{"id":216239,"date":"2012-04-27T16:55:38","date_gmt":"2012-04-27T14:55:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=216239"},"modified":"2012-04-28T09:50:31","modified_gmt":"2012-04-28T07:50:31","slug":"cassazione-investimenti-sbagliati-banche-colpevoli-se-non-hanno-adeguatamente-informato-i-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/cassazione-investimenti-sbagliati-banche-colpevoli-se-non-hanno-adeguatamente-informato-i-cittadini\/","title":{"rendered":"Cassazione, investimenti sbagliati: banche colpevoli se non hanno adeguatamente informato i cittadini"},"content":{"rendered":"<p>Duro colpo alle banche da parte della Corte di Cassazione che, con la recente sentenza numero 61242 del 2012, ha bacchettato gli istituti di credito stabilendo che i risparmiatori devono essere risarciti nel caso in cui siano stati venduti titoli ad alto rischio, se non sono stati rispettati gli obblighi d\u2019informazione stabiliti dalla legge.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_98\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_98\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nella fattispecie, la Suprema Corte ha preso in esame una causa, tra le tante, relativa ai bond emessi in Argentina, che aveva gi\u00e0 visto soccombente in entrambi i giudizi di merito una banca che era stata, quindi, costretta a risarcire due risparmiatori che avevano investito l\u2019ingente importo di 169.000 euro in titoli argentini.<\/p>\n<p>I giudici del Palazzaccio hanno rilevato come il default della nazione sudamericana fosse ampiamente prevedibile, tanto che per le banche vi era il dovere d\u2019informare i propri clienti dell\u2019elevato rischio dell\u2019investimento.<\/p>\n<p>Nel caso in questione, l\u2019istituto di credito non aveva adeguatamente informato i clienti della rischiosit\u00e0 dell\u2019operazione pur avendo la consapevolezza dell\u2019imminenza del crack in Argentina, mentre avrebbero dovuto indicare che i titoli argentini avevano delle caratteristiche di rischio non adeguate al loro profilo di investitori.<\/p>\n<p>Nel ricorrere al giudice di legittimit\u00e0 avverso la condanna subita, la banca tra l\u2019altro aveva motivato il proprio ricorso evidenziando che i clienti avevano sottoscritto un documento accettando le condizioni di investimento. Ma secondo gli ermellini il modulo in questione, non \u00e8 causa di esclusione della responsabilit\u00e0 della banca perch\u00e9 la sottoscrizione di un modulo per quanto testualmente affermato nella decisione, \u201cin ordine alla propria consapevolezza, conseguente alle informazioni ricevute, della rischiosit\u00e0 dell\u2019investimento e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo di investitore, non costituisce dichiarazione confessoria, in quanto \u00e8 rivolta alla formulazione di un giudizio e non all\u2019affermazione di scienza e verit\u00e0 di un fatto obiettivo\u201d.<\/p>\n<p>Significativa \u00e8 anche l\u2019entit\u00e0 della condanna inflitta nei confronti della banca: la Suprema Corte ha confermato anche la sentenza della Corte d\u2019Appello nella parte in cui aumentava il risarcimento in riferimento all\u2019entit\u00e0 degli interessi maturati. Se, infatti, il giudice di prima istanza aveva condannato l\u2019istituto di credito a pagare i soli interessi a partire dalla data della domanda giudiziale sino a quella dell\u2019effettivo rimborso, in Appello gli interessi venivano fatti decorrere dalla data dell\u2019investimento.<\/p>\n<p>\u201cInvito tutti coloro che hanno investito in prodotti ad alto rischio quali fra le altre azioni e obbligazioni Parmalat, Cirio, Lehman Brothers, bond Argentina, titoli Greci e simili ad avvalersi del supporto degli esperti dello \u2018Sportello dei Diritti\u2019, per avviare tutte le azioni a propria tutela al fine di riprendersi il maltolto\u201d ha detto Giovanni D\u2019Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale \u201cTutela del Consumatore\u201d di Italia dei Valori e fondatore dello \u201cSportello dei Diritti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Duro colpo alle banche da parte della Corte di Cassazione che, con la recente sentenza numero 61242 del 2012, ha bacchettato gli istituti di credito stabilendo che i risparmiatori devono essere risarciti nel caso in cui siano stati venduti titoli ad alto rischio, se non sono stati rispettati gli obblighi d\u2019informazione stabiliti dalla legge. 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