{"id":213955,"date":"2012-03-22T14:28:02","date_gmt":"2012-03-22T13:28:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=213955"},"modified":"2012-03-22T14:28:02","modified_gmt":"2012-03-22T13:28:02","slug":"albenga-presentazione-de-%e2%80%9cla-coscienza-del-ciliegio%e2%80%9d-romanzo-sullo-yoga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2012\/03\/albenga-presentazione-de-%e2%80%9cla-coscienza-del-ciliegio%e2%80%9d-romanzo-sullo-yoga\/","title":{"rendered":"Albenga, presentazione de \u201cLa coscienza del ciliegio\u201d: romanzo sullo yoga"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Venerd\u00ec 23 Marzo alle ore 17.00, nei locali della Biblioteca Civica \u201cSimonetta Comanedi\u201d in Via Roma ad Albenga, si svolger\u00e0 la presentazione del libro \u201cLa coscienza del ciliegio\u201d, primo romanzo sullo yoga e la ricerca di se stessi a cura di Walter Froldi, insegnante presso la Federazione Italiana Yoga. Ad introdurre l\u2019incontro, la direttrice della Biblioteca Patrizia Valdiserra.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_2\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_2\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cDi molti la percezione d\u2019un senso di vuoto, quello che sovente prende allo stomaco e non lascia scampo; figlio dell\u2019intimo bisogno di trovare qualcosa che redima dall\u2019eterna condizione di sudditanza di ci\u00f2 che \u00e8 immanente, come di ci\u00f2 che suscita separatezza\u201d, afferma Patrizia Valdiserra. \u201cCos\u00ec\u201d, prosegue, \u201cper taluni avviene si presenti il momento in cui sentirsi proiettati nelle profondit\u00e0 del S\u00e9, vigili, in ascolto, pronti a cogliere il richiamo interiore che attrae verso regioni incognite dell\u2019anima, nelle quali muoversi a tentoni, sebbene familiare risulti quell\u2019altrove, penetrante d\u2019una fragranza che sa di cose note, seppure dimenticate\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec, nonostante quel sentirsi stranieri a se medesimi, e soli, accade si scopra, nel profondo, una forza superiore, una visione limpida delle cose, come stupefatta, stupiti noi stessi di fronte al vero S\u00e9, a quell\u2019essenza di che siamo, sebbene inconsapevoli. E, d\u2019improvviso, una luce, pura ed intensa, a far desta la mente imbrigliata nelle spire d\u2019un sonno interminato e fondo. Ed \u00e8 un dono che facciamo a noi stessi quel lento scivolare via dei veli che offuscano l\u2019intima percezione delle cose, vedute per la prima volta in trasparenza, d\u2019un tratto palesandosi a noi, visione limpida, come specchio d\u2019acqua sorgiva e tersa. La coscienza del ciliegio. Storia altra d\u2019un risveglio, d\u2019una presenza ulteriore del S\u00e9 nell\u2019universo cosmo, che prescinde dal vincolo dei sensi, come dalla natura illusoria di ci\u00f2 che sperimentiamo, dall\u2019impermanenza di ci\u00f2 che \u00e8 effimero ed eternamente muore a se medesimo, nell\u2019incessante divenire delle cose. Ed \u00e8 un viaggiare per il quale s\u2019impone bagaglio leggero, da condursi senza bussola n\u00e9 sestante, attraverso le terre incognite dell\u2019Essere; a percepire l\u2019infinito, a divenire parte del tutto, quello stesso che in noi respira e parla parole antiche, come di sogno, ma dense d\u2019una verit\u00e0 che si fa via via palese a chi soltanto ponga mente e cuore a quel lontano sussurrare. Questo il senso del romanzo di Walter Froldi, il suo personale apprendimento; questo l\u2019insegnamento, che, con umilt\u00e0 sorrisa e spiritualit\u00e0 profonda, l\u2019autore porge, al di l\u00e0 d\u2019ogni retaggio confessionale. Romanzo mistico, il suo, nel senso etimologico del termine, in quanto volto alla conoscenza di quello spirito che solo \u00e8 il vero fondo dell\u2019anima, secondo l\u2019insegnamento dell\u2019Apollo delfico: \u2018Uomo conosci te stesso e conoscerai l\u2019Universo come gli Dei\u2019. In esso, l\u2019opportunit\u00e0 per ognuno d\u2019essere, vibrando, secondo vibrazioni altre dalle proprie, inconsuete e fascinose, come il viaggio che per ognuno s\u2019appronta, diversa ad ognuno la meta, come diverso il sentiero ed altre le prove\u201d.<\/p>\n<p>\u201cViaggio iniziatico, quello dei protagonisti, che si dipana come all\u2019interno d\u2019un mandala; viaggio esperito, nelle sue tappe fondamentali, fino all\u2019unione cosciente tra l\u2019Io e il S\u00e9, seguendo le orme ataviche della grande tradizione del Vedanta come dello Yoga, rinviando, in qualche misura, all\u2019ermetismo alchemico, secondo una sintassi pi\u00f9 vicina all\u2019Oriente. Ed \u00e8 un viaggio che certamente presuppone il nostos, quel ritorno che non fu d\u2019Ulisse, ma che prevede l\u2019approdo alle sponde dell\u2019anima, denso d\u2019una consapevolezza altra da quella dell\u2019eroe errante e insoddisfatto sempre, incapace di trovare pace in s\u00e9, ignaro d\u2019un fatto: che il viaggio pi\u00f9 bello pertiene allo spirito e non misura distanze, ma solo presuppone l\u2019essere quieti, immobili, profondati noi nel flusso d\u2019un respiro consapevole che vibri al ritmo incessante della vita, sinfonia eterea, come un sorriso. Namast\u00e9\u201d, conclude Patrizia Valdiserra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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