{"id":219796,"date":"2012-06-25T16:13:41","date_gmt":"2012-06-25T14:13:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=219796"},"modified":"2012-06-26T10:22:48","modified_gmt":"2012-06-26T08:22:48","slug":"finale-bengalese-aggredito-a-colpi-di-catena-nel-suo-negozio-connazionale-assolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/06\/finale-bengalese-aggredito-a-colpi-di-catena-nel-suo-negozio-connazionale-assolto\/","title":{"rendered":"Finale, bengalese aggredito a colpi di catena nel suo negozio: connazionale assolto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale L.<\/strong> Si \u00e8 chiuso con un&#8217;assoluzione (&#8220;per non aver commesso il fatto&#8221;) il processo a Rob Abdur, 31 anni, originario del Bangladesh, che doveva rispondere dell&#8217;accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti di un connazionale, Arif Mohammad, di 27. Il fatto contestato risaliva al luglio del 2010 quando all&#8217;interno di un &#8220;indian shop&#8221; in vico Massaferro a Finale, negozio di propriet\u00e0 della vittima, si consum\u00f2 una brutale aggressione a colpi di catena.<\/p>\n<p>Inizialmente a finire in manette furono in due, Aj Amin, 21 anni, e Ammed Rasel, di 28, che avevano gi\u00e0 scelto la via del patteggiamento (entrambi a tre anni e sei mesi di reclusione). L&#8217;arresto di Rob Abdur, identificato sulla base di alcune testimonianze, era arrivato in un secondo momento. L&#8217;imputato, che nel processo \u00e8 stato assistito dall&#8217;avvocato Alfonso Ferrara, aveva comunque sempre negato di aver preso parte a quella sorta di spedizione punitiva: &#8220;Quel giorno in negozio non c&#8217;ero. Il giorno prima c&#8217;era stata una colluttazione e avevo riportato lesioni a un gomito e a un ginocchio. Sono andato in ospedale a farmi medicare e nella caserma dei carabinieri per raccontare il fatto. Stavo male e in quelle condizioni non potevo partecipare a nessuna aggressione&#8221;. <\/p>\n<p>Versione opposta da quella fornita da Arif Mohammad che aveva sempre identificato in lui uno degli autori del terribile pestaggio che l&#8217;aveva costretto ad un ricovero in Rianimazione al Santa Corona. Era stao lo stesso Mohammad a fornire per\u00f2 una ricostruzione un p\u00f2 confusa di quanto successo: &#8220;Chi mi ha colpito aveva i capelli lunghi&#8221; aveva raccontato, ma alcuni testimoni avevano per\u00f2 assicurato che Rob Abdur (ora fuggito nel suo paese d&#8217;origine) in quel periodo aveva un taglio corto. Dettagli che, uniti ad altre contraddizioni nel racconto del negoziante bengalese, evidentemente, non hanno convinto i giudici dell&#8217;effettivo coinvolgimento dell&#8217;imputato per il quale invece il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione. <\/p>\n<p>Nell&#8217;udienza di oggi si \u00e8 anche registrato un colpo di scena: inizialmente infatti sembrava che gli arrestati e la vittima fossero fratelli, ma in aula questo aspetto non \u00e8 stato confermato. Al contrario sarebbe emerso che tra i quattro connazionali non c&#8217;\u00e8 alcun legame di parentela: Arif Mohammad, sentito come testimone, non ha infatti confermato questa circostanza. &#8220;Li ho chiamati &#8216;fratelli&#8217; perch\u00e9 nella nostra cultura siamo soliti chiamarci cos\u00ec, ma non siamo parenti&#8221; sarebbe la spiegazione fornita dalla vittima.<\/p>\n<p>Anche i motivi dell&#8217;aggressione non erano mai stati chiariti con certezza: secondo gli investigatori sarebbe scoppiata per motivi familiari legati, probabilmente, a questioni economiche e alla gestione del negozio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finale L. Si \u00e8 chiuso con un&#8217;assoluzione (&#8220;per non aver commesso il fatto&#8221;) il processo a Rob Abdur, 31 anni, originario del Bangladesh, che doveva rispondere dell&#8217;accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti di un connazionale, Arif Mohammad, di 27. 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