{"id":214872,"date":"2012-04-05T10:34:28","date_gmt":"2012-04-05T08:34:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=214872"},"modified":"2012-04-05T12:52:56","modified_gmt":"2012-04-05T10:52:56","slug":"i-furbetti-del-bancomat-tornano-a-colpire-ecco-come-agiscono-e-come-possiamo-tutelarci-per-salvare-il-conto-in-banca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/04\/i-furbetti-del-bancomat-tornano-a-colpire-ecco-come-agiscono-e-come-possiamo-tutelarci-per-salvare-il-conto-in-banca\/","title":{"rendered":"I &#8220;furbetti&#8221; del bancomat tornano a colpire: ecco come agiscono e come possiamo tutelarci per salvare il conto in  banca"},"content":{"rendered":"<p>Si inserisce la carta all\u2019interno del bancomat, ma non si riesce a comporre il pin n\u00e8 a fare nessun\u2019altra operazione, e poi la carta viene inspiegabilmente trattenuta nello sportello automatico. Se succede una cosa del genere \u00e8 bene fare attenzione perch\u00e9, con tutta probabilit\u00e0, si \u00e8 vittima di una truffa. Il raggiro in questione non \u00e8 una novit\u00e0 e nemmeno l\u2019ultima frontiera in campo di frodi per clonare o rubare i bancomat: gi\u00e0 dal 2001 in Italia si registravano casi di questo tipo. Nell\u2019ultimo periodo per\u00f2 questa truffa sembra essere tornata in auge.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il sistema per raggirare ignari utenti \u00e8 semplice: il truffatore si avvicina ad uno sportello e sembra fare una normale operazione, ma, in realt\u00e0, sta posizionando una \u201ctrappola\u201d nel bancomat per \u201ccatturare\u201d la carta al prossimo utente. Quando la potenziale vittima inserisce la carta questa non gli viene pi\u00f9 restituita e non \u00e8 possibile procedere con l\u2019operazione. Proprio in quel momento entra in scena il ladro che offre il suo aiuto con lo scopo di carpire il codice segreto della carta: il cliente viene infatti convinto a ritentare l\u2019inserimento del pin e il finto \u201cbuon samaritano\u201d cos\u00ec riesce a memorizzarlo.<\/p>\n<p>Solitamente, dopo diversi tentativi che non fanno a buon fine, la vittima si convince che il bancomat sia stato trattenuto dalla banca e si allontana, lasciando la carta nelle mani del truffatore. Il ladro infatti, appena l\u2019ignaro cliente si allontana, ritorna e recupera la carta dallo sportello automatico: ora non solo ha la carta, ma anche il codice segreto che la vittima gli inconsapevolmente rivelato.<\/p>\n<p>La \u201ctrappola\u201d \u00e8 fatta con un pezzo di pellicola usata per i raggi X, un materiale che ben si presta anche per via del colore nero simile alla fessura del lettore del bancomat. Viene introdotta nella fessura dello sportello automatico in maniera da aderire perfettamente con i suoi contorni e risultare quasi invisibile. Le fenditure della pellicola sono tagliate in entrambi i lati della trappola per evitare che la carta possa tornare indietro prima di aver effettuato o annullato ogni eventuale operazione. Appena la vittima \u00e8 andata via, il truffatore recupera la carta rimuovendo la \u201ctrappola\u201d: scolla le due punte incollate e tira fuori il pezzo di pellicola con all\u2019interno la carta trattenuta.<\/p>\n<p>Il consiglio quindi, se capita che il bancomat venga trattenuto dallo sportello, \u00e8 quello di controllare bene la fessura dove si \u00e8 inserita la carta. Nel caso in cui si noti qualcosa di anomalo \u00e8 bene comunicarlo immediatamente alla polizia ed alla banca. E, possibilmente, evitare di comporre il pin davanti ad uno sconosciuto e poi \u201cabbandonare\u201d il proprio bancomat nello sportello.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si inserisce la carta all\u2019interno del bancomat, ma non si riesce a comporre il pin n\u00e8 a fare nessun\u2019altra operazione, e poi la carta viene inspiegabilmente trattenuta nello sportello automatico. 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