{"id":217060,"date":"2012-05-11T15:02:08","date_gmt":"2012-05-11T13:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=217060"},"modified":"2012-05-25T16:13:51","modified_gmt":"2012-05-25T14:13:51","slug":"il-dietro-le-quinte-della-crisi-storie-di-imprenditori-e-di-famiglie-savonesi-la-sanzone-spa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/05\/il-dietro-le-quinte-della-crisi-storie-di-imprenditori-e-di-famiglie-savonesi-la-sanzone-spa\/","title":{"rendered":"Il &#8220;dietro le quinte&#8221; della crisi, storie di imprenditori e di famiglie savonesi: la Sanzone Spa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Sono interviste che si fanno tra stanzoni e scrivanie vuote, lacrime agli occhi e fazzoletto in mano. E&#8217; qui, nelle piccole aziende di famiglia, che la crisi si tocca con mano: qui a fare male non sono solo i freddi numeri che attestano cali di profitti ormai letali, ma anche e soprattutto parole e ricordi che riecheggiano tra uffici e magazzini non pi\u00f9 operativi.<\/p>\n<p>&#8220;Sa cosa mi diceva sempre mio padre? Se ti manca qualcosa, compratela&#8221;: Mauro Sanzone si \u00e8 sentito spesso ripetere quella frase da quando, nel 1955, all&#8217;et\u00e0 di 21 anni, ha iniziato a lavorare al fianco di pap\u00e0 Emilio, prima come autista di camion (&#8220;allora si scaricava la merce a mani nude, mica come adesso&#8221; tiene a sottolineare con un&#8217;energia vitale che fa dimenticare i suoi 78 anni), e poi come rappresentante, per diventare infine presidente di una delle realt\u00e0 pi\u00f9 importanti dell&#8217;Albenganese. &#8220;L&#8217;insegnamento \u00e8 che bisogna rimboccarsi le maniche perch\u00e9 nessuno ti regala niente: e purtroppo io lo so bene&#8221;, aggiunge con un sorriso amaro l&#8217;imprenditore.<\/p>\n<p>La Sanzone Spa \u00e8 nata nel 1924 ed \u00e8 la 902esima azienda iscritta alla Camera di Commercio di Savona. Un&#8217;azienda che, nata &#8220;in miniatura&#8221; ad Alassio, ha conosciuto il boom negli anni Sessanta quando si \u00e8 trasferita in Regione Rapalline, a Campochiesa d&#8217;Albenga. &#8220;In questo piazzale, ogni giorno, arrivavano 5 o 6 autotreni a caricare merce ed io, a partire dalle 7 di mattina, ero sempre qui per controllare che tutto fosse organizzato al meglio. Ero il primo ad arrivare e l&#8217;ultimo ad andare via. Ma non pu\u00f2 capire quale e quanta fosse la soddisfazione di sentire i colleghi che dicevano di aver visto i miei camion in giro per la Liguria, da Genova a Ventimiglia&#8221;, dice commosso e orgoglioso il signor Mauro.<\/p>\n<p>Oggi quel piazzale rimane vuoto e il futuro appeso alla decisione del tribunale sull&#8217;ammissione della proposta di concordato depositata lo scorso 20 marzo. Il tutto per evitare il fallimento, e nella speranza che qualcuno si faccia avanti per l&#8217;acquisto o affitto dei 13 mila mq di capannoni (o di parte di essi) dedicati alla produzione di articoli igienico sanitari, materiali per impianti di riscaldamento e condizionamento, mobili e piastrelle per l&#8217;arredamento del bagno e rivestimenti in genere. Si \u00e8 anche parlato di un colosso come Ikea interessato a quelle aree, ma al momento le ipotetiche trattative con terzi sarebbero in stand by.<\/p>\n<p>&#8220;Per me \u00e8 un colpo al cuore vedere questi uffici vuoti&#8221; racconta il signor Mauro facendoci visitare la sua azienda, e accendendo luci per illuminare stanze che accumulano polvere e scatoloni. &#8220;Guardi qui &#8211; dice mostrando una sala congressi da 90 posti a sedere &#8211; Una location per riunioni e promozioni alle quali invitavamo i clienti, e una voglia di fare e di crescere che sentivamo addosso. E&#8217; per questo che, anche quando gli affari hanno iniziato ad andare male, e parlo di due anni fa, ho deciso comunque di tenere a libro paga 40 persone. Eravamo una famiglia: qui lavoravano non solo i miei tre figli, ma anche gli &#8216;eredi&#8217; dei miei dipendenti, con una sorta di ricambio generazionale che ci faceva sentire uniti. Di licenziare non volevo nemmeno sentir parlare e cos\u00ec facendo, in quei due anni, mi sono mangiato il capitale netto dell&#8217;azienda. Ma non me ne pento&#8221;.<\/p>\n<p>Dagli oltre 18 milioni di fatturato del 2007, la Sanzone Spa \u00e8 passata a poco pi\u00f9 di 4 milioni del 2011 (il crollo si \u00e8 registrato in particolare a partire dal 2009; la messa in liquidazione \u00e8 datata 11 agosto 2011) mentre dei 40 dipendenti, oggi, ne rimangono 28 in cassa integrazione. &#8220;Ogni mese vengono a firmare e per me \u00e8 un dolore immenso. L&#8217;unica cosa che mi consola \u00e8 quella di avere la coscienza tranquilla e di aver sempre agito per il bene della mia societ\u00e0 e di chi ci lavorava. Forse solo con i miei figli, Roberta Marco e Fabio, sono stato un po&#8217; accentratore e &#8216;padre padrone&#8217;, almeno in azienda, ma la realt\u00e0 \u00e8 che era la mia vita. Anche oggi non riesco a staccarmene: vengo tutti i giorni in ufficio come se fossimo ancora operativi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ho dei bellissimi ricordi, quelli dei cantieri in opera, delle soddisfazioni legate all&#8217;ottenimento degli ordini per grosse forniture, da Loano 2 Village all&#8217;Hotel Diana di Alassio fino all&#8217;ultima per il nuovo ospedale di Albenga. Risultati importanti, che non avrei ottenuto senza il sostegno di mia moglie Fulvia, bergamasca doc e grande &#8216;motivatrice&#8217;. Il rimpianto \u00e8 quello di non aver potuto dare un futuro ai miei figli e ai mie quattro nipoti. &#8216;Se vi manca qualcosa, compratevela&#8217;, dir\u00f2 loro. Certo, avrei preferito offrire loro tutto su un piatto d&#8217;argento&#8221;, conclude Mauro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. Sono interviste che si fanno tra stanzoni e scrivanie vuote, lacrime agli occhi e fazzoletto in mano. 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