{"id":215533,"date":"2012-04-17T16:23:14","date_gmt":"2012-04-17T14:23:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=215533"},"modified":"2012-04-18T09:20:22","modified_gmt":"2012-04-18T07:20:22","slug":"sparo-razzi-per-festeggiare-capodanno-e-innesco-incendio-nel-quale-mori-una-donna-condannato-a-2-anni-e-2-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/sparo-razzi-per-festeggiare-capodanno-e-innesco-incendio-nel-quale-mori-una-donna-condannato-a-2-anni-e-2-mesi\/","title":{"rendered":"Spar\u00f2 razzi per festeggiare Capodanno e innesc\u00f2 incendio nel quale mor\u00ec una donna: condannato a 2 anni e 2 mesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Nella notte di Capodanno 2007, sulle colline quilianesi e vadesi, divamp\u00f2 un terribile incendio nel quale, oltre ad essere divorati 281 ettari di bosco, una donna di 78 anni, Olga Rocca, che abitava in via Termi (localit\u00e0 C\u00e0 du Gumbu), perse la vita. Per quel rogo un trentaseienne di Quiliano, Andrea Colamatteo, che era stato rinviato a giudizio con l\u2019accusa di incendio doloso e omicidio colposo, questa mattina \u00e8 stato condannato a due anni e due mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno alle parti civili. Una pena pi\u00f9 severa rispetto alla richiesta del pm che aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_161\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_161\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nello specifico Colamatteo, che era assistito dall\u2019avvocato Gianfranco Nasuti, dovr\u00e0 pagare alla famiglia della vittima (assistita dall\u2019avvocato Tiziano Gandolfo) una provvisionale di 50 mila euro (il risarcimento sar\u00e0 invece da liquidarsi attraverso un separato giudizio civile) e al Wwf (rappresentato dall\u2019avvocato Maurizio Barabini) un risarcimento di 10 mila euro.<\/p>\n<p>Secondo quanto ricostruito nel corso degli accertamenti svolti dagli inquirenti, il 2 gennaio 2007, l\u2019anziana, spaventata probabilmente dalle fiamme che stavano minacciando la sua casa, era uscita e si era allontanata nel bosco finendo per restare intrappolata dal fumo e dalle fiamme. Per Olga Rocca purtroppo non c\u2019era stato scampo. Dalla ricostruzione degli investigatori che avevano cercato di fare luce sulle origini del rogo era emerso che, durante la notte di San Silvestro, l\u2019imputato avrebbe lanciato dalla terrazza di casa sua alcuni razzi (una decina in tutto) per festeggiare il nuovo anno. Uno dei razzi, caduto tra la vegetazione, avrebbe innescato appunto l\u2019incendio.<\/p>\n<p>I carabinieri savonesi, nei giorni successivi all\u2019incendio, avevano poi ritrovato i resti di alcuni \u201cbotti\u201d ed eseguito una perquisizione domiciliare che avrebbe dimostrato che petardi e razzi erano esplosi dal balcone dell\u2019abitazione dell\u2019imputato. Nel corso del processo, in aula, uno dei testimoni aveva confermato che sul balcone della casa era stato rinvenuto un tubo di metallo adagiato su un basamento di cemento che sarebbe la \u201crampa\u201d usata per lanciare i razzi che avrebbero poi innescato l\u2019incendio.<\/p>\n<p>Nel corso del procedimento era anche stato sollevato il dubbio che l\u2019incendio per il quale era morta Olga Rocca non fosse lo stesso che si era originato dai razzi sparati dalla terrazza di Colamatteo. Un testimone aveva per\u00f2 spiegato che, secondo quanto rilevato dalla Forestale, sulle colline quilianesi e vadesi non c\u2019erano stati pi\u00f9 incendi nei giorni successivi a Capodanno. Il rogo nel quale \u00e8 morta Olga Rocca sarebbe quindi lo stesso che era partito a causa dei razzi e che era stato dichiarato spento dai vigili del fuoco il 4 gennaio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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