{"id":215024,"date":"2012-04-07T11:46:19","date_gmt":"2012-04-07T09:46:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=215024"},"modified":"2012-04-07T19:10:34","modified_gmt":"2012-04-07T17:10:34","slug":"operazione-onda-anomala-oltre-100-mila-euro-il-giro-daffari-dei-massaggi-hot","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/operazione-onda-anomala-oltre-100-mila-euro-il-giro-daffari-dei-massaggi-hot\/","title":{"rendered":"Operazione &#8220;Onda anomala&#8221;: oltre 100 mila euro al mese il giro d&#8217;affari dei massaggi hot"},"content":{"rendered":"<p><strong>Alassio.<\/strong> Le ragazze pi\u00f9 &#8220;talentuose&#8221; venivano trasferite da un centro all&#8217;altro, a seconda delle richieste del cliente e per variare un po&#8217; l&#8217;offerta. L'&#8221;appagamento&#8221; del cliente corrispondeva ad un pagamento pi\u00f9 o meno alto, che variava dai dieci ai trenta euro a seconda della generosit\u00e0 del diretto interessato e delle &#8220;capacit\u00e0&#8221; della ragazza che offriva il suo servizio.<\/p>\n<p>Era un&#8217;azienda ben rodata quella dei centri benessere &#8220;Onda&#8221; di Alassio e Savona, capace di fruttare, solo nella citt\u00e0 del muretto, circa 40 mila euro al mese e solo per il lavoro di due dipendenti. Un giro d&#8217;affari triplicato a Savona, dove a prestare servizio erano sei ragazze che soddisfacevano le esigenze di una clientela ancora pi\u00f9 folta. Senza contare i guadagni extra dovuti ad addio al celibato &#8220;hot&#8221; e festini privati.<\/p>\n<p>Questi i particolari dell&#8217;operazione &#8220;Onda anomala&#8221; portata avanti dai carabinieri di Alassio, guidati dal comandante Luigi Marras, e che prende il nome dai centri massaggio a luci rosse dove accadevano fatti, appunto, anomali. Mani di ragazze cinesi impegnate a far rilassare i clienti con servizi &#8220;surplus&#8221; non previsti dal listino prezzi. Per i fedelissimi, erano disponibili anche tessere ad hoc con un &#8220;trattamento&#8221; omaggio ogni dieci.<\/p>\n<p>&#8220;I centri erano gestiti da un cinese che aveva dato la direzione delle due &#8216;filiali&#8217; alassina e savonese a due italiane che si occupavano di pratiche amministrative e indirizzavano i clienti nelle cabine dove massaggiatrici cinesi andavano oltre le normali prestazioni e offrivano servizi sessuali &#8211; spiega Giorgio Guerini, comandante del Nucleo Operativo dei carabinieri di Alassio &#8211; Atti che consistevano nella masturbazione: queste le direttive dei &#8216;capi&#8217; per le dipendenti, che non si spingevano oltre&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;attivit\u00e0 di indagine \u00e8 partita dalle testimonianze di clienti avvicinati fuori dai locali in questione e che hanno confermato i sospetti &#8211; prosegue Guerini &#8211; I massaggi duravano mezz&#8217;ora e poi, dopo l&#8217;offerta di extra della massaggiatrice e il s\u00ec del diretto interessato, si proseguiva per altri 10 o 20 minuti. L&#8217;indagine sarebbe potuta proseguire ma abbiamo deciso di intervenire dopo essere venuti a conoscenza dell&#8217;intenzione di aprire altri due centri ad Arma di Taggia e a Ventimiglia. Abbiamo cos\u00ec proceduto al sequestro dei negozi e all&#8217;arresto di 4 persone&#8221;.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 del muretto risiedeva Liu Xiaoling, 32 anni, coniugata con Chen Changqian, 39, domiciliato a Savona, tutti e due di nazionalit\u00e0 cinese. Sono stati fermati insieme a due donne italiane, Silvana Bisio, 53 anni, e Valentina Marchisio, 30.<\/p>\n<p>&#8220;Il giro d&#8217;affari era pari a 30-40 mila euro al mese solo ad Alassio. Il guadagno giornalieri, qua, si aggirava intorno ai 1000-1.200 euro. A Savona i profitti erano anche pi\u00f9 alti, visto che a lavorare erano sei ragazze e, nella citt\u00e0 del muretto, solo due. Le ragazze comunque &#8216;ruotavano&#8217; nei due negozi a seconda delle richieste degli habitu\u00e8 e per variare l&#8217;offerta&#8221;, conclude il comandante Guerini. Pare inoltre che fossero molti i clienti a chiedere di pi\u00f9, ma che non siano mai stati accontentati. Anzi: dalle intercettazioni ambientali, sembra che nelle pause lavorative le ragazze prendessero in giro &#8220;questi italiani cos\u00ec insistenti&#8221;.<\/p>\n<p>La compiacenza a farsi nominare titolari responsabili, ad occuparsi della pubblicit\u00e0 su internet (dove erano ritratte ragazze cinesi in pose e abiti molto provocanti) e a indirizzare i clienti ben consce di ci\u00f3 che poi accadeva all&#8217;interno hanno invece condannato all&#8217;arresto per favoreggiamento della prostituzione le due italiane. Stessa incriminazione anche per il titolare della societ\u00e0 Chen che, oltre ad incassare i proventi dell&#8217;attivit\u00e0 illecita, si occupava anche di andare a reperire le giovani a Milano e di trovare loro una sistemazione una volta giunte in zona (alcune dormivano proprio a casa di Chen). Le ragazze monitorate nell&#8217;indagine sono sette anche se si \u00e8 avuta conferma che hanno ruotato quasi 20 ragazze nei due centri di Savona e Alassio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alassio. Le ragazze pi\u00f9 &#8220;talentuose&#8221; venivano trasferite da un centro all&#8217;altro, a seconda delle richieste del cliente e per variare un po&#8217; l&#8217;offerta. 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