{"id":21840,"date":"2008-03-01T11:03:13","date_gmt":"2008-03-01T10:03:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/03\/01\/il-teatro-racconta-le-donne-tre-spettacoli-a-pietra-ligure\/"},"modified":"2008-03-01T14:42:16","modified_gmt":"2008-03-01T13:42:16","slug":"il-teatro-racconta-le-donne-tre-spettacoli-a-pietra-ligure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/03\/il-teatro-racconta-le-donne-tre-spettacoli-a-pietra-ligure\/","title":{"rendered":"&#8220;Il Teatro racconta le donne&#8221;: tre spettacoli a Pietra Ligure"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:5859:l]Pietra Ligure.<\/strong>Torna a Pietra Ligure la rassegna teatrale dedicata alla donna: \u201cDonna per tre, il Teatro racconta le donne\u201d. A promuovere l\u2019iniziativa \u00e8 l\u2019Assessorato alla Cultura del Comune di Pietra Ligure con il patrocinio della Provincia di Savona, nell\u2019ambito del progetto \u201cSavona Provincia in rosa\u201d.<br>\nTre gli appuntamenti dedicati alla drammaturgia che parla di donne, un viaggio nell\u2019universo femminile tra sentimenti ed emozioni.<br>\nAd inaugurare la rassegna sar\u00e0, Gioved\u00ec 6 marzo 2008,  lo spettacolo \u201cCuore ballerino\u201d di e con Massimo Ivaldo. Scritto dall\u2019autore e attore pietrese, il monologo racconta il tentativo di appropriarsi dell\u2019amore: incarnato in una persona, centellinato nelle sue variabili espressioni, tentennante davanti al suo rischio, eccitato dalla possibilit\u00e0 di avventurarsi. E\u2019 la voce di un testimone ancora un po\u2019 immaturo, che si scopre, nella costruzione del rapporto con l\u2019altro sesso, a misurarsi con il suo egocentrismo, il suo esibizionismo, il suo maschilismo. Il suo \u00e8 un cuore ballerino, come l\u2019ha definito la madre, che pi\u00f9 disperata che convinta per i continui \u201ccambi\u201d sentimentali del figlio, richiama ed ammonisce i suoi slanci, forse eccessivamente generosi. Protagonista della storia \u00e8 un giovane genovese, che nella sua casa-palcoscenico situata nel centro storico, apre un\u2019immaginaria finestra verso il pubblico, composto dai vicini, per soffiare sulla candelina (una sola -sottolinea lui da buon risparmiatore- comunque sufficiente per avere diritto ad esprimere, appunto, un desiderio) dell\u2019ennesimo, tristissimo, compleanno da festeggiare: il trentottesimo. Unica richiesta da parte del festeggiato, che si avveri un desiderio: l\u2019apparizione di una donna. Una, almeno, anche se nel mondo, in media, per ogni uomo \u201cce ne sarebbero sei\u201d; e che quindi ci deve essere qualcuno dei presenti che \u201callora ne ha 12!\u201d. E per \u201cricominciare ad instaurare un contatto con l\u2019altro sesso: perch\u00e9 del mio\u2026mi sono stancato!\u201d<br>\nGioved\u00ec 13 marzo, sar\u00e0 la volta della Compagnia Trabateatro che presenter\u00e0 \u201c20settembremillenovecento58\u201d di e con Annapaola Bardeloni accompagnata da Nicola Calcagno (chitarra) e Stefan Gandolfo (contrabbasso)\u2026.La notte del 20 settembre del 1958, quando si aprono le finestre e si chiudono le porte dei \u201cbordelli ufficiali\u201d, Margherita \u00e8 l\u2019ultima ad uscire da quella casa dove negli anni sono passate decine di ragazze e donne di tutte le et\u00e0 per quegli incontri \u201cclandestini e mercenari\u201d che nella realt\u00e0 ben poco hanno mai avuto di romantico o poetico, ma che nel racconto riacquistano l\u2019ironia amara del distacco. Gli ultimi momenti nella casa, insieme all\u2019orchestrina che per tanto tempo ha accompagnato le storie che si sono incrociate nelle stanze, sono lo spunto per raccontare un\u2019epoca non troppo lontana.  E\u2019 la musica che evoca e guida il ritmo del racconto, che permette salti di tempo e spazio, che fa da tappeto alle storie delle \u201cdonnine\u201d che  \u201cdonnine\u201d non sono, ma donne con le loro storie disperate e tenere, persone con passati compromessi e consapevoli, esseri umani che amano e rischiano e ridono e piangono. \u201cLo spettacolo\u201d, scrive la regista Annapaola Bardeloni, \u201cnon vuol dare risposte o giudizi. Vuole solo raccontare. Raccontare un\u2019epoca cos\u00ec vicina e cos\u00ec lontana da noi. E lo fa passando dalla prosa alla musica, dalla cronaca alla canzone. Lasciando sempre lo spazio per un sorriso amaro o lo struggimento fragile  di fronte alle storie che non sono \u201cpoesia e incanto\u201d, ma una realt\u00e0 ruvida e troppo facilmente occultata. La notte del 20 settembre 1958 si \u00e8 chiusa un\u2019epoca, ma al di l\u00e0 di ogni morale, al di l\u00e0 di ogni suggestione emotiva e della singolare posizione di fronte ad un argomento cos\u00ec delicato, questo spettacolo racconta un pezzo di vita reale.  Umiliazioni, angosce, risate\u2026il quotidiano di un passato recente che la societ\u00e0 moderna dovrebbe ricordare di pi\u00f9.\u201d<br>\nA chiudere la rassegna Donna per tre, il Teatro racconta le donne sar\u00e0, Gioved\u00ec 20 marzo 2008, la Compagnia dei Cattivi Maestri di Savona con lo spettacolo \u201cL\u2019ultima donna\u201d liberamente tratto da Boston Marriage di David Mamet, regia di Francesca Giacardi. David Mamet \u00e8 un drammaturgo americano provocatorio e talvolta inopportuno, che fa del linguaggio un\u2019arma tagliente pronta a sorprendere lo spettatore alternando parole vuote, prive di significato, ad osservazioni pungenti che colpiscono come una freccia l\u2019attenzione del pubblico. Il linguaggio in questo spettacolo \u00e8 il protagonista della storia, e rivela non solo il carattere dei personaggi ed i loro sotterfugi, ma il loro stato sociale, la finzione del loro sfarzo, attraverso vocaboli desueti nonch\u00e9 inventati, ma anche la verit\u00e0 dei loro sentimenti, la profondit\u00e0 del loro legame. Il romanzo al quale Mamet fa riferimento per l\u2019ambientazione \u00e8 \u201cThe Bostonians\u201d di Henry James. E\u2019 proprio qui che si parla dei \u201cMatrimoni Bostoniani\u201d, un\u2019unione fra donne, tipiche delle suffragette dell\u2019epoca, che spesso sottintendeva anche un\u2019unione di tipo sessuale. Ma se l\u2019ambiente, per entrambi i testi, \u00e8 quello delle suffragette dell\u2019America del Nord di fine `800, le protagoniste sono due coppie di donne ben diverse. In realt\u00e0 in Mamet il movimento di emancipazione femminile fa solo da sfondo, non si parla mai dichiaratamente di esso, non vi \u00e8 nessun tipo di rivendicazione per il diritto del voto alle donne. Emerge la distanza dal sesso maschile, ma essa non \u00e8, come nel caso di James, vissuta come una battaglia, gli uomini sono considerati da Anna e Claire (le due protagoniste dello spettacolo) come esseri semplicemente inferiori, tanto stupidi da non rendersi nemmeno conto di quando le donne si stanno prendendo gioco di loro. Anna e Claire sono due personaggi sgradevoli, ma affascinanti. Il loro cinismo, il loro opportunismo, la loro crudelt\u00e0 si scontra con tutto quello che pu\u00f2 essere considerato politically correct o, semplicemente, moralmente ammissibile. Sono due donne egoiste, che sanno perfettamente cosa vogliono e che soprattutto hanno intenzione di ottenerlo in qualunque modo. Un terzo personaggio si muove nello spazio: la cameriera vittima degli sfoghi delle due donne. Sin dall\u2019inizio \u00e8 trattata come una sguattera ignorante, immigrata da poco negli Stati Uniti, dunque un essere inferiore costretto a subire i continui cambi di umore della coppia di streghe. Alla fine per\u00f2 ci si rende conto che sar\u00e0 proprio questo personaggio, con la sua semplicit\u00e0 (in netta contrapposizione ai discorsi articolati di Anna e Claire) a dare una svolta ai loro destini.<br>\nGli spettacoli prenderanno il via alle ore 21.00.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:5859:l]Pietra Ligure.Torna a Pietra Ligure la rassegna teatrale dedicata alla donna: \u201cDonna per tre, il Teatro racconta le donne\u201d. 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