{"id":217060,"date":"2012-05-11T15:02:08","date_gmt":"2012-05-11T13:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=217060"},"modified":"2012-05-25T16:13:51","modified_gmt":"2012-05-25T14:13:51","slug":"il-dietro-le-quinte-della-crisi-storie-di-imprenditori-e-di-famiglie-savonesi-la-sanzone-spa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/05\/il-dietro-le-quinte-della-crisi-storie-di-imprenditori-e-di-famiglie-savonesi-la-sanzone-spa\/","title":{"rendered":"Il &#8220;dietro le quinte&#8221; della crisi, storie di imprenditori e di famiglie savonesi: la Sanzone Spa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Sono interviste che si fanno tra stanzoni e scrivanie vuote, lacrime agli occhi e fazzoletto in mano. E\u2019 qui, nelle piccole aziende di famiglia, che la crisi si tocca con mano: qui a fare male non sono solo i freddi numeri che attestano cali di profitti ormai letali, ma anche e soprattutto parole e ricordi che riecheggiano tra uffici e magazzini non pi\u00f9 operativi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_579\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_579\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cSa cosa mi diceva sempre mio padre? Se ti manca qualcosa, compratela\u201d: Mauro Sanzone si \u00e8 sentito spesso ripetere quella frase da quando, nel 1955, all\u2019et\u00e0 di 21 anni, ha iniziato a lavorare al fianco di pap\u00e0 Emilio, prima come autista di camion (\u201callora si scaricava la merce a mani nude, mica come adesso\u201d tiene a sottolineare con un\u2019energia vitale che fa dimenticare i suoi 78 anni), e poi come rappresentante, per diventare infine presidente di una delle realt\u00e0 pi\u00f9 importanti dell\u2019Albenganese. \u201cL\u2019insegnamento \u00e8 che bisogna rimboccarsi le maniche perch\u00e9 nessuno ti regala niente: e purtroppo io lo so bene\u201d, aggiunge con un sorriso amaro l\u2019imprenditore.<\/p>\n<p>La Sanzone Spa \u00e8 nata nel 1924 ed \u00e8 la 902esima azienda iscritta alla Camera di Commercio di Savona. Un\u2019azienda che, nata \u201cin miniatura\u201d ad Alassio, ha conosciuto il boom negli anni Sessanta quando si \u00e8 trasferita in Regione Rapalline, a Campochiesa d\u2019Albenga. \u201cIn questo piazzale, ogni giorno, arrivavano 5 o 6 autotreni a caricare merce ed io, a partire dalle 7 di mattina, ero sempre qui per controllare che tutto fosse organizzato al meglio. Ero il primo ad arrivare e l\u2019ultimo ad andare via. Ma non pu\u00f2 capire quale e quanta fosse la soddisfazione di sentire i colleghi che dicevano di aver visto i miei camion in giro per la Liguria, da Genova a Ventimiglia\u201d, dice commosso e orgoglioso il signor Mauro.<\/p>\n<p>Oggi quel piazzale rimane vuoto e il futuro appeso alla decisione del tribunale sull\u2019ammissione della proposta di concordato depositata lo scorso 20 marzo. Il tutto per evitare il fallimento, e nella speranza che qualcuno si faccia avanti per l\u2019acquisto o affitto dei 13 mila mq di capannoni (o di parte di essi) dedicati alla produzione di articoli igienico sanitari, materiali per impianti di riscaldamento e condizionamento, mobili e piastrelle per l\u2019arredamento del bagno e rivestimenti in genere. Si \u00e8 anche parlato di un colosso come Ikea interessato a quelle aree, ma al momento le ipotetiche trattative con terzi sarebbero in stand by.<\/p>\n<p>\u201cPer me \u00e8 un colpo al cuore vedere questi uffici vuoti\u201d racconta il signor Mauro facendoci visitare la sua azienda, e accendendo luci per illuminare stanze che accumulano polvere e scatoloni. \u201cGuardi qui \u2013 dice mostrando una sala congressi da 90 posti a sedere \u2013 Una location per riunioni e promozioni alle quali invitavamo i clienti, e una voglia di fare e di crescere che sentivamo addosso. E\u2019 per questo che, anche quando gli affari hanno iniziato ad andare male, e parlo di due anni fa, ho deciso comunque di tenere a libro paga 40 persone. Eravamo una famiglia: qui lavoravano non solo i miei tre figli, ma anche gli \u2018eredi\u2019 dei miei dipendenti, con una sorta di ricambio generazionale che ci faceva sentire uniti. Di licenziare non volevo nemmeno sentir parlare e cos\u00ec facendo, in quei due anni, mi sono mangiato il capitale netto dell\u2019azienda. Ma non me ne pento\u201d.<\/p>\n<p>Dagli oltre 18 milioni di fatturato del 2007, la Sanzone Spa \u00e8 passata a poco pi\u00f9 di 4 milioni del 2011 (il crollo si \u00e8 registrato in particolare a partire dal 2009; la messa in liquidazione \u00e8 datata 11 agosto 2011) mentre dei 40 dipendenti, oggi, ne rimangono 28 in cassa integrazione. \u201cOgni mese vengono a firmare e per me \u00e8 un dolore immenso. L\u2019unica cosa che mi consola \u00e8 quella di avere la coscienza tranquilla e di aver sempre agito per il bene della mia societ\u00e0 e di chi ci lavorava. Forse solo con i miei figli, Roberta Marco e Fabio, sono stato un po\u2019 accentratore e \u2018padre padrone\u2019, almeno in azienda, ma la realt\u00e0 \u00e8 che era la mia vita. Anche oggi non riesco a staccarmene: vengo tutti i giorni in ufficio come se fossimo ancora operativi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo dei bellissimi ricordi, quelli dei cantieri in opera, delle soddisfazioni legate all\u2019ottenimento degli ordini per grosse forniture, da Loano 2 Village all\u2019Hotel Diana di Alassio fino all\u2019ultima per il nuovo ospedale di Albenga. Risultati importanti, che non avrei ottenuto senza il sostegno di mia moglie Fulvia, bergamasca doc e grande \u2018motivatrice\u2019. Il rimpianto \u00e8 quello di non aver potuto dare un futuro ai miei figli e ai mie quattro nipoti. \u2018Se vi manca qualcosa, compratevela\u2019, dir\u00f2 loro. Certo, avrei preferito offrire loro tutto su un piatto d\u2019argento\u201d, conclude Mauro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Sono interviste che si fanno tra stanzoni e scrivanie vuote, lacrime agli occhi e fazzoletto in mano. 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