{"id":21855,"date":"2008-03-01T15:13:14","date_gmt":"2008-03-01T14:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/03\/01\/cairo-omicidio-siri-arrestato-un-italiano-e-due-albanesi\/"},"modified":"2008-03-03T08:23:36","modified_gmt":"2008-03-03T07:23:36","slug":"cairo-omicidio-siri-arrestato-un-italiano-e-due-albanesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/03\/cairo-omicidio-siri-arrestato-un-italiano-e-due-albanesi\/","title":{"rendered":"Cairo, omicidio Siri: in carcere un italiano e due albanesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:5867:l]Cairo Montenotte<\/strong>. Due albanesi e un italiano sono stati arrestati su ordine di custodia cautelare per concorso nell\u2019omicidio aggravato di Roberto Siri, l\u2019artigiano edile di 37 anni, di Cengio, massacrato a pugni e calci il 2 febbraio scorso davanti all\u2019ospedale di Cairo Montenotte durante una spedizione punitiva dopo una rissa avvenuta in una vicina discoteca. I carabinieri di Cairo Montenotte e Savona, in collaborazione con il nucleo elicotteristi di Villanova d\u2019Albenga, hanno eseguito questa mattina le ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei tre, ritenuti responsabili del pestaggio del trentasettenne. Si tratta di Samuel Costa, gi\u00e0 in carcere per lesioni aggravate, e degli albanesi Ervin Zela e Orges Goxhai, che si trovavano sulla Bmw nera insieme ad Arjan Quku, l\u2019albanese ventiduenne ricercato per omicidio e ancora latitante.<br>\nL\u2019italiano, Samuel Costa, 22 anni, di Cairo Montenotte, era gi\u00e0 finito in manette per aver picchiato l\u2019amico di Siri, Salvatore Tomaselli, 42 anni, imbianchino, andato in ospedale con la vittima proprio per farsi medicare le ferite riportate nella rissa scoppiata davanti al B-Spider di Bragno. Costa era gi\u00e0 indagato per omicidio, ma il procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico ed il suo vice Ubaldo Pelosi hanno raccolto prove tali da convincere il gip Emilio Fois ad emettere l\u2019ordine di custodia.<br>\n[image:5868:r:s=1]Prove determinanti sono state trovate anche nei confronti dei due albanesi Ervin Zela, 28 anni, residente a Bormida, e Orges Goxhai, di 25, residente a Cairo, entrambi immigrati regolari. Anche loro sarebbero stati presenti davanti all\u2019ospedale di Cairo dove si \u00e8 consumata l\u2019aggressione fatale.<br>\n\u201cLe indagini \u2013 hanno spiegato i pm Scolastico e Pelosi \u2013 sono state tutt\u2019altro che facili, considerato che si \u00e8 indagato tra persone poco collaborative; i carabinieri tuttavia hanno lavorato senza sosta per arrivare ad un primo importante passo per la definizione dell\u2019inchiesta. Siamo ormai certi \u2013 ha ribadito Scolastico ad IVG.it \u2013 che sono i quattro indagati gli autori del pestaggio mortale. Aspettiamo gli interrogatori e l\u2019espletamento degli accertamenti tecnici per poter dare la soluzione definitiva al caso\u201d.<br>\nPunti ancora oscuri quelli della dinamica dell\u2019episodio, ma l\u2019interrogativo pi\u00f9 pressante rimane sul movente. Continua infatti ad apparire incomprensibile un agguato cos\u00ec brutale nelle sue modalit\u00e0. Il gip non ha riconosciuto la premeditazione, trattandosi di una spedizione punitiva decisa sul momento, ma quello che pesa \u00e8 l\u2019aggravante dei futili motivi. Motivi che per\u00f2 potrebbero rivelarsi non cos\u00ec futili con il proseguire dell\u2019attivit\u00e0 investigativa, visto che gli inquirenti valutano tutti i possibili retroscena. Compresa la presenza, sul luogo del fatto, di persone non ancora identificate.<br>\nIl provvedimento nei confronti dei tre \u00e8 stato adottato anche per permettere gli accertamenti tecnici e di laboratorio da parte del Ris di Parma, in particolare sulla Bmw in cui si trovavano gli albanesi, dalla quale potrebbero saltare fuori tracce di sangue. Al vaglio degli specialisti anche i reperti (soprattutto indumenti) sequestrati durante le perquisizioni domiciliari a carico degli indagati e le chiamate partite dai telefoni cellulari di tutti soggetti coinvolti nella vicenda.<br>\nGli investigatori, inoltre, sperano che si cominci a diradare la cortina di omert\u00e0 che ancora circonda il delitto e che qualcuno, magari semplice testimone del pestaggio, esca allo scoperto per parlare. A complicare la ricostruzione del caso anche le contraddizioni emerse dai racconti dell\u2019italiano e dei due albanesi. Questo pomeriggio interrogatorio in carcere per Costa, marted\u00ec invece sar\u00e0 la volta di Zela e Goxhai. Una confessione \u2013 ritengono gli inquirenti \u2013 potrebbe costituire la svolta definitiva.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_517\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_517\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">[image:5869:c:s=1]<\/p>\n<p>Resta ancora da arrestare il ricercato principale, l\u2019albanese Arjan Quku, 22 anni, ritenuto l\u2019autore materiale del mortale pestaggio. Il giovane potrebbe essere fuggito all\u2019estero, probabilmente in un Paese europeo. La comunit\u00e0 albanese pi\u00f9 volte lo ha sollecitato a costituirsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:5867:l]Cairo Montenotte. Due albanesi e un italiano sono stati arrestati su ordine di custodia cautelare per concorso nell\u2019omicidio aggravato di Roberto Siri, l\u2019artigiano edile di 37 anni, di Cengio, massacrato a pugni e calci il 2 febbraio scorso davanti all\u2019ospedale di Cairo Montenotte durante una spedizione punitiva dopo una rissa avvenuta in una vicina discoteca. 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