{"id":215441,"date":"2012-04-16T13:05:53","date_gmt":"2012-04-16T11:05:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=215441"},"modified":"2012-04-16T18:29:43","modified_gmt":"2012-04-16T16:29:43","slug":"quadri-falsi-venduti-ad-anziani-e-disabili-il-truffatore-sfruttava-il-nome-di-una-societa-per-rendersi-credibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/quadri-falsi-venduti-ad-anziani-e-disabili-il-truffatore-sfruttava-il-nome-di-una-societa-per-rendersi-credibile\/","title":{"rendered":"Quadri falsi venduti ad anziani e disabili: il truffatore sfruttava il nome di una societ\u00e0 per rendersi credibile"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora<\/strong>. Per mettere a segno le truffe contestate dagli inquirenti, Ivan Cesario utilizzava il nome di una casa d\u2019arte accredita e conosciuta, oggi non pi\u00f9 esistente, ma ricordata per il suo prestigio: la Multiart. La stessa, per\u00f2, oggi operativa sotto altra forma sociale, era completamente estranea ai traffici del truffatore. Il ventiseienne, specializzato nella vendita di quadri falsi ad anziani e disabili, potrebbe essere l\u2019esponente di una rete pi\u00f9 ampia dedita alla commercializzazione illecita di opere d\u2019arte. Ne sono convinti gli investigatori, che stanno proseguendo gli accertamenti per risalire ai complici del giovane cosentino, arrestato dai carabinieri di Andora e della Compagnia di Alassio.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_668\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_668\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Con modi gentili, il finto venditore prendeva di mira soggetti deboli: nessuno scrupolo, infatti, verso un disabile di Andora, vittima dei raggiri della banda dal 2007 e derubato di 20 mila euro. L\u2019ultimo \u201ccolpo\u201d il 7 marzo scorso, con il tentativo di mettere in atto una doppia truffa: il mattino a Genova, quando ha fatto sottoscrivere ad un 71enne un contratto per non meglio precisati servizi con l\u2019omaggio di un\u2019opera d\u2019arte di un maestro italiano per un pagamento pari a 18 mila euro, soldi che sarebbero stati riscossi in serata tramite assegno; il pomeriggio, ad Andora dal \u201csolito\u201d disabile, dal quale si \u00e8 presentato come facente parte di un\u2019associazione che tutela le vittime delle truffe per offrirgli il suo aiuto.<\/p>\n<p>Per rendersi credibile, Cesario usava (ovviamente senza autorizzazione) il nome di una societ\u00e0, la Multiart, ormai chiusa, ma ancora viva nel ricordo degli appassionati per la seriet\u00e0 e la cura professionale nella vendita di opere d\u2019arte. Un mezzo in pi\u00f9, insieme ai modi cortesi, per farsi aprire le porte. \u201cCesario truffava i deboli e riusciva a vendere veri e proprie tarocchi spacciandoli per autentici a cifre non inferiori ai 5000 euro \u2013 ha riferito il luogotenente Giorgio Santopoli, comandante della stazione dei carabinieri di Andora \u2013 L\u2019indagine \u00e8 stata avviata a fine 2010 con la denuncia da parte del truffato andorese, vittima di sedicenti mercanti d\u2019arte che, negli anni, gli avevano fatto acquistare quadri e serigrafie per 20 mila euro. La vittima ci ha informato dell\u2019arrivo dei \u2018furbetti\u2019 che si sono presentati come facenti parte di un\u2019associazione per la tutela delle vittime di raggiri con l\u2019intenzione di verificare se i quadri che il disabile aveva in casa fossero veri. Ma questa volta gli \u00e8 andata male. Lo stesso dicasi per l\u2019episodio genovese: dalle perquisizioni svolte, abbiamo trovato il contratto sottoscritto dal 71enne genovese che abbiamo cos\u00ec avvisato evitandogli la fregatura\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andora. Per mettere a segno le truffe contestate dagli inquirenti, Ivan Cesario utilizzava il nome di una casa d\u2019arte accredita e conosciuta, oggi non pi\u00f9 esistente, ma ricordata per il suo prestigio: la Multiart. La stessa, per\u00f2, oggi operativa sotto altra forma sociale, era completamente estranea ai traffici del truffatore. 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