{"id":220196,"date":"2012-06-30T18:00:01","date_gmt":"2012-06-30T16:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=220196"},"modified":"2012-06-30T18:00:01","modified_gmt":"2012-06-30T16:00:01","slug":"boom-del-baratto-in-italia-piu-di-1-milione-di-scambi-lanno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/06\/boom-del-baratto-in-italia-piu-di-1-milione-di-scambi-lanno\/","title":{"rendered":"Boom del baratto in Italia: pi\u00f9 di 1 milione di scambi l&#8217;anno"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 boom del baratto in Italia. La crisi attanaglia sempre di pi\u00f9 le famiglie, costrette a scambiare merci e servizi per andare avanti. Si tratta di oltre un milione di persone all\u2019anno, dal nord al sud. A causa del crescente impoverimento si barattano ogni mese pi\u00f9 di 100 mila prodotti. Ma non solo. Per poter continuare ad esistere, oltre 2000 imprese di 160 settori diversi, offrono macchinari in cambio di manodopera. Un trend in forte crescita, trainato dalla rete e registrato dai maggiori siti di baratto online. Secondo gli esperti si va verso un\u2019economia di autoconsumo e di selezione delle priorit\u00e0 che non risparmia neanche il mondo del lusso.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_492\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_492\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cNegli ultimi mesi \u2013 dice Paolo Severi, responsabile del sito Zero relativo- c\u2019\u00e8 stato un forte incremento negli scambi, soprattutto per i prodotti di prima necessit\u00e0. Le persone offrono generi alimentari e vestiti per ricevere altri oggetti di uso quotidiano. Si scambiano di tutto, dalle susine del proprio albero ai porta cd\u201d. Gli iscritti alla piattaforma sono 30 mila, gli accessi al mese 200 mila. \u201cLa fascia d\u2019et\u00e0 \u2013 spiega Severi \u2013 va dai 30 ai 50 anni e si estende a tutte le zone d\u2019Italia, con una concentrazione maggiore nelle grandi citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>La gamma dei prodotti in \u201cvetrina\u201d varia a 360 gradi. Dal fucile della seconda guerra mondiale del nonno alle mele del proprio orto, dall\u2019auto alla fede nuziale. Se non si riesce a pagare le due ore della babysitter si offrono in cambio due ore gratuite di lezioni di piano; se regalare alla fidanzata una bella borsa \u00e8 diventato un lusso che non ci si pu\u00f2 permettere, si scambiano gli occhiali da sole.<\/p>\n<p>Negli ultimi sei mesi si \u00e8 registrato un record di scambi sui nuovi \u201cmercati\u201d. \u201cStiamo andando verso un\u2019economia di autoconsumo \u2013 spiega l\u2019economista Mario Seminerio -. Le aziende sono nei guai e i consumi privati crollano\u201d. Si riducono i pezzi venduti \u201ce le aziende sono costrette a licenziare\u201d. Una crisi di vendite certificata dallo stesso Istat: il crollo della fiducia dei consumatori italiani \u00e8 al livello pi\u00f9 basso dal 1996. E le vendite al dettaglio segnalano un calo senza precedenti: -6,8%. \u201cL\u2019unico risparmio possibile oggi \u2013 conclude Seminerio \u2013 \u00e8 quello precauzionale. L\u2019alternativa \u00e8 lo scambio\u201d.<\/p>\n<p>Le persone che barattano in rete sono per l\u201980% donne e per la maggioranza giovani. \u201cOggi \u2013 afferma Luisa Leonini, docente di sociologia dei consumi dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Milano \u2013 le famiglie devono selezionare delle priorit\u00e0 che non riguardano solo gli oggetti. Esiste inoltre la cosiddetta \u2018banca del tempo\u2019 dove si scambiano, al posto degli oggetti, le proprie competenze\u201d.<\/p>\n<p>Da inizio anno sono state quasi 600 mila le merci offerte. Il \u201cbarter\u201d, chi baratta sul web, ha a disposizione una molteplicit\u00e0 di siti dedicati allo \u201cswapping\u201d, cio\u00e8 allo scambio. Oltre quelli dedicati alle famiglie crescono sempre pi\u00f9 portali specifici per le imprese, in particolare quelle medio-piccole. Ricorrere al baratto sembra diventare sempre pi\u00f9 una necessit\u00e0: si offrono merci in cambio di servizi e manodopera.<\/p>\n<p>Il primo network italiano che mette in contatto le aziende \u00e8 la BexB, societ\u00e0 bresciana che ha all\u2019attivo decine di migliaia di operazioni, circa 25 al giorno. Il circuito si compone di oltre 2.500 piccole imprese che copre circa 160 settori merceologici. BexB ha una quota associativa che varia in base alla classe di fatturato dell\u2019azienda, da 500 a 4mila euro; le provvigioni trattenute vanno dal 2% al 50%.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 anche chi si \u00e8 inventato una nuova moneta. Nel sito Weexchange si baratta con gli Weuro, cio\u00e8 dei crediti. Se si vendono sedie che sul mercato costano 20 euro, nel network saranno a disposizione per un controvalore di 20 Weuro. Se si hanno debiti di 40 Weuro ad esempio, si dovranno mettere a disposizione oggetti per lo stesso controvalore in moneta. Per entrare in questo circuito \u00e8 necessario avere una partita iva e pagare una quota associativa annuale e una commissione per ogni transazione.<\/p>\n<p>\u201cI consumi stanno cambiando \u2013 dice Vincenzo Russo, docente di psicologia dei consumi dello Iulm di Milano \u2013 pi\u00f9 di quanto il marketing se ne renda conto\u201d. I concetti che secondo il professore stanno dietro al ritorno del baratto sono due: un\u2019edonismo maturo della persona e la garanzia di un contatto diretto tra chi scambia. \u201cLa crisi \u2013 spiega Russo \u2013 ha portato la gente a fare scelte attente all\u2019interno di una comunit\u00e0 virtuale rassicurante, bypassando la filiera delle imprese verso cui \u00e8 calata la fiducia\u201d.<\/p>\n<p>Le transazioni fatte in rete non riguardano soltanto lo scambio di merci ma anche il tempo che si pu\u00f2 dedicare in forma di controvalore, in base alle proprie competenze. Si pagano ad esempio le lezioni di latino offrendo in cambio collaborazione domestica. Ma il web non \u00e8 l\u2019unico mezzo a trascinare il fenomeno del baratto. Nel novembre dell\u2019anno scorso \u00e8 stata istituzionalizzata in Italia la \u201cprima settimana del baratto\u201d dei bed&breakfast. Hanno aderito 300 strutture che hanno scambiato pernottamenti con la tinteggiatura di una stanza, di un servizio fotografico o di una cena preparata dai clienti stessi.<\/p>\n<p>L\u2019onda degli scambi potrebbe continuare a salire anche nel prossimo periodo, in base a quanto emerge da una recente ricerca elaborata da Intesa San Paolo e dal Centro Luigi Einaudi. Soltanto il 15,2% dei 1.053 capifamiglia intervistati afferma di non avere alcun impatto dalla crisi. Il 12,5%, ovvero un intervistato su otto, dichiara invece che il proprio reddito \u00e8 \u201cdel tutto insufficiente al mantenimento del tenore di vita\u201d.<\/p>\n<p>Un trend, quello degli scambi, che non risparmia nemmeno il settore della moda e le \u201cfashion victims\u201d. A sostituire lo shopping ci sono oggi gli \u201cSwap parties\u201d, eventi dove si scambiano vestiti, scarpe e borse griffate. L\u2019associazione Barattami di Milano ne ha organizzati due, uno ad ottobre e uno a febbraio. \u201cSono venute pi\u00f9 di cento persone \u2013 dice Francesca Morace, responsabile dell\u2019associazione \u2013 dalla ragazza di vent\u2019anni, alla signora di cinquanta. Ognuna ha portato con s\u00e9 dai tre ai cinque accessori, tutti di alto livello. Barattare \u00e8 un termine ormai di moda anche nel mondo pi\u00f9 fashion\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 boom del baratto in Italia. 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