{"id":219796,"date":"2012-06-25T16:13:41","date_gmt":"2012-06-25T14:13:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=219796"},"modified":"2012-06-26T10:22:48","modified_gmt":"2012-06-26T08:22:48","slug":"finale-bengalese-aggredito-a-colpi-di-catena-nel-suo-negozio-connazionale-assolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/06\/finale-bengalese-aggredito-a-colpi-di-catena-nel-suo-negozio-connazionale-assolto\/","title":{"rendered":"Finale, bengalese aggredito a colpi di catena nel suo negozio: connazionale assolto"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale L.<\/strong> Si \u00e8 chiuso con un\u2019assoluzione (\u201cper non aver commesso il fatto\u201d) il processo a Rob Abdur, 31 anni, originario del Bangladesh, che doveva rispondere dell\u2019accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti di un connazionale, Arif Mohammad, di 27. Il fatto contestato risaliva al luglio del 2010 quando all\u2019interno di un \u201cindian shop\u201d in vico Massaferro a Finale, negozio di propriet\u00e0 della vittima, si consum\u00f2 una brutale aggressione a colpi di catena.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_754\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_754\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Inizialmente a finire in manette furono in due, Aj Amin, 21 anni, e Ammed Rasel, di 28, che avevano gi\u00e0 scelto la via del patteggiamento (entrambi a tre anni e sei mesi di reclusione). L\u2019arresto di Rob Abdur, identificato sulla base di alcune testimonianze, era arrivato in un secondo momento. L\u2019imputato, che nel processo \u00e8 stato assistito dall\u2019avvocato Alfonso Ferrara, aveva comunque sempre negato di aver preso parte a quella sorta di spedizione punitiva: \u201cQuel giorno in negozio non c\u2019ero. Il giorno prima c\u2019era stata una colluttazione e avevo riportato lesioni a un gomito e a un ginocchio. Sono andato in ospedale a farmi medicare e nella caserma dei carabinieri per raccontare il fatto. Stavo male e in quelle condizioni non potevo partecipare a nessuna aggressione\u201d. <\/p>\n<p>Versione opposta da quella fornita da Arif Mohammad che aveva sempre identificato in lui uno degli autori del terribile pestaggio che l\u2019aveva costretto ad un ricovero in Rianimazione al Santa Corona. Era stao lo stesso Mohammad a fornire per\u00f2 una ricostruzione un p\u00f2 confusa di quanto successo: \u201cChi mi ha colpito aveva i capelli lunghi\u201d aveva raccontato, ma alcuni testimoni avevano per\u00f2 assicurato che Rob Abdur (ora fuggito nel suo paese d\u2019origine) in quel periodo aveva un taglio corto. Dettagli che, uniti ad altre contraddizioni nel racconto del negoziante bengalese, evidentemente, non hanno convinto i giudici dell\u2019effettivo coinvolgimento dell\u2019imputato per il quale invece il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sette anni e sei mesi di reclusione. <\/p>\n<p>Nell\u2019udienza di oggi si \u00e8 anche registrato un colpo di scena: inizialmente infatti sembrava che gli arrestati e la vittima fossero fratelli, ma in aula questo aspetto non \u00e8 stato confermato. Al contrario sarebbe emerso che tra i quattro connazionali non c\u2019\u00e8 alcun legame di parentela: Arif Mohammad, sentito come testimone, non ha infatti confermato questa circostanza. \u201cLi ho chiamati \u2018fratelli\u2019 perch\u00e9 nella nostra cultura siamo soliti chiamarci cos\u00ec, ma non siamo parenti\u201d sarebbe la spiegazione fornita dalla vittima.<\/p>\n<p>Anche i motivi dell\u2019aggressione non erano mai stati chiariti con certezza: secondo gli investigatori sarebbe scoppiata per motivi familiari legati, probabilmente, a questioni economiche e alla gestione del negozio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finale L. Si \u00e8 chiuso con un\u2019assoluzione (\u201cper non aver commesso il fatto\u201d) il processo a Rob Abdur, 31 anni, originario del Bangladesh, che doveva rispondere dell\u2019accusa di tentato omicidio aggravato nei confronti di un connazionale, Arif Mohammad, di 27. 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