{"id":219895,"date":"2012-06-26T17:30:03","date_gmt":"2012-06-26T15:30:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=219895"},"modified":"2012-06-27T10:25:26","modified_gmt":"2012-06-27T08:25:26","slug":"confisca-dei-beni-dei-fratelli-fotia-il-tribunale-si-riserva-di-decidere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/06\/confisca-dei-beni-dei-fratelli-fotia-il-tribunale-si-riserva-di-decidere\/","title":{"rendered":"Confisca dei beni dei fratelli Fotia, il tribunale si riserva di decidere"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Bisogner\u00e0 attendere ancora per sapere quale decisione prender\u00e0 il tribunale di Savona in merito alla richiesta di confisca dei beni dei fratelli Fotia avanzata dalla Direzione investigativa antimafia di Roma. Questa mattina infatti il Collegio dei giudici presieduto da Giovanni Zerilli si \u00e8 riunito in Camera di Consiglio per entrare nel merito della richiesta di applicazione della misura patrimoniale e, dopo aver ascoltato le argomentazioni delle parti, ha deciso di riservarsi. Il verdetto arriver\u00e0 nelle prossime ore, certamente non prima di domani.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_820\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_820\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sull\u2019udienza di oggi, celebrata rigorosamente a porte chiuse, gli avvocati Giovanni Ricco e Giancarlo Pittelli, i legali dei fratelli Fotia (Pietro, Donato e Francesco che stamattina erano presenti in aula), hanno commentato: \u201cA nostro avviso c\u2019\u00e8 stato un certo ridimensionamento della questione: abbiamo fatto alcune osservazioni e motivato la presenza di alcuni beni dei quali, nel fare i conteggi, non era stato tenuto conto. Per esempio c\u2019erano alcuni mutui, ma anche altre entrate dei familiari dei miei assistiti dei quali l\u2019accusa non aveva tenuto conto\u201d.<\/p>\n<p>I difensori dei fratelli Fotia, oltre a precisare la provenienza dei beni del gruppo, hanno anche voluto sottolineare che, a loro avviso la Direzione investigativa antimafia di Roma non avrebbe nemmeno avuto titolo per avanzare una richiesta simile al tribunale: \u201cMisure preventive di questo genere si richiedono solo nel caso in cui ci siano persone affiliate ad organizzazione mafiose o che abbiano alle spalle condanne e indagini per reati di stampo mafioso. A noi non sembra che in questa situazione sia presente n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro requisito\u201d aggiungono Ricco e Pittelli.<\/p>\n<p>Di diversa opinione, come \u00e8 facile immaginare, il pubblico ministero Ubaldo Pelosi che ha portato avanti l\u2019istanza della Dia. Il magistrato ha chiesto la confisca di una lunga serie di beni (che non \u00e8 stata per\u00f2 quantificata) che comprende immobili, appartamenti, auto e mezzi da lavoro. Secondo l\u2019accusa, anche tenendo conto dei mutui e di altre entrate giustificate oggi dai legali della difesa, ci sarebbe comunque una sproporzione nei conteggi. Due tesi opposte sulle quali ora dovr\u00e0 esprimersi il Collegio.<\/p>\n<p>I giudici, alla fine di febbraio, avevano gi\u00e0 respinto la richiesta di sequestro anticipato dei beni del Fotia Group tenendo conto dell\u2019assenza del \u201cconcreto pericolo\u201d che questi venissero \u201cdispersi, sottratti o alienati\u201d. Dopo aver negato la confisca preventiva dei beni il procedimento aperto in conseguenza della richiesta di misura patrimoniale della Dia \u00e8 andato avanti fino ad arrivare all\u2019udienza in camera di consiglio dell\u20198 giugno scorso quando il pubblico ministero Ubaldo Pelosi aveva chiesto qualche settimana di tempo per studiare le carte. Da l\u00ec il rinvio ad oggi.<\/p>\n<p>Il procedimento era stato paradossalmente accolto dall\u2019avvocato Giovanni Ricco e dal collega Giancarlo Pittelli: \u201cSiamo contenti che la Dia abbia posto in atto quella verifica che inutilmente qualche mese fa avevamo chiesto con un appello al prefetto di Savona e al pm della Procura distrettuale antimafia: cio\u00e8 stabilire una volta per tutte se i Fotia sono \u2018ndranghetisti e delinquenti e quindi devono stare in galera, oppure se sono persone per bene che lavorano tutti i giorni nei loro cantieri, e quindi devono essere lasciati in pace\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNella sua richiesta di quasi 250 pagine, la Dia rif\u00e0 la storia della famiglia ma non si basa, per chiedere la misura di prevenzione, sull\u2019accusa di essere affiliati alle cosche, quanto su presunte discrepanze tra i redditi dichiarati dai Fotia e i mezzi e gli immobili acquistati. Noi per\u00f2 abbiamo gi\u00e0 dimostrato per tutti i beni la provenienza dei fondi \u2013 mutui e proventi dell\u2019attivit\u00e0 \u2013 con cui sono stati acquistati. La stessa Finanza, da molti anni, monitora costantemente tutte le attivit\u00e0 del gruppo. I Fotia non hanno nulla da nascondere: ora grazie alla Dia potranno dimostrarlo\u201d aveva aggiunto Ricco.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Bisogner\u00e0 attendere ancora per sapere quale decisione prender\u00e0 il tribunale di Savona in merito alla richiesta di confisca dei beni dei fratelli Fotia avanzata dalla Direzione investigativa antimafia di Roma. 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