{"id":217832,"date":"2012-05-26T17:45:56","date_gmt":"2012-05-26T15:45:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=217832"},"modified":"2012-05-27T01:17:53","modified_gmt":"2012-05-26T23:17:53","slug":"non-pubblicare-gavarry-lantico-saponificio-sfida-la-crisi-nuovo-stabilimento-e-profumo-di-future-assunzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/05\/non-pubblicare-gavarry-lantico-saponificio-sfida-la-crisi-nuovo-stabilimento-e-profumo-di-future-assunzioni\/","title":{"rendered":"Gavarry, l&#8217;antico saponificio sfida la crisi: nuovo stabilimento e &#8220;profumo&#8221; di future assunzioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Quiliano<\/strong>. I francesi, ancora oggi, non riescono a farsene una ragione. Pensare che sia stato un piccolo gruppo di savonesi ad insegnare loro l&#8217;arte della saponeria \u00e8 uno di quei fatti che negherebbero fino alla morte. Eppure a Marsiglia ormai lo sanno anche i sassi, al punto che perfino il direttore del Dipartimento Cultura della Camera di Commercio della cittadina del Sud della Francia ha dovuto ammetterlo pubblicamente. E questo, dando ragione al giornalista Furio Ciciliot &#8211; anch&#8217;egli savonese &#8211; che, nel libro &#8220;La saponeria nella Liguria occidentale&#8221;, con tanto di documenti alla mano, racconta la storia di un gruppetto di nostri conterranei che, nel Trecento, arriv\u00f2 a Marsiglia a dare lezioni sul &#8220;tema&#8221;.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un fatto che Vittorio Sguerso racconta con un certo orgoglio. Lui, appartenente a una famiglia di saponieri da ben quattro generazioni e titolare di una ditta &#8211; la Gavarry &#8211; che \u00e8 stata capace di inglobare due importanti marchi d&#8217;Oltralpe e ad imporsi sul mercato, non pu\u00f2 fare a meno di sorridere davanti a una verit\u00e0 storica sulla quale sono scivolati &#8211; \u00e8 proprio il caso di dirlo &#8211; i concorrenti francesi.<\/p>\n<p>L&#8217;azienda di cui \u00e8 titolare, e che gestisce in prima persona da una trentina d&#8217;anni, ha una lunga tradizione alle spalle e, al contrario di ci\u00f2 che sta tragicamente accadendo per altre aziende savonesi, un futuro che appare assicurato. Qui si lotta per crescere, s\u00ec, e ci si preoccupa dei rischi del domani, ma almeno non si combatte per la sopravvivenza. E, di questi tempi, non \u00e8 poco.<\/p>\n<p>La nuova &#8220;Gavarry&#8221; ha vissuto anni travagliati legati a una delocalizzazione che Sguerso ha definito &#8220;necessaria per crescere&#8221;: da due mesi si \u00e8 trasferita da Albisola Superiore a Quiliano, nella zona industriale di Valleggia. &#8220;Una delocalizzazione che non ha comportato tagli: qui lavoravano e lavorano 32 persone: e, anzi, nei nostri obiettivi c&#8217;\u00e8 quello di assumere altri dipendenti. Certo, molto dipender\u00e0 dal mercato: non neghiamo che dal 2010 un calo nel settore cosmetico ci sia stato, ma la speranza \u00e8 quella di fare sempre meglio&#8221;, dice l&#8217;imprenditore savonese.<\/p>\n<p>&#8220;Andare via da Albisola era necessario: l&#8217;azienda era sorta negli anni Quaranta in un paesaggio rurale, ma adesso era totalmente inserita nel contesto urbano con problemi legati ad un&#8217;eventale espansione e alla gestione della logistica: quella in cui ci troviamo oggi \u00e8 un&#8217;area pi\u00f9 adatta alle nostre esigenze&#8221; spiega Sguerso. Un nuovo stabilimento di 7.500 mq (di cui tremila al coperto) con produzione, magazzini e uffici, pannelli solari sul tetto e un &#8220;panorama&#8221; sulla centrale elettrica e sul sofferente contesto industriale vadese.<\/p>\n<p>&#8220;La crisi? Non mi sento di dire che la permanenza ad Albisola ci avrebbe danneggiato al punto da pensare a soluzioni drastiche, ma di certo avremmo dovuto strutturarci in maniera diversa &#8211; continua l&#8217;imprenditore &#8211; Non \u00e8 semplice fare impresa in questo periodo. D&#8217;altronde non lo \u00e8 mai stato, in un Paese che ha come grande male la burocrazia: bisogna rimboccarsi le maniche, essere autonomi, credere in se stessi, perch\u00e9 non si pu\u00f2 contare sull&#8217;aiuto di nessuno. Qui non ci sono stati tagli: l&#8217;accordo con le forze sociali era quello di confermare tutti i posti di lavoro e cos\u00ec \u00e8 stato fatto. Le eventuali nuove assunzioni dipenderanno dalla risposta del mercato. Se ci sentiamo dei sopravvissuti? Non direi, ma sicuramente ci stiamo dando da fare per essere competitivi sul mercato, soprattutto estero&#8221;.<\/p>\n<p>E proprio sul mercato internazionale l&#8217;azienda savonese ha ottenuto i migliori risultati. &#8220;Gestiamo questa realt\u00e0 da quattro generazioni &#8211; racconta Sguerso &#8211; Abbiamo iniziato a produrre saponi nel 1912 a Savona in vico Santa Teresa con la &#8216;Domenico Sguerso &amp; Figli&#8217;. L&#8217;antico saponificio Gavarry era nato nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento a La Ciotat, cittadina che si trova tra Tolone e Marsiglia. Dopo aver acquisito il marchio, \u00e8 stata rilevata anche la Savonnerie de L&#8217;Amande, che oggi \u00e8 il nostro prodotto di punta. Quindi l&#8217;attuale Gavarry \u00e8 mix di tre aziende: una italiana che ha acquisito due francesi. Un po&#8217; il contrario di ci\u00f2 che accade spesso oggi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quiliano. 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