{"id":217658,"date":"2012-05-23T11:35:16","date_gmt":"2012-05-23T09:35:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=217658"},"modified":"2012-05-23T11:35:16","modified_gmt":"2012-05-23T09:35:16","slug":"la-morte-di-jacopo-armellino-un-mistero-savonese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/05\/la-morte-di-jacopo-armellino-un-mistero-savonese\/","title":{"rendered":"La morte di Jacopo Armellino, un mistero savonese"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSiamo a fine maggio del 1997, la campanella dell\u2019intervallo squilla in una classe del biennio di un prestigioso e antico Liceo di Savona. L\u2019estate si avvicina, piena di promesse per i giovani studenti che lasciano le aule attraverso i corridoi per consumare la loro merenda. Fuori splende un sole caldo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_910\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_910\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_910').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_910\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Jacopo, un giovanissimo studente dal carattere sensibile e riservato, inizia anch\u2019egli l\u2019intervallo che per lui non avr\u00e0 mai termine mai: infatti, precipita dalla finestra dell\u2019istituto e muore sul colpo sfracellato sull\u2019asfalto di una delle vie centrali di Savona. L\u2019insegnante e i compagni  della classe affermeranno di non aver visto nulla, perch\u00e9 tutti assiepati attorno alla cattedra e quindi impossibilitati a volgere lo sguardo verso la finestra. Un tonfo orribile fa correre gente in strada verso il punto dell\u2019impatto.<\/p>\n<p>La prima ad accorrere sul posto, \u00e8 una donna, una agente in servizio della polizia municipale di Savona che tenta invano di prestare i primi soccorsi e si rende subito conto della gravit\u00e0 della situazione. Il povero Jacopo \u00e8 caduto da una dozzina di metri. Il suo giovane corpo \u00e8 posizionato in modo scomposto, come una marionetta disarticolata e stretto tra due autovetture parcheggiate. E\u2019 deceduto quasi immediatamente.<\/p>\n<p>Il padre del ragazzo \u00e8 un politico serio ed onesto, che ha ricoperto l\u2019incarico di assessore e vice sindaco del Comune di Savona. Avvisato, accorre nella strada e vede il povero ragazzo oramai morto, per lui \u00e8 un enorme dolore.<\/p>\n<p>Dal momento della morte, inizia una lunghissima inchiesta, che percorre due e diversissime ipotesi investigative: il ragazzo si \u00e8 buttato di sua spontanea volont\u00e0, con l\u2019intento di suicidarsi e l\u2019altra ipotesi molto appare molto pi\u00f9 grave e pesante: \u00e8 stato spinto da uno o pi\u00f9 compagni di classe con cui forse  stava litigando.<\/p>\n<p>La famiglia di Jacopo esclude immediatamente l\u2019ipotesi del suicidio e chiede con determinazione di proseguire le indagini per fare piena luce sulla tragica morte del figlio, appena quindicenne. Qualcuno afferma che le testimonianze vengono pilotate, non si sa da chi, e l\u2019inchiesta si orienta in modo pregiudiziale verso l\u2019ipotesi della caduta accidentale oppure un\u2019altra cosa molto pi\u00f9 triste come il suicidio. Una giovanissima vita \u00e8 comunque  andata perduta. E a tutt\u2019oggi, nonostante l\u2019archiviazione del caso da parte della magistratura, i dubbi e le perplessit\u00e0 su questa morte, inspiegabile per i genitori, pesano come macigni sulla vicenda.<\/p>\n<p>Il ragazzo indossava un presidio ortopedico che lo imbustava strettamente limitandolo nei movimenti. Davanti alla fatidica finestra, era posizionato un banchetto scolastico, quindi era materialmente impossibile per il povero Jacopo, avvicinarsi al davanzale, sporgersi, scavalcarlo con fatica e cadere nel vuoto senza intervento di qualcuno. Inoltre il ragazzo non aveva mai manifestato propositi di morte o di autolesionismo. Jacopo era un ragazzo normale, mite e dedito allo studio, come tanti, pieno di speranze e con tanta voglia di crescere e imparare.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi della caduta accidentale o volontaria, venne favorita dagli inquirenti, qualcuno, politicamente, avall\u00f2 e support\u00f2 questa tesi, in pieno spregio della famiglia e della memoria del povero ragazzo, che venne bollato, da morto, come troppo timido, troppo fragile e quindi a rischio di compiere gesti pericolosi per s\u00e9 stesso. Ci fu una guerra di perizie sulla traiettoria dei corpi sottoposti alla legge della gravit\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 probabile, anche se non provato, che qualcuno con cui il giovane spesso litigava, aiut\u00f2, al di l\u00e0 delle proprie intenzioni, il ragazzo a precipitare, ma il caso fu archiviato e nel frattempo la classe di Jacopo concluse il ciclo delle superiori senza di lui, molti dei suoi ex compagni di classe andarono all\u2019universit\u00e0, altri entrarono nel mondo del lavoro, qualcuno dell\u2019ambiente scolastico fece carriera politica a sinistra.<\/p>\n<p>Mentre Jacopo moriva una seconda volta e poi una terza e poi una quarta mentre la sua famiglia vedeva la Verit\u00e0 calpestata, vivendo con grande dignit\u00e0 questo immenso dolore e per loro questa presunta grande ingiustizia. Qualcuno tent\u00f2 anche di spillare dei soldi ai genitori, illudendoli che avrebbe trovato delle testimonianze sul fatto: ma erano solo squallidi personaggi in cerca di spiccioli.<\/p>\n<p>Sono trascorsi quindici anni, da quella calda e tragica mattina di maggio, molte testimonianze sono andate perse, sfocate nel calderone del tempo, molta gente che forse sapeva  non ha parlato allora e non parler\u00e0 pi\u00f9, portando con s\u00e9 negli anni un segreto scomodo e triste: perch\u00e9 e come \u00e8 morto un ragazzino. Il giorno 28 di ogni anno, presso una Chiesa a Savona, i genitori del ragazzo, che non si sono mai arresi, fanno officiare una messa in ricordo del figlio, per ricordare e per elevare una preghiera ad un ragazzo che se n?\u00e8 andato dalla vita prima del tempo e senza dubbio contro la sua volont\u00e0. Questa \u00e8 una delle cose che accadono a Savona , una sonnolenta citt\u00e0 di provincia dove pu\u00f2 accadere di tutto senza che nessuno si stupisca pi\u00f9 di tanto\u201d.<\/p>\n<p>Roberto Nicolick<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSiamo a fine maggio del 1997, la campanella dell\u2019intervallo squilla in una classe del biennio di un prestigioso e antico Liceo di Savona. L\u2019estate si avvicina, piena di promesse per i giovani studenti che lasciano le aule attraverso i corridoi per consumare la loro merenda. Fuori splende un sole caldo. 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