{"id":218582,"date":"2012-06-06T15:18:04","date_gmt":"2012-06-06T13:18:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=218582"},"modified":"2012-06-06T15:18:04","modified_gmt":"2012-06-06T13:18:04","slug":"giro-di-permessi-di-soggiorno-falsi-reati-prescritti-e-a-giudizio-restano-solo-due-imputati-erano-71","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/06\/giro-di-permessi-di-soggiorno-falsi-reati-prescritti-e-a-giudizio-restano-solo-due-imputati-erano-71\/","title":{"rendered":"Giro di permessi di soggiorno falsi, reati prescritti e a giudizio restano solo due imputati: erano 71"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Si \u00e8 ridotto a due il numero degli imputati del processo per una vicenda del 2004 e che riguarda un giro di permessi di soggiorno, rinnovi di permessi e ricongiungimenti familiari che venivano chiesti per immigrati extracomunitari (la maggior parte dei quali albanesi), allegando alle domande contratti di affitto falsi. Le persone finite a giudizio erano ben settantuno, ma tra prescrizioni, patteggiamenti e giudizi abbreviati adesso ne restano soltanto due: Artur Lika, 37 anni, e una bosniaca, Maksuma Advicevic, di 58.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_541\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_541\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Questa mattina infatti le posizioni degli ultimi imputati rimasti (quelli che dovevano rispondere dei reati meno gravi) sono state tutte stralciate. Secondo l\u2019accusa Lika e Advicevic avrebbero collaborato con Can Lika (il fratello del primo), ritenuto il dominus del giro di falsi permessi (era il titolare dell\u2019ominima agenzia di affari con sedi a Savona, Calizzano e Albenga) e che in sede di udienza preliminare aveva chiuso la sua vicenda giudiziaria patteggiando una pena di due anni e sei mesi di reclusione insieme a un connazionale, Artur Domi.<\/p>\n<p>All\u2019inizio le persone indagate erano 81 e le accuse variavano dall\u2019associazione per delinquere (a carico dei cinque componenti dell\u2019organizzazione che aveva ordito il piano dei permessi facili) alla truffa aggravata, al falso ed alle violazioni specifiche della legge sull\u2019immigrazione. Secordo quanto ricostruito dagli investigatori nel corso delle indagini, la mente dell\u2019associazione sarebbe stata appunto Can Lika, titolare dell\u2019omonima agenzia d\u2019affari con sedi a Savona, Calizzano e Albenga che fino al 2004 avrebbe continuato a fornire permessi facili ai connazionali.<\/p>\n<p>Per la Procura tutto sarebbe ruotato attraverso il rilascio di contratti di affitto falsi, condizione necessaria per dare avvio alle pratiche presso l\u2019Ufficio stranieri della Questura. L\u2019organizzazione si sarebbe quindi procurata i dati di alcuni immobili del Savonese, compresi quelli dei proprietari. Documenti che sarebbero stati poi inseriti nei falsi contratti di locazione.<\/p>\n<p>Contratti \u201cregolarmente\u201d firmati (ma in realt\u00e0 la firma in calce era falsa) dai proprietari, i quali ignoravano quanto stava accadendo. In cambio, gli stranieri riconoscevano a Lika e \u201csoci\u201d un corrispettivo, solitamente di circa 2 mila euro a pratica. Il processo riprender\u00e0 il prossimo 4 luglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. Si \u00e8 ridotto a due il numero degli imputati del processo per una vicenda del 2004 e che riguarda un giro di permessi di soggiorno, rinnovi di permessi e ricongiungimenti familiari che venivano chiesti per immigrati extracomunitari (la maggior parte dei quali albanesi), allegando alle domande contratti di affitto falsi. 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