{"id":215441,"date":"2012-04-16T13:05:53","date_gmt":"2012-04-16T11:05:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=215441"},"modified":"2012-04-16T18:29:43","modified_gmt":"2012-04-16T16:29:43","slug":"quadri-falsi-venduti-ad-anziani-e-disabili-il-truffatore-sfruttava-il-nome-di-una-societa-per-rendersi-credibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/quadri-falsi-venduti-ad-anziani-e-disabili-il-truffatore-sfruttava-il-nome-di-una-societa-per-rendersi-credibile\/","title":{"rendered":"Quadri falsi venduti ad anziani e disabili: il truffatore sfruttava il nome di una societ\u00e0 per rendersi credibile"},"content":{"rendered":"<p><strong>Andora<\/strong>. Per mettere a segno le truffe contestate dagli inquirenti, Ivan Cesario utilizzava il nome di una casa d&#8217;arte accredita e conosciuta, oggi non pi\u00f9 esistente, ma ricordata per il suo prestigio: la Multiart. La stessa, per\u00f2, oggi operativa sotto altra forma sociale, era completamente estranea ai traffici del truffatore. Il ventiseienne, specializzato nella vendita di quadri falsi ad anziani e disabili, potrebbe essere l&#8217;esponente di una rete pi\u00f9 ampia dedita alla commercializzazione illecita di opere d&#8217;arte. Ne sono convinti gli investigatori, che stanno proseguendo gli accertamenti per risalire ai complici del giovane cosentino, arrestato dai carabinieri di Andora e della Compagnia di Alassio.<\/p>\n<p>Con modi gentili, il finto venditore prendeva di mira soggetti deboli: nessuno scrupolo, infatti, verso un disabile di Andora, vittima dei raggiri della banda dal 2007 e derubato di 20 mila euro. L&#8217;ultimo &#8220;colpo&#8221; il 7 marzo scorso, con il tentativo di mettere in atto una doppia truffa: il mattino a Genova, quando ha fatto sottoscrivere ad un 71enne un contratto per non meglio precisati servizi con l&#8217;omaggio di un&#8217;opera d&#8217;arte di un maestro italiano per un pagamento pari a 18 mila euro, soldi che sarebbero stati riscossi in serata tramite assegno; il pomeriggio, ad Andora dal &#8220;solito&#8221; disabile, dal quale si \u00e8 presentato come facente parte di un&#8217;associazione che tutela le vittime delle truffe per offrirgli il suo aiuto.<\/p>\n<p>Per rendersi credibile, Cesario usava (ovviamente senza autorizzazione) il nome di una societ\u00e0, la Multiart, ormai chiusa, ma ancora viva nel ricordo degli appassionati per la seriet\u00e0 e la cura professionale nella vendita di opere d&#8217;arte. Un mezzo in pi\u00f9, insieme ai modi cortesi, per farsi aprire le porte. &#8220;Cesario truffava i deboli e riusciva a vendere veri e proprie tarocchi spacciandoli per autentici a cifre non inferiori ai 5000 euro &#8211; ha riferito il luogotenente Giorgio Santopoli, comandante della stazione dei carabinieri di Andora &#8211; L&#8217;indagine \u00e8 stata avviata a fine 2010 con la denuncia da parte del truffato andorese, vittima di sedicenti mercanti d&#8217;arte che, negli anni, gli avevano fatto acquistare quadri e serigrafie per 20 mila euro. La vittima ci ha informato dell&#8217;arrivo dei &#8216;furbetti&#8217; che si sono presentati come facenti parte di un&#8217;associazione per la tutela delle vittime di raggiri con l&#8217;intenzione di verificare se i quadri che il disabile aveva in casa fossero veri. Ma questa volta gli \u00e8 andata male. Lo stesso dicasi per l&#8217;episodio genovese: dalle perquisizioni svolte, abbiamo trovato il contratto sottoscritto dal 71enne genovese che abbiamo cos\u00ec avvisato evitandogli la fregatura&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andora. Per mettere a segno le truffe contestate dagli inquirenti, Ivan Cesario utilizzava il nome di una casa d&#8217;arte accredita e conosciuta, oggi non pi\u00f9 esistente, ma ricordata per il suo prestigio: la Multiart. La stessa, per\u00f2, oggi operativa sotto altra forma sociale, era completamente estranea ai traffici del truffatore. 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