitamente di circa 2 mila euro a pratica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Permessi di soggiorno falsi destinati ad immigrati albanesi con relative pratiche, altrettanto fasulle, di ricongiungimenti familiari e contratti d\u2019affitto taroccati. Un giro imponente che risale ormai a tredici anni fa e che oggi vede la condanna di Artur Lika, 37 anni. 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