{"id":215493,"date":"2012-04-17T11:05:49","date_gmt":"2012-04-17T09:05:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=215493"},"modified":"2012-04-17T12:59:34","modified_gmt":"2012-04-17T10:59:34","slug":"senza-lavoro-ne-prospettive-future-e-gli-italiani-si-uccidono-i-dati-di-una-crisi-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/senza-lavoro-ne-prospettive-future-e-gli-italiani-si-uccidono-i-dati-di-una-crisi-killer\/","title":{"rendered":"Senza lavoro n\u00e9 prospettive future: e gli italiani si uccidono. I dati di una crisi-killer"},"content":{"rendered":"<p>Perdere il lavoro, non riuscire ad arrivare a fine mese, e il terrore di non assicurare ai figli il futuro tanto desiderato. La disperazione cresce col crescere della crisi economica: un baratro nel quale finiscono sempre pi\u00f9 persone, con un numero di suicidi che aumenta con l\u2019assottigliarsi del portafoglio e delle prospettive.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_666\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_666\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A rivelarlo \u00e8 il Secondo Rapporto Eures su \u201cIl suicidio in Italia al tempo della crisi\u201d. Sono aumentati nel 2010 gli \u201catti estremi\u201d nelle regioni del Centro-Nord, ma a livello territoriale il triste primato se lo \u00e8 aggiudicato la Lombardia seguita dal Veneto e l\u2019Emilia Romagna. Oltre la met\u00e0 dei suicidi censiti in Italia, informa lo studio, avvengono in una regione del Nord (1.628 casi nel 2010, pari al 53,4% del totale), a fronte del 20,5% al Centro (624 casi) e del 26,1% al Sud (796 casi). Anche in termini relativi il Nord conferma i valori pi\u00f9 alti, con 5,9 suicidi ogni 100 mila abitanti, a fronte dei 5,3 del Centro e dei 3,8 del Sud. <\/p>\n<p>Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, superando ulteriormente i 357 casi registrati nel 2009, che gi\u00e0 rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente, a riprova della correlazione tra rischio suicidario e integrazione nel tessuto sociale. Tra i disoccupati, informa lo studio, la crescita riguarda principalmente coloro che hanno perduto il lavoro (272 suicidi nel 2009 e 288 nel 2010, a fronte dei circa 200 degli anni precedenti), mentre meno marcato appare l\u2019incremento tra quanti sono alla ricerca della prima occupazione. La crescita dei suicidi dei disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al 39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perduto il lavoro.<\/p>\n<p>Considerando la sola componente maschile, l\u2019aumento dei suicidi dei senza lavoro appare ancora pi\u00f9 preoccupante (da 213 casi nel 2008 a 303 nel 2009 a 310 nel 2010), attestandosi a +45,5% tra il 2008 e il 2010, confermando cos\u00ec la centralit\u00e0 della variabile occupazionale nella definizione dell\u2019identit\u00e0 e del ruolo sociale degli uomini, messo in crisi dalla pressione psicologica derivante dall\u2019impossibilit\u00e0 di provvedere e partecipare al soddisfacimento dei bisogni materiali della famiglia.<\/p>\n<p>La gelata economica ha i suoi effetti negativi non solo sul lavoro subordinato e sui \u2018senza lavoro\u2019 ma anche anche nella sfera del lavoro autonomo, inducendo al suicidio anche molti artigiani, commercianti o comunque imprenditori \u2018autonomi\u2019: secondo l\u2019Eures nel 2010 questi sarebbero stati ben 336, contro i 343 del 2009. <\/p>\n<p>Lo spettro della povert\u00e0 \u00e8 anche alla base di numerosi atti estremi da parte di separati e divorziati, ambito che sarebbe a rischio suicidio 15 volte oltre la media soprattutto tra gli uomini. Non a caso, rileva l\u2019Eures, nel 2010 si sono contati 33,8 suicidi ogni 100 mila abitanti separati o divorziati (66,7 tra gli uomini a fronte di 11,8 tra le donne). Assai distanziati i casi di suicidio che hanno riguardato i vedovi (8,6 casi ogni 100 mila abitanti, che sale a 35,5 tra gli uomini a fronte di 3,6 tra le donne) e, con ampio scarto, dai coniugati (4,2) e da celibi e nubili (4,1).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perdere il lavoro, non riuscire ad arrivare a fine mese, e il terrore di non assicurare ai figli il futuro tanto desiderato. La disperazione cresce col crescere della crisi economica: un baratro nel quale finiscono sempre pi\u00f9 persone, con un numero di suicidi che aumenta con l\u2019assottigliarsi del portafoglio e delle prospettive. 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