{"id":219143,"date":"2012-06-14T18:35:25","date_gmt":"2012-06-14T16:35:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=219143"},"modified":"2012-06-14T18:57:14","modified_gmt":"2012-06-14T16:57:14","slug":"fieui-di-caruggi-lettera-aperta-albenga-citta-delle-torri-e-della-fionda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/06\/fieui-di-caruggi-lettera-aperta-albenga-citta-delle-torri-e-della-fionda\/","title":{"rendered":"Fieui di caruggi, lettera aperta; &#8220;Albenga, citt\u00e0 delle torri e della fionda&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>La fionda dei Fieui di caruggi negli ultimi anni \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 il simbolo della lotta ai soprusi, alle violenze, alle speculazioni, sino a ricevere il riconoscimento ufficiale del Presidente della Repubblica. Le torri sono lo storico simbolo di Albenga, eredit\u00e0 importante dei nostri avi, le torri medioevali, in pietra nera di Pogli e mattoni rossi che si infiammano ai raggi del sole che tramonta. Purtroppo sovente umiliate dall\u2019incuria dei nostri tempi, come la splendida torre D\u2019Aste Rolandi, violentata da un\u2019orribile antenna telefonica. Ma svettanti o mozzate, fatiscenti o ben restaurate, sono queste da sempre le uniche torri per gli Albenganesi! <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_336\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_336\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Perci\u00f2 non cerchiamo di nobilitare con un nome storico e suggestivo ci\u00f2 che non lo \u00e8 affatto: le torri sono torri, i grattacieli sono grattacieli! Nel 2007, grazie soprattutto all\u2019 amore per Albenga di Antonio Ricci (cui saremo eternamente grati per questo) fu sventato un devastante intervento edilizio che avrebbe compromesso per sempre il nostro centro storico. Visti gli sviluppi della situazione, oggi avremmo degli scheletri incompiuti, minacciosamente incombenti sul cuore ingauno con danni facilmente intuibili per l\u2019immagine e l\u2019economia cittadine. Pericolo scampato? Non ne siamo sicuri. Anche per questo vogliamo dire a voce alta: basta alla cementificazione del nostro territorio e del nostro mare! Negli ultimi decenni Albenga \u00e8 diventata \u201cgrossa\u201d, non \u201cgrande\u201d: quantit\u00e0 non \u00e8 sinonimo di qualit\u00e0. E tutti siamo colpevoli per la passiva rassegnazione, per la scarsa attenzione alla qualit\u00e0 della vita nostra e, ancora pi\u00f9 grave, dei nostri figli e nipoti. Non si tratta di essere a priori contro l\u2019edilizia (aspetto importante dell\u2019 economia), ma di potere almeno dire, alla maniera di Villaggio-Fantozzi, che lo sviluppo edilizio nella nostra citt\u00e0 \u00e8 stato nel tempo \u201cuna cagata pazzesca\u201d. <\/p>\n<p> Meravigliose, storiche dimore nel viale Martiri della Libert\u00e0 abbattute per lasciare posto ad anonimi, ma ben pi\u00f9 redditizi condom\u00ecni, le sponde del Centa cementificate a pochi metri dall\u2019alveo, strade tracciate con andamenti enigmatici o fin troppo comprensibili. La citt\u00e0 vecchia soffocata a pochi metri dalle mura da una cinta impressionante di palazzoni e celata agli occhi dei visitatori da una vergognosa cortina di cemento. E, dall\u2019altra parte, la mancanza di piste ciclabili, di percorsi pedonali, di sentieri, l\u2019assenza di un vero parco per i bambini e gli anziani, di un giardino pubblico, la trascuratezza del lungofiume. Non abbiamo una sala congressi, rischiamo di non avere pi\u00f9 un cinema, un teatro, un ospedale veramente pubblico; l\u2019area alla foce del Centa, che potrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0 unica, \u00e8 ridotta ad un immondezzaio; il centro storico \u2013 una perla se fosse in Toscana o in Francia \u2013 \u00e8 trascurato (cavi sospesi ovunque, quadri elettrici penzolanti sulle antiche facciate, numeri civici in plastica, arredo urbano discutibile, angoli suggestivi ridotti a posteggio o trasformati in orinatoi). Mancano quasi totalmente spiagge pubbliche attrezzate e adeguate strutture alberghiero-ricettive. Siamo riusciti a realizzare una nuova passeggiata a mare importando le palme pi\u00f9 malandate di tutto il bacino del Mediterraneo! Non si tratta del colore delle Amministrazioni succedutesi: in ogni caso abbiamo visto soprattutto cemento! Per questo facciamo nostra la proposta di Antonio Ricci: su ogni edificio siano poste le foto e i nomi di chi lo ha progettato, costruito e, soprattutto, approvato. A futura memoria e, sovente, a futura vergogna.<\/p>\n<p>E fra poco un altro impatto ambientale devastante far\u00e0 scempio del panorama cittadino: un\u2019 altra gigantesca colata di cemento a pochi metri dal mare con un effetto fortemente negativo: sia essa in orizzontale o in verticale. Con il rischio assai forte che apra la strada ad altre operazioni analoghe. E lo stesso ciclone cementificatorio assalir\u00e0 molte parti della nostra piana, sacrificata ai cosiddetti oneri di urbanizzazione. Non possiamo continuare a vendere in questo modo nostra madre al primo venuto per pagare i debiti: \u00e8 immorale. Si cerchino altre vie. Esistono anche, molti comuni lo insegnano, uno sviluppo ecosostenibile ed una edilizia di conservazione e recupero dell\u2019esistente.  La cementificazione selvaggia degli anni \u201850\/60 non \u00e8 servita da lezione: forse \u00e8 ora di cambiare strada. Riconoscere gli errori e porvi rimedio \u00e8 segno di forza non di debolezza.  Oggi Albenga fatica a dare risposte a ci\u00f2 che chiede il turista moderno. Ambiente, cultura, storia, clima,  accoglienza, gastronomia, cura del particolare, mare pulito, una cittadina a misura d\u2019uomo erano a nostra portata. La nostra terra avrebbe potuto essere un\u2019oasi fortunata, con un po\u2019 di lungimiranza.  Non servono grandi cantieri, opere colossali, mega appalti, ma una manutenzione continua, attenta, scrupolosa; necessitano legalit\u00e0, sicurezza, solidariet\u00e0. Serve il recupero di tanti edifici esistenti, fatiscenti, un piano del colore. Servono musei, locali, negozi, cinema,  teatri, ritrovi per giovani  pieni, non case vuote. C\u2019\u00e8 bisogno di entusiasmi e speranze nuove, non di supina rassegnazione. E soprattutto c\u2019\u00e8 bisogno di attenzione vera per il tanto sbandierato bene comune e del rispetto della volont\u00e0  popolare:vedi il caso dell\u2019acqua pubblica e dell\u2019 Ospedale.<\/p>\n<p>Questa lettera aperta \u00e8 indirizzata a tutti coloro che amano davvero Albenga, non \u00e8 contro qualcuno, non vuole suscitare polemiche, ma provocare riflessioni e decisioni coraggiose. E\u2019 una richiesta forte di impegno vero e di mantenimento delle promesse, un gesto d\u2019amore verso la citt\u00e0 che ci ha visto nascere e crescere e dove speriamo di restare per sempre, un atto di gratitudine verso una madre generosa che, purtroppo,  non sempre ha ricevuto in cambio dai figli lo stesso affetto e le stesse cure che ha donato. E\u2019 anche, per\u00f2, una presa di posizione che i cittadini, in numero sempre crescente, ci chiedono da tempo con insistenza. Su certi temi non si pu\u00f2 continuare a tacere, poich\u00e8 alla fine il silenzio rischia di confondersi con la complicit\u00e0. E i Fieui di caruggi non vogliono essere complici di nessuno.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fionda dei Fieui di caruggi negli ultimi anni \u00e8 diventata sempre pi\u00f9 il simbolo della lotta ai soprusi, alle violenze, alle speculazioni, sino a ricevere il riconoscimento ufficiale del Presidente della Repubblica. 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